martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Grecia spedisce la lettera. Ma per la Ue non basta
Pubblicato il 06-03-2015


Tsipras-lettera-UEIl governo greco ha inviato all’Eurogruppo una lista aggiornata delle riforme economiche alle quali è condizionata l’estensione di quattro mesi del piano di assistenza economica concordata con l’Eurogruppo. Fonti di Bruxelles però frenano: il documento non è di per sé sufficiente a garantire nuovi aiuti che sono quanto mai vitali, dal momento che la Bce ha respinto al mittente la richiesta di Atene di alzare il limite di emissioni di bond trimestrali. Tali buoni vengono poi acquistati dalle banche elleniche attingendo ai fondi di emergenza dell’Ela, messi a disposizione dalla stessa Eurotower. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha spiegato che soddisfare tale richiesta avrebbe significato andare contro i trattati Ue, che proibiscono il finanziamento indiretto degli Stati sovrani.

Il premier ellenico, Alexis Tsipras, in un’intervista al settimanale tedesco ‘Der Spiegel’, ha reagito affermando che Francoforte “ha ancora una corda al nostro collo” e che la banca centrale si sta assumendo una “grave responsabilità” nel non acconsentire all’estensione. Secondo Tsipras, si rischia di tornare al thriller “visto prima del 20 febbraio”, ovvero ai giorni delle difficili trattative tra Grecia ed Eurogruppo su un nuovo programma di assistenza.

Entro le prossime due settimane, Atene dovrà rimborsare al Fondo Monetario internazionale un totale di 1,5 miliardi di euro, dei quali oggi sono stati saldati appena 310 milioni. Senza la possibilità di emettere più titoli a breve, per la Grecia diventa difficilissimo pagare i creditori e, allo stesso tempo, soddisfare un fabbisogno mensile di 4,5 miliardi di euro, 1,5 miliardi dei quali solo di pensioni. Nemmeno un versamento anticipato dell’ultima rata del vecchio programma di assistenza sarebbe di grande aiuto, dato che il suo ammontare (un miliardo e mezzo di euro) è esattamente pari a quanto dovuto all’istituto di Washington questo mese. Come Francoforte, anche Bruxelles non intende però concedere deroghe: non saranno possibili nuovi versamenti senza che prima venga conclusa con successo la verifica della troika di creditori internazionali (Ue, Fmi e Bce) sull’attuazione del piano di assistenza.

La lettera inviata all’Eurogruppo dal ministro delle Finanze di Atene, Yanis Varoufakis, comprende un piano di lotta all’evasione fiscale, l’istituzione di un ‘Consiglio Fiscale’ che si occupi di riduzione della spesa e un aumento del costo delle licenze su giochi e lotterie, che dovrebbe portare nelle casse della Grecia mezzo miliardo di euro. I fondi per affrontare la ‘crisi umanitaria’, proseguono le fonti, ammonterebbero invece a 200 milioni di euro, la stessa cifra posta come obiettivo di riduzione della spesa. L’Eurogruppo non si è espresso sulla lettera nemmeno in maniera ufficiosa in quanto, sottolineano fonti di Bruxelles, sarebbe giunta solo oggi, il giorno dopo la riunione tecnica che avrebbe dovuto preparare il terreno per la riunione di lunedì dei ministri delle Finanze dell’Eurozona. “Le proposte della Grecia non possono essere considerate da sole, qualunque esse siano”, ha dichiarato alla Reuters un funzionario comunitario, “vanno viste nel contesto generale di tutte le misure, non c’è alcuna connessione con i finanziamenti”. In parole povere, la lista di riforme non è di per sé sufficiente a garantire una riapertura dei rubinetti e l’ultima parola spetta sempre alla ‘troika’.

Una timida apertura arriva però dalla Germania. Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Jaeger, ha dichiarato alla stampa che se la lista di riforme verrà conclusa in maniera dettagliata entro aprile, “sarà possibile effettuare un pagamento prima del previsto”.

Redazione Avanti!

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