lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Fgs Emilia-Romagna
risponde al Pcl
Pubblicato il 02-03-2015


FgsLa manifestazione delle “Sentinelle in piedi” dopo Bologna è arrivata il 7 febbraio anche a Cesena. In quell’occasione la Fgs Emilia-Romagna non aveva partecipato alla contromanifestazione con altre associazioni e capeggiata dal Partito Comunista dei Lavoratori (Pcl).

Infatti, grazie al segretario Enrico Maria Pedrelli, si è organizzato un dibattito sull’omofobia, e sulla legge Scalfarotto, avuto luogo in Corte Dandini a Cesena. Dibattito che ha segnalato la presenza non solo di giovani compagni, ma anche di numerosi cittadini non tesserati ad alcun partito, curiosi di partecipare allo scambio di idee. “La contromanifestazione in questo caso è strategicamente sbagliata” afferma Pedrelli “perché dà solo importanza e una ragione in più per protestare alle sentinelle. Basta poi con la solita retorica per cui si sta subendo un attacco inaudito e violento al quale bisogna rispondere: le sentinelle in piedi manifestano la loro opinione in modo pacifico e silenzioso, che si lasci fare!”

Conclude infine: “Per questo abbiamo deciso che invece delle solite pagliacciate e noiosi slogan sarebbe stato certo più sensato organizzare un dibattito sull’omofobia, diritti civili e Legge Scalfarotto. Come diceva Pietro Nenni, la politica non si fa col sentimento, figuriamoci col risentimento: di queste cose bisogna parlare, perché in politica non possono esistere solo due modi di pensare (a favore o contro), e in questa situazione il nostro incontro lo dimostra”.

Il Pcl ha rilasciato recenti dichiarazioni sul fatto che i giovani socialisti “senza arte né parte hanno vigliaccamente esordito (sulla contromanifestazione) con un – lasciate fare”. Qui le dichiarazioni complete del Pcl. I giovani socialisti si sono sempre impegnati per evitare qualsiasi manifestazione che potesse sfociare in episodi di violenza e vandalismo. I principi che animano i giovani compagni sono gli stessi che da 120 anni infuocano la nostra fede. Alla sorda, incolore e populista protesta di piazza, fatta da striscioni, slogan e urla, i socialisti sono per la discussione, l’approfondimento e il dibattito costruttivo sulle tematiche di carattere civile.

L’odio, l’inimicizia e il disprezzo per le altre posizioni politiche, sociali e culturali non sono nel DNA del nostro partito e della nostra corrente politica, da sempre laica e democratica. Inoltre, i socialisti e le loro federazioni giovanili non hanno mai offeso o inveito contro le decisioni degli altri partiti di partecipare o meno alle manifestazioni di piazza. Il Pcl può, se vuole, discutere con noi su determinate questioni senza accusarci di essere “social-traditori” così come ci chiamavano ai tempi della diaspora socialista dopo le leggi “fascistissime” del 1926. Da venticinque anni il nostro movimento è per l’unità di una vera sinistra italiana in grado di riportare il nostro Paese verso un cammino di prosperità, libertà e giustizia sociale.

La Fgs Emilia-Romagna apre le sue federazioni e sezioni a tutti gli interlocutori politici che vogliono dialogare costruttivamente con noi per portare in Italia un cambiamento profondo, serio e deciso. Le offese e le dichiarazioni di scherno non fanno altro che evidenziare come il nostro sistema politico, da vent’anni, si sia adeguato a quello imposto dall’avvento della Seconda Repubblica da Berlusconi in poi. Le provocazioni e gli insulti sono capaci solo di dividere ulteriormente le coscienze.

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. E’ inverosimile apprendere come all’intolleranza espressa dalle formazioni di estrema destra, la neo cultura comunista si esprime con metodi analoghi nell’ingiuria verso dei giovani socialisti che proprio della tolleranza gandiana praticano la non violenza basata sul rispetto delle posizioni altrui verso le quali manifestano con la sola forza del confronto delle idee com’è nella prassi della cultura socialista.
    Se conoscessero la storia sui diritti civili indissolubilmente legata ai nomi di socialisti come Fortuna, Martelli, Brodolini e Giugni e se condividessero il principio di Voltaire “che anche se non condivido le tue idee sarei disposto a sacrificare la mia vita per consentirti di continuare ad esprimerle”, non ripercorrerebbero esperienze di intolleranza che pensavo che, almeno nella Sinistra, fossero ormai solo un retaggio del passato.
    A te Manuele, a Enrico Pedrelli e a tutti i giovani socialisti che affidano il loro impegno alla dialettica democratica fondata sul principio laico del rispetto delle opinioni e fedi altrui, invio tutta la mia solidarietà ed incoraggiamento nel proseguimento del rilancio della causa socialista.
    Je suis socialiste

    • Così come sono false le dichiarazioni del Pcl sui socialisti “social-traditori”. E comunque è indubbio che il Pcl abbia partecipato in prima fila alla contro-manifestazione delle “sentinelle in piedi”, dato che avete rimarcato nel vostro articolo la scelta della Fgs di predisporre un dibattito pubblico. Il Psi e la Fgs non hanno padroni. Ripetiamo che siamo disposti a qualsiasi confronto o dibattito per parlare civilmente e rispettosamente dei temi legati ai diritti civili.
      Il punto di partenza è ben preciso: lottare contro i sit-in che che contestano e ridicolozzano le unioni gay.
      Manuele Franzoso

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