martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lavoro. Risposte fantasma
da parte della Giunta
regionale sarda
Pubblicato il 20-03-2015


Proteste lavoratori Sardegna

Sale la rabbia e il disagio sociale in Sardegna. Giornata piena quella di ieri in sede della Giunta Regionale sarda. All’ ingresso un presidio permanente dei lavoratori ex Ila, due sit-in di protesta dei lavoratori Alcoa e di una rappresentanza dei lavoratori in mobilità in deroga aderenti al comitato C.L.A.S. Sono solo alcune delle vertenze che da tempo gravano in Sardegna e che mettono in evidenza non solo gli enormi errori maturati in passato dal mondo politico sardo, ma, anche una attuale incapacità dello stesso nell’affrontare, oggi, quella che è diventata una vera e propria emergenza sociale conclamata. Direi oramai in metastasi. Si ovvia anche ad una semplice richiesta scritta per un incontro/confronto con un gruppo di lavoratori che da tempo chiede legittimamente quello che è negato dalle mancate ripartizioni da parte del Governo.

Causando un aggravio del disagio economico/sociale/morale di 17 mila lavoratori, che non hanno più alle spalle nessuna vertenza sindacale alle spalle, e delle loro famiglie. Nella mattinata di ieri è emersa anche la totale assenza di interesse, da parte delle sigle sindacali, alla vicenda. Per intenderci, questi lavoratori sono in mobilità in deroga, e ciò significa che le imprese o aziende presso le quali lavoravano hanno definitivamente chiuso i battenti. Ne consegue che – “non convengono più”. In questo senso, senza esitazione, si può tranquillamente affermare che è necessario mettere in atto un intera revisione del sistema sindacato italiano equiparabile, oggi, ad una “grande opera”, non intesa come opera incompiuta, quanto, piuttosto come affare per alcuni. Intorno alle 13, dopo ore d’attesa, e dopo una mediazione, quattro lavoratori sono stati ricevuti dal capo di gabinetto e dal segretario del Presidente Pigliaru.

Sul tavolo tre punti cruciali: ritardi pagamenti indennità, tassazione al 23%, flexicurity. Temi a cui le risposte dei due burocrati non hanno soddisfatto la delegazione che ha poi assunto la decisione di occupare la sala riunioni in giunta regionale, e chiesto immediato incontro con il Presidente. Solo dopo una mediazione durata 5 ore i quattro delegati hanno avuto, da parte di Pigliaru, prime deboli rassicurazioni per un concreto interesse degli uffici regionali in merito alla risoluzione del problema tassazione, e sugli interventi flexicurity mirati alla ricollocazione dei lavoratori fuoriusciti dal sistema ammortizzatori sociali. Lo stesso Pigliaru ha poi preso tempo fino al 25 marzo, giorno in cui avverrà, a Roma, un incontro con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti mirato allo sblocco delle somme da ripartire alle regioni che consentano poi di chiudere la questione 8 mensilità arretrate 2014. Incerto, infine, il percorso per i pagamenti 2015 che vedranno accavallarsi l’entrata in vigore dei nuovi sistemi ammortizzatori sociali e la graduale cessazione dei precedenti che a causa di errate valutazioni degli uffici legislativi, rischia di trasformarsi nell’ ennesima beffa ai danni di tanti lavoratori italiani.

Per il momento non si scorge all’orizzonte un concreto spiraglio di luce, la Giunta regionale Sarda è asserragliata nel fortino dorato, condizione, questa, che non gli permette di leggere la sofferenza di una fascia di popolazione che giorno dopo giorno si ritrova sotto la soglia di povertà e tra questi vi sono le migliaia di lavoratori che a distanza di quindici mesi ancora sono in attesa di ricevere l’indennità della mobilità in deroga. Ed in questo contesto che pensando all’azione politica della Giunta della R.A.S. ad un anno dal suo insediamento, si palesa l’assenza di grandi cambiamenti al rispetto al passato, cosi come, invece, è evidente che purtroppo, il Governo ha rottamato, in pochissimo tempo, i diritti di chi lavora onestamente (i lavoratori) e produce ricchezza per il Paese, mentre non ravvisa ancora il bisogno e il dovere di rottamare i corrotti che ricoprono incarichi Istituzionali. Posizione questa, senza soluzione di continuità con i precedenti governi. Ma forse ciò “non è” un problema per il premier, mentre lo è per i cittadini che a fatica riescono a sopravvivere.

Antonella Soddu

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