lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La marcia su Roma
Pubblicato il 02-03-2015


Salvini e Meloni rappresentano al meglio, anche generazionalmente, i caratteri della nuova destra italiana. Prendiamo il primo. Ha ereditato una Lega distrutta, ai minimi storici, travolta dagli scandali che toccavano la famiglia del suo fondatore. Ha saputo ridarle smalto, capovolgendo la sua tradizionale impostazione. Basta col secessionismo, che si addice al massimo alla Scozia, al bando l’odio per i terrori e per “Roma ladrona”. Per riconciliarsi con la capitale ha promosso la marcia su Roma coi pullman dei veneti di Zaia e con quelli, più moderati, di Tosi, con quelli di Maroni e dei lumbard (vè che dentro c’è anche il senatur…una sorta di effige sacra per contrastare l’iconoclastia islamista). I nordisti si sono mischiati in piazza coi romani che “li zingari li brucerebbero” e con quelli che “er nero o famo bianco”. Oltretutto il regionalismo è oggi in grave crisi di credibilità. Dunque la Lega salviniana, alla luce dei successi della Le Pen in Francia, ha trasformato il suo movimento in nazionalista e anti euro. Mica scherzi. Due questioni divenute popolari alla luce del fenomeno dell’immigrazione e dell’integralismo islamico, e della crisi economica dopo l’introduzione della nuova moneta.

A Roma il salvacondotto per Salvini è Giorgina Meloni, una sorta di ragazza “de borgata”, occhioni da lupo e accento der quartiere Garbatella. Lo segue per portare al movimento il suo suggello. Giorgetta proviene dal MSI destra nazionale, sempre in testa nei cortei, anche quelli più pericolosi. Poi enfant prodige di An fino ad assurgere alla vice presidenza della Camera meno che trentenne nel 2006, poi dal 2008 addirittura ministro e dopo la crisi del berlusconismo fondatrice e leader di Fratelli d’Italia. Cosa c’era di più lontano dagli ideali bossiani del titolo dell’inno nazionale? Parliamo di Bossi che quando vedeva sventolare la bandiera tricolore parlava di straccio da pulirsi il deretano. Anche il vecchio Bossi era lì sul palco e annuiva spaesato, un po’ assente, forse non capiva bene.

Anche l’estrema destra di Casa Pound era in piazza col saluto fascista. Non è un po’ troppo? La Lega era, fino a poco tempo fa, non solo partito federalista e per talune fasi anche secessionista, ma pure antifascista. A tal punto da concepire nel 1994 un’alleanza col solo Berlusconi e non con An, che si presentò alleata con Forza Italia solo al Sud. Tout passe, tout casse. Oggi la nuova destra non ha più confini. E chiama Berlusconi ad una scelta. O sotto le sue insegne e la sua leadership, perché è ormai evidente che di li si passa per contrarre l’alleanza coi Salvo-meloniani, o con Alfano e Casini in un centro che è destinato a divenire superfluo. Berlusconi rischia così di consegnarsi a un’altra politica e a un altro leader oppure di costruire un polo di centro col suo ex delfino-traditore. Sapendo che nell’uno e nell’altro caso a gioire sarà Renzi, il suo avversario-amico. Al quale andrebbero proprio bene sia una larga coalizione avversaria coi razzisti in prima fila, sia una coalizione avversaria divisa. A meno che anche a sinistra non nasca una nuova sinistra estrema. E il bipolarismo si trasformi in tetrapolarismo. Ne vedremmo delle belle…

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Direttore, in merito all’ultimo rigo del tuo articolo, osservo che non c’è bisogno che nasca una tetrade, essa è sempre esistita. Il bipolarismo coatto è solo un artefatto e non rispecchia la molteplicità di punti di vista che, da sempre, connotano l’Italia.

  2. Caro direttore basterebbe mettere in pratica politica e comunicazione parecchie delle cose che tu vai dicendo ormai da parecchio tempo. Purtroppo il nostro gruppo dirigente non ha idee ne tantomeno ” le physique du rôle”. Salvini compie il miracolo e noi stiamo ancora pensando cosa fare per raggiungere il 3%, senza sapere bene poi, cosa farcene.

  3. Molto spesso tante persone usano piangere sul latte versato. Chi ha sdoganato la destra fascista, un po’ edulcorata da Fini portandola al potere, è stato Berlusconi. Come ha fatto è facile dirlo, perchè una buona parte di italiani ha ancora nel DNA un retaggio del ventennio e lo guardano con nostalgia e voglia di rivalsa. C’è stato poi il fenomeno Grillo che sembrava cogliere quei sentimenti ormai disillusi dalle diatribe interne al PDL, ora di nuovo FI, il quale parafrasando a suo modo, da comico navigato, gli slogan mussoliniani è riuscito a convogliare nella sua ascesa, assieme ad altri antisistema, quella parte di destrossi mai spariti e che amano ritrovarsi per il ricordo dei bei tempi passati che vorrebbero rivivere. Infine e non sarà l’ultimo c’è ora Salvini che sdoganando la Lega dalla Padania e complice il subbuglio interno a FI è riuscito a farsi portavoce di quei sentimenti mai sopiti di destra estrema visti però in chiave politica e non da comico, recuperandoli agli onori della cronaca con slogan e parolacce contro tutti in particolare contro chi governa. Qualcosa che assomiglia al maestro Grillo anche con i suoi vaffa. Il progetto politico di Salvini è chiaro e in buona parte irrealizabile ed utopistico, ma non importa molta parte della gente vuole così, non ha tempo per riflettere ed agire e si accontenta che lo facciano gli altri in nome e per conto. Chiarament,e girala e voltala come vuoi, ma la parte di quelli di cui si parlava più sopra sono sempre quelli ai quali si aggiungono gli arrabbiati antisistema e trova terreno fertile in buona parte di quel 40% di giovani in cerca di occupazione associati ai non più giovani che il lavoro lo hanno perso compresi quelli che si rovano nella miseria più nera. A questo punto i marpioni della politica, che io chiamerei, le nullità della polica, in cerca di un minimo di visibilità cercano di saltare sul carro in corsa e si aggrappano per non scomparire e migrano a seconda delle speranze e convenienze verso chiunque sia in ascesa e offra spazio. In definitiva molti italiani ancora oggi hanno bisogno di chi rispecchi i loro più reconditi sentimenti che non riescono o hanno paura a manifestarli e si affidano al miglior imbonitore del momento che promette cose che mai riuscirà a tradurre nella pratica. Esempi come questi li abbiamo vissuti con Berlusconi, poi con Grillo ed oa con Salvini che a mio avviso è il peggire di tutti perchè raccoglie il peggio di tutti i precedenti, per lasciare tutti quelli che ci credono, ancora una volta con in mano un pugno di mosche.
    VIVA L’ITALIA

Lascia un commento