martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lavoro. In una circolare
le novità del decreto
sulle tutele crescenti 
Pubblicato il 26-03-2015


L’analisi delle novità introdotte dal decreto sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti è al centro della circolare numero 6 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. “Uno dei pochi casi in cui resiste il diritto alla reintegra nel posto di lavoro – si legge – è la dichiarazione di nullità del licenziamento, perché ‘discriminatorio’, ma solo come definito dall’articolo 15 della legge 300 del 1970. L’intento del legislatore è teso a tipizzare il più possibile le casistiche limitando così l’ambito di intervento del giudice”. “Il decreto contiene una significativa modifica -precisa la Fondazione studi- in ordine alla determinazione dell’indennità risarcitoria. In particolare, ogni qual volta il giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento individua a tal fine un’indennità commisurata all’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto”. “Il decreto, nel ribadire che -si precisa nella circolare- in caso di insussistenza del fatto materiale il datore di lavoro è condannato al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione, in esso aggiunge ‘senza applicazione di sanzioni per omissione contributiva’. Pertanto, nel caso di reintegra al lavoratore compete la copertura contributiva, ma nel testo definitivo del decreto è stabilito che il datore di lavoro è esplicitamente escluso dall’applicazione delle sanzioni per omissione contributiva”.

Lavoro. Le ultime novità previdenziali 

Tante le novità previste per quest’anno dal governo Renzi in materia di sussidi di disoccupazione, nuovo bonus bebè e nuova proposta dell’assegno universale, arrivata in queste ultime settimane dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, pensato come strumento a sostegno non solo di coloro che vivono in forti condizioni di difficoltà ma anche per i pensionandi che perdono il lavoro. Partendo dai nuovi trattamenti di disoccupazione, la nuova riforma del Lavoro ha modificato un pò la situazione precedente sostituendo vecchia Aspi, mini Aspi e indennità di disoccupazione con nuovi Dis Coll, Naspi e Asdi.

In vigore fino al 31 dicembre 2015, il Dis-Coll è la nuova prestazione di disoccupazione per i senza lavoro iscritti alla gestione separata dell’Inps e per i CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, e per richiederlo bisogna aver maturato almeno tre mesi di contribuzione nel periodo dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento; o aver perfezionato un mese di contribuzione nell’anno solare in cui si verifica la cessazione di lavoro; o concluso un rapporto di collaborazione di almeno un mese.

L’importo corrisposto con il nuovo Dis-Coll è pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015, ma non può comunque superare 1.300 euro nel 2015. Il Dis-Cool ha una durata massima di 6 mesi e la domanda deve essere trasmessa in modalità telematica all’Inps, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Arriva, invece, a subentrare all’attuale Aspi e sarà in vigore dal primo maggio, la Naspi, nuova Assicurazione Sociale per l’impiego, per i lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e a termine, e da quelli pubblici assunti a termine. Per essere ammessi a beneficiare del neo trattamento economico occorre aver accreditato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi; sarà erogata mensilmente dall’Istituto di previdenza, per una durata massima di 18 mesi e importi massimi di 1.300 euro al mese.

Una volta terminato il periodo di erogazione della Naspi, se il lavoratore sarà ancora disoccupato potrà chiedere l’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione, che durerà altri sei mesi, che prevede la corresponsione di una prestazione numeraria di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi, e per riceverlo bisognerà aver maturato almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell’anno precedente o un mese nell’anno in cui si perde il lavoro. Da quest’anno, inoltre, sarà possibile richiedere anche la social card per i disoccupati, che potrà essere richiesta dai residenti in una delle seguenti regioni Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Molise e Campania, o città Milano, Roma, Torino, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Venezia e Verona.

Possono accedere alla social card per disoccupati i cittadini italiani, stranieri o extracomunitari purché in possesso di regolare permesso di soggiorno, e chi ha un Isee pari o inferiori a 3.000 euro, sarà erogata ogni due mesi, e per 12 mensilità, con  importi che vanno da un minimo di 231 euro fino ad un massimo di 400 euro, in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare. Per beneficiare della social card per disoccupati, bisognerà compilare un apposito modulo che sarà messo a disposizione dal proprio Comune di residenza, purché si rientri in una delle tipologie sopra indicate, presentarlo in uno degli Uffici di Poste Italiane abilitati, insieme a tutta la documentazione occorrente e che sarà inviato direttamente dall’Ufficio Postale all’Inps, che valuterà la documentazione e darà un parere positivo o meno alla concessione del beneficio.

Altra novità 2015, in attesa però di approvazione ufficiale, vale per le lavoratrici autonome con Partita Iva che potranno ricevere un assegno di maternità, per cinque mesi, se iscritte alla gestione separata dell’Inps. Le mamme lavoratrici con partita Iva potranno, infatti, decidere se fermarsi o continuare a lavorare e nel primo caso percepiranno un assegno finanziato in parte dallo Stato, in parte dai contributi di lavoratori e aziende. Via libera poi da quest’anno al nuovo bonus bebè 2015 che viene corrisposto alle famiglie con reddito Isee inferiore ai 25mila euro ogni anno. Possono essere ammessi all’agevolazione i cittadini italiani, i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ed extracomunitari, purché in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Il bonus bebè dura per i primi tre anni di vita del bambino, a patto che la nascita (o l’adozione) avvenga tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’importo del contributo è pari a 960 euro all’anno, divisi in 12 rate mensili di 80 euro ciascuna. Ma, nell’ipotesi in cui il reddito ai fini Isee sia inferiore a 7 mila euro annui, il bonus raddoppierà, passando da 80 a 160 euro al mese. Per ottenere il bonus occorrerà inviare domanda direttamente all’Inps. Insieme al bonus bebè, il governo ha reso possibile, a partire dal 2 febbraio, richiedere anche un bonus mensile per anziani non autosufficienti e disabili con handicap gravi. L’importo varia da un minimo di 200 euro e un massimo di 1.200 euro al mese e verrà erogato in via sperimentale dal primo marzo 2015 al 30 novembre 2015. Può essere richiesto da lavoratori dipendenti e pensionati del settore pubblico non autosufficienti o che assistono in casa persone non autosufficienti o con disabilità grave. Pure in questo caso la richiesta va inoltrata online all’Inps.

