martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Legge elettorale, continuano le polemiche
Pubblicato il 31-03-2015


legge elettorale

Dall’8 aprile la legge elettorale sarà in Commissione Affari costituzionali della Camera. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza, secondo quanto ha riferito il presidente della Commissione, Francesco Paolo Sisto. Il relatore al provvedimento sarà Sisto. “Ci siamo dati qualche giorno di tempo – ha spiegato Sisto – per dare modo ai partiti di giungere in Commissione con delle proposte operative, visto che il testo che ci ha mandato il Senato è completamente diverso da quello che avevamo approvato in prima lettura un anno fa”. Alla domanda se la Commissione riuscirà a concludere l’esame dell’Italicum entro il 27 aprile (giorno in cui il testo è calendarizzato in Aula), Sisto ha replicato: “Certo che ce la faremo. Con me non ci sono problemi, a costo di far lavorare la Commissione notte su notte”.

Dopo la giornata di ieri le acque in casa Pd sono ancora agitate. La decisione a maggioranza imposta da Renzi non è stata digerita da tutti, soprattutto se si aggiunge la ventilata ipotesi, solo sfiorata, di porre la questione di fiducia.  Ieri la minoranza del partito non ha votato lasciando la Direzione e quindi la proposta di Renzi è stata approvata all’unanimità dalla sola maggioranza del Nazareno. Il tentativo della minoranza è quello di non rompere in mondo definitivo per cercare di trovare un accordo prima dell’approvazione finale come ha detto il capogruppo Speranza nel corso dei lavori e ripetuto anche oggi: “Ieri alla Direzione ognuno si è espresso, e ognuno ha potuto conoscere le posizioni. Ora lasciamo posare le polveri”. Speranza ha poi detto che subito dopo Pasqua ci sarà una riunione del gruppo alla Camera.

Più duro Alfredo D’Attorre della minoranza Pd che intervenendo a Omnibus su La7 e parlando della ventilata minaccia di elezioni ha detto che “se io devo consentire una cattiva riforma elettorale e una cattiva riforma costituzionale meglio andare al voto con il sistema proporzionale”. Per D’Attorre quella delle elezioni è una minaccia “con una pistola ad acqua” perché Renzi “non tornerebbe più” al governo. “Renzi – spiega – verrà a ricattare il gruppo parlamentare dicendo ‘o mi approvate l’Italicum senza modifiche e si va al voto’: è una minaccia con una pistola ad acqua perché chi ha tutto da perdere con il Consultellum è Renzi che non tornerebbe mai più a Palazzo Chigi e si troverebbe un Parlamento eletto interamente con le preferenze e dove il 99% dei renziani non rimetterebbe piede in Parlamento”.

Stefano Fassina ha confermato il suo no all’Italicum. “Il governo non è in discussione” ha detto, “non mi aspetto conseguenze politiche né in un caso né nell’altro sulla stabilità del governo. Per quanto mi riguarda il governo non è in discussione”. “Il sottoscritto non voterà questa legge elettorale – ha ribadito Fassina -. Poi vi sono altri del Pd che non la voteranno, lo hanno detto anche nei giorni scorsi, lo hanno ripetuto in Direzione”. Sui numeri del ‘fronte del no’ Fassina non si è sbilanciato: “Ci sarà una riunione del gruppo dopo Pasqua – annuncia -, lì vedremo quanti saremo. Stiamo discutendo di un intervento che ha rilievo costituzionale, che costituisce un arretramento della nostra democrazia e i numeri li vedremo. Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Parliamo di una legge elettorale che è un pezzo della Costituzione materiale del Paese e credo che su questo si debba tenere conto dell’autonomia dei singoli parlamentari”.

