mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge Severino, il governo passa il cerino alla Consulta
Pubblicato il 13-03-2015


Corte costituzionale-BuemiNon è entrato nel merito proprio perché prossimamente la legge Severino sarà all’esame della Corte Costituzionale, ma il suo presidente, Alessandro Criscuolo ha reso noto che “si farà il possibile per cercare di trattare la questione con una certa sollecitazione, tenendo conto dell’attenzione che c’è dell’opinione pubblica”. Soddisfazione è stata espressa dal senatore socialista Enrico Buemi: “Necessario un rapido scioglimento del nodo da parte della Consulta”. Il governo: “Aspettiamo Consulta”. 

IL RICORSO DI DE MAGISTRIS – Nel Palazzo delle Consulta, ieri, Criscuolo ha illustrato l’attività dell’Alta Corte e i suoi impegni futuri, tra cui quello che riguarda la legge Severino, soprattutto in merito ai suoi aspetti di incandidabilità legata a condanne per corruzione e illegalità nella Pubblica amministrazione. Nel frattempo dal Tar della Campania è arrivato il ricorso numero 29 del 2015, concernente l’articolo 11 della suddetta legge (sul quale è depositata alla Camera una proposta di legge socialista) applicato al caso del primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, ossia la decadenza degli amministratori locali – non valida per i parlamentari – anche dopo una condanna non definitiva.

CONSULTA TRATTERÀ QUESTIONE SEVERINO – Il presidente della Consulta non ha fornito tempi certi per chiarire le incertezze della legge che porta il nome del Guardasigilli del governo Monti, ma l’orizzonte temporale dovrebbe essere quello estivo, dunque dopo le elezioni regionali previste per il 31 maggio. La tornata elettorale coinvolgerà il candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e sul quale pende l’ombra della controversa normativa.

MANZIONE (PD): INTERVENTO GOVERNO SOLO DOPO CONSULTA – Nel frattempo, Domenico Manzione, sottosegretario all’Interno ha risposto a una interpellanza del Movimento5Stelle sul candidato governatore della Campania, spiegando che la situazione della legge Severino è “di notevole complessità politica e ogni approfondimento chiarificatore, ogni intervento, non potrà prescindere da un riconoscimento della natura giuridica, e quindi da una pronuncia della Corte Costituzionale”. L’attesa del governo

BUEMI (PSI), NECESSARIO UN RAPIDO SCIOGLIMENTO DEL NODO DA PARTE DELLA CONSULTA – Il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia e membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha accolto con “estrema soddisfazione l’annuncio della priorità che il presidente Criscuolo intende dare all’esame del decreto Severino, che trova piena rispondenza nella battaglia politica e legislativa che il Psi sta conducendo, avendo proposto da un anno e mezzo il disegno di legge complessivo, su incandidabilità, decadenza e sospensione dalle cariche elettive”. “Anche l’elettorato – sia attivo che passivo – è un diritto, e la sua compressione ha una valenza punitiva, che la Corte fa bene a non sottovalutare” ha osservato Buemi. “I socialisti non solo hanno le carte in regola, ma intendono anche mostrarle, infatti, “Mondoperaio” sta curando un pubblico dibattito sulla nostra proposta S. 1054, fissata per i primi di aprile, con la partecipazione di accademici, magistrati, avvocati ed esperti della materia”. “Da quando è tornato in Parlamento, il Psi sfida tutte le forze politiche a mettere i diritti al centro dell’agenda parlamentare. È  il primo impegno che abbiamo assunto su tutti i fronti della complessa azione di tutela del cittadino dalla preponderanza (quando non prepotenza) dei poteri pubblici”, ha sottolineato Buemi. “Quando il presidente Criscuolo parla della Consulta come ‘Corte dei diritti’ – ha concluso il senatore socialista – trova quindi il nostro pieno ed incondizionato sostegno”.

Silvia Sequi

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