Altra novità, al vaglio però dell’esecutivo, l’assegno universale di cui ha parlato nei giorni scorsi il ministro Poletti e che riprende l’idea del reddito minimo di cittadinanza proposto già da Beppe Grillo. Si tratta della possibilità di erogare un assegno di circa 780 euro al mese a coloro che vivono in particolari condizioni di difficoltà economica o che rischiano di perdere il lavoro. Lo stesso Grillo ha confermato che si tratta di “780 euro al mese, ma varia a secondo del numero dei componenti familiari. Nel frattempo chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il beneficio”.

Amianto- Convegno a Milano sugli ultimi 20 anni di giurisprudenza

Un pomeriggio di approfondimento e confronto per ripercorrere le tappe più rilevanti di 20 anni di giurisprudenza sull’amianto. Si è tenuto a Milano, presso la Sala Valente di via Freguglia 14, lunedì scorso 16 marzo, a partire dalle 14,30, e a promuoverlo è stato l’Osservatorio sicurezza lavoro fondato da Inail Lombardia, Tribunale di Milano e Comitato paritetico territoriale (Cpt) dell’edilizia di Milano, Lodi, Monza e Brianza. I lavori del convegno hanno preso in considerazione l’arco di tempo compreso tra la cosiddetta sentenza Barbotto sul mesotelioma pleurico, emessa dal pretore di Torino nel 1995, fino alla sentenza della Cassazione sul caso Eternit, le cui motivazioni, depositate lo scorso mese di febbraio, hanno dominato le cronache giudiziarie.

In apertura un’analisi sul nesso causale con le patologie. Ad aprire la giornata è stata l’analisi del rapporto tra ambiente lavorativo e patologie asbesto-correlate, ovvero il nesso causale e le diverse problematiche inerenti la prova del legame tra singole patologie -mesotelioma, carcinoma, asbestosi – e l’esposizione all’amianto, tema legato anche alla prova scientifica della sua nocività. Sono stati valutati, inoltre, i riflessi del ruolo avuto dai datori di lavoro e dai consigli di amministrazione nelle politiche aziendali e la responsabilità personale dei soggetti che nell’arco dell’attività lavorativa hanno assunto posizioni di garanzia.

Dagli aspetti processuali al tema della prescrizione. I relatori hanno discusso pure degli aspetti processuali più delicati e controversi: la prova della condotta del datore di lavoro, la prova dell’evento lesivo, la prova della colpa intesa come prevedibilità dell’evento e il tema di stretta attualità della prescrizione, sia in relazione ai reati contro la persona sia in relazione al reato di disastro ambientale, così come evidenziato dalla sentenza Eternit.

La costituzione di parte civile dell’Istituto. L’intervento di Giuseppe Polliere, coordinatore dell’Avvocatura Inail della Lombardia, è stato invece dedicato al tema della costituzione di parte civile dell’Istituto e agli aspetti civilistici legati al risarcimento e alla prova del danno. Tra i relatori del convegno, che è stato presieduto da Camilla Fabbri, presidente della Commissione di inchiesta del Senato sul fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, hanno figurato tra gli altri Carlo Brusco, presidente di sezione della Cassazione, Bruno Giordano, magistrato della Suprema Corte, e Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto presso la Procura di Torino.

“Un intervento utile per prevenire ulteriori danni”. “L’Inail, costituendosi parte civile nei processi sull’amianto, si pone in via prioritaria l’obiettivo di favorire l’accertamento delle reali condizioni di sicurezza negli ambienti di lavoro e dei danni provocati dalle eventuali carenze delle misure di prevenzione – ha sottolineato Antonio Traficante, direttore regionale di Inail Lombardia, che nel corso della giornata è intervenuto nella sessione di apertura dei lavori insieme a Livia Pomodoro, già presidente del tribunale di Milano, e al presidente del Cpt, Dario Firsech – In questo ambito, l’Istituto mette a disposizione le sue banche dati e l’apporto dei propri professionisti per favorire il riconoscimento della natura lavorativa degli eventi lesivi e l’erogazione delle prestazioni, affinché possa essere utile a prevenire nuovi e ulteriori danni”.

Un luogo di incontro e confronto tra esperti del settore. Costituito presso il Tribunale di Milano nel dicembre 2009, sulla base di un protocollo d’intesa, rinnovato fino al maggio 2016, tra lo stesso Tribunale, l’Inail Lombardia e il Cpt, l’Osservatorio riunisce magistrati, tecnici, medici, imprenditori e lavoratori con l’obiettivo di analizzare i problemi interpretativi, applicativi e operativi in materia di sicurezza del lavoro, dopo la riforma del testo unico. Luogo di incontro e confronto tra esperti del settore, l’Osservatorio si occupa anche di formazione e informazione, elabora e raccoglie best practice in materia di sicurezza, e analizza le principali decisioni dei tribunali italiani e le sentenze della Cassazione.

Carlo Pareto

                                                                         

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