Dalla minoranza ha parlato anche Gotor per il quale “è importante adesso, nel mese che abbiamo davanti, in Parlamento, fare di tutto per non interrompere il percorso delle riforme istituzionali e, per non interromperlo, è necessario che il segretario del Pd lavori a ricercare una intesa e una unità nel partito”. E ancora: “Ieri durante la direzione nazionale, questa intesa si è scelto di non trovarla, anzi, non si è neppure voluto cercarla. Ma adesso le leggi elettorali si fanno in Parlamento, non nelle direzioni di un partito”, sottolinea. Per Gotor, “Renzi non è peggio di Berlusconi” ma “lo scenario che si sta definendo, in cui presidente del Consiglio sceglie i suoi nemici e mentre li sceglie li trasforma in personaggi, sia lo scenario peggiore per il buon funzionamento della democrazia italiana perché porterà inevitabilmente il Partito Democratico a trasformarsi in forza neocentrista, una palude neocentrista con ai margini tante opposizioni frammentate, identitarie e urlanti. Noi in questi giorni stiamo svendendo una cosa preziosa che si chiama la democrazia dell’alternanza”.

Pippo Civati, sempre della minoranza, ricorda che “il Pd ha sempre detto di non volere leggi elettorali votate a maggioranza. E così faremo, invece, smentendo puntualmente le premesse. Che ci hanno condotto fin qui, ma ora le premesse non servono più. L’Italicum assomiglia superficialmente a quello che viene raccontato dallo stesso segretario del Pd, ma nella sostanza è molto lontano dagli esempi con cui viene descritto. I ‘collegi’ non sono collegi uninominali. Il doppio turno è nazionale e non di collegio. Il ‘maggioritario’ non è un maggioritario ma un premio di maggioranza tipo Porcellum (che c’è praticamente) solo in Italia), assegnato a chi supera il 40% fin dal primo turno”, spiga l’esponente della minoranza Dem, secondo il quale “sarà impossibile individuare gli eletti, soprattutto per chi non vince (Renzi ha detto ieri che sarà costretto a presentarsi in dieci collegi diversi per sperare di essere eletto: bello, vero?), per via della ripartizione dei seggi che non è diretta – collegio per collegio”.

“E non è nemmeno la legge dei sindaci: per prima cosa perché la lista che può beneficiare del premio è unica (cosa che la legge dei sindaci non prevede affatto) e non è previsto l’apparentamento, come per i sindaci. Da ultimo, la legge dei sindaci prevede che il premio vada a chi ha superato il 50% dei voti al primo turno, non il 40%”, sottolinea Civati.

Intanto si riaffaccia Corrado Passera leader di Italia Unica che in una conferenza stampa indetta a Montecitorio per richiamare le ragioni dell’appello lanciato per arginare “la pericolosa deriva che accompagna la nuova legge elettorale”. Per Passera “l’Italicum rischia di essere una scelta senza ritorno: per questo la ‘resistenza’ a questa riforma può essere un momento di aggregazione tra diverse forze politiche. Sui valori della democrazia, del bipolarismo, dell’alternanza ci si può ritrovare insieme e in tanti”. Tra i tanti probabilmente anche i Radicali dopo l’appello che Passera ha rivolto a deputati e senatori contro l’Italicum e a cui ha risposto Rita Bernardini, segretario del partito Radicale. “L’appello diffuso da Italia Unica – ha detto il segretario radicale – è convergente con la nostra analisi sulle contro-riforme proposte dal Governo Renzi. Le questioni sollevate da Italia Unica – l’abnorme premio di maggioranza, la forte presenza di parlamentari nominati e non eletti, la non elettività popolare del Senato – rappresentano non un rischio, ma una certezza di ulteriore involuzione anti-democratica della vita istituzionale italiana, già connotata dalla totale illegalità del sistema giustizia”. “Come è sempre stato nostro metodo – ha detto ancora – siamo pronti a percorrere tratti di strada con chi è accomunato dai nostri stessi obiettivi, sapendo che il primo e più grande ostacolo è quello di poter affermare il diritto dei cittadini italiani a conoscere vere proposte alternative a quelle espresse dalle varianti del renzismo e dell’antirenzismo ufficiali, entrambi volti a mantenere il potere delle burocrazie politiche italiane”.

Redazione Avanti!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento