lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LA MALA EDUCAZIONE
Pubblicato il 12-03-2015


Scuola-proteste-Milano

Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri si occupa della riforma della scuola, si svolgono in tutta Italia cortei e manifestazioni di studenti. Il Cdm ha approvato il ddl con il via libera a un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100 mila insegnanti vengono stabilizzati dal 1° settembre 2015: si tratta degli iscritti alle graduatorie a esaurimento e dei vincitori del concorso 2012. Restano fuori, oltre agli iscritti nelle graduatorie d’istituto, 23 mila insegnanti di scuola materna anche se iscritti nelle Gae (la loro assunzione è rinviata al disegno di legge delega per la riforma del ciclo 0-6 anni) e gli idonei del concorso Profumo. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.

“La riforma della scuola è quella principale per il Paese, ne siamo orgogliosi”, ha annunciato il premier. “Siamo riusciti, dopo una lunga discussione, a trovare un buon clima in consiglio dei ministri – ha detto Renzi –  Ora la palla passa al Parlamento. Le proposte sulla scuola sono realizzabili abbastanza rapidamente, con grande intensità, se il Parlamento vorrà lavorare con senso d’urgenza. Sono molto ottimista”.

Si diceva delle proteste degli studenti. Da Milano a Roma, da Torino a Cagliari si sono messi in marcia contro il ddl ‘La buona scuola’ del governo Renzi e, come hanno ripetuto loro stessi negli slogan urlati nei cortei, “Contro la scuola di classe”. A Milano, dove non sono mancati momenti di tensione fra i manifestanti e le forze dell’ordine, con uno studente fermato dalla polizia e portato in questura, a protestare erano circa un migliaio che si sono diretti verso il palazzo della Regione Lombardia. I manifestanti sono stati bloccati dalle forze dell’ordine, con seguito di tafferugli e lancio di alcuni lacrimogeni. Il cartello che apriva il corte recitava: “Expo+Jobs Act+ Buona Scuola= un futuro di m….”.

La manifestazione romana degli studenti è partita da piazza della Repubblica,con in testa al corteo uno striscione sul quale si leggeva: “12 marzo, una generazione che non si arrende”. Il corteo è passato da via Cavour, poi per via dei Fori Imperiali e, infine, è arrivato a pazza Santi Apostoli, a pochi metri di distanza dalla sede della Commissione europea. Su via Cavour i manifestanti hanno tirato fuori uno striscione contro la Banca Centrale Europea, sul quale si leggeva “Block Bce, see you on the barricades in Frankfurt”, ovvero “bloccate la Bce, ci vediamo sulle barricate a Francoforte”. A Torino, invece, un centinaio di studenti hanno sfilato per le vie del centro e hanno lanciato matite e penne verso la sede del Miur, in corso Vittorio Emanuele. A Cagliari anche i sindaci in piazza, ma qui la protesta è più locale visto che i primi cittadini hanno protestato contro il piano di ridimensionamento scolastico varato dalla Giunta Pigliaru che prevede il taglio degli istituti in cui ci sono le pluriclassi.

Durante il question time al Senato, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che ha rinviato al consiglio dei ministri i dettagli sul numero esatto delle assunzioni che verranno fatte, ha affermato che il numero di iscritti nelle graduatorie a esaurimento “si è ridotto anche per le assunzioni legate al turn over. Il piano sulle assunzioni per il 2015-16 rispetta – ha confermato il ministro – i principi scelti di selezionare gli iscritti a graduatorie di merito e a esaurimento”. Il ministro ha tenuto a precisare che comunque “il piano non deriva da un obbligo imposto dalla Corte di giustizia europea”. Ma i numeri precisi ancora non vengono diffusi. “Serve – ha detto ancora – un dialogo costruttivo con  il Parlamento. Ciò ha spinto il governo a scegliere un ddl e non un decreto legge”.

Alle piazze piene di studenti, ha fatto riferimento il segretario della Cisl,Annamaria Furlan: “Il Governo aveva immaginato di fare la riforma della scuola attraverso un decreto, per fortuna è tornato indietro ma continua a fare un errore, cioè a pensare che le grandi riforme, questa come quella della Pa, si possano realizzare tenendo fuori dalla porta i lavoratori e le parti sociali. La scuola – ha aggiunto – è troppo importante, per le persone e per il sistema Paese, perché ci siano degli errori e serve un confronto vero che consenta di arrivare alla soluzione migliore”. Secondo la Furlan, “sulla scuola in questi mesi abbiamo assistito a un balletto ingiustificabile che ha riguardato i lavoratori precari e ad una partita strumentale sugli scatti di anzianità. Bisogna fare sul serio, perché non si gioca sul lavoro delle persone, per questo – ha concluso – auspichiamo che si apra prontamente un confronto serio perché settembre è vicino”.

I numeri della scuola in Italia

Sono 7.881.632 gli studenti che frequentano la scuola italiana in questo anno scolastico. Dai dati ufficiali del ministero dell’Istruzione sul 2014/2015emerge che gli alunni sono suddivisi in 368.341 classi, 210.909 con disabilità. Le 8.519 istituzioni scolastiche statali si articolano in 41.383 sedi: la scuola dell’infanzia rappresenta il 32,5% del totale, la primaria il 36,9%, la  secondaria di primo grado il 17,5%, la secondaria di secondo grado il 13%. Il maggior numero di istituzioni scolastiche è in Lombardia (1.145), seguita dalla Campania (1.027), dalla Sicilia (875) e dal Lazio (739). Anche nella suddivisione per sedi si ha la stessa classifica top.
Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, i licei sono il 47,1% degli alunni iscritti (oltre 2,6 milioni), seguiti dagli istituti tecnici 31,9% e da quelli professionali 21%.

Gli studenti con cittadinanza non italiana sono in totale quasi 740 mila (dato è previsionale ed è stato elaborato sulla base delle Rilevazioni integrative degli anni scolastici precedenti) con netta prevalenza in Lombardia (quasi 183 mila) e nelle regioni del centro nord, Lazio compreso.

Per quanto riguarda i docenti, il totale dell’organico di fatto, compresi anche gli insegnanti di sostegno è di 721.590, dei quali circa 110 mila solo per il sostegno.Rispetto all’anno scolastico 2007/2008, sono aumentati in percentuale gli alunni e diminuite le classi, mentre sono cresciuti gli alunni disabili e gli insegnanti di sostegno. Nell’anno scolastico 2013/2014 gli studenti che hanno frequentato le scuole paritarie sono complessivamente 993.544.

Le scuole paritarie attive nel territorio nazionale nell’anno scolastico 2013/2014 sono 13.625, il 71,8% dell’infanzia, l’11% della primaria, 5% della secondaria di primo grado, il 12,3% della secondaria di secondo grado. Ma la scuola italiana è fatta anche di abbandoni scolastici: sono infatti oltre 68 mila gli studenti che rinunciano agli studi al primo anno delle superiori (l’11% di tutti gli studenti del primo anno) secondo una indagine realizzata a giugno 2014 dalla rivista “Tuttoscuola”.
Negli ultimi quindici anni quasi tre milioni di ragazzi italiani iscritti alle scuole superiori statali non hanno completato il corso di studi.

Ginevra Matiz

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