martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Imu sui terreni agricoli
Pubblicato il 19-03-2015


Il D.L. n. 4/2015 (A.C. 2915) ha modificato i criteri di esenzione dal versamento dell’IMU sui terreni montani agricoli ricadenti in aree montane e di collina in senso meno restrittivo.
In particolare, l’esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) si applica:

a) ai terreni agricoli nonché a quelli incolti ubicati nei Comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei Comuni italiani trasmesso all’Istat e poi pubblicato dal medesimo Istituto;

b) ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’articolo 25, comma 7, allegato A, della legge n. 448 del 2001;

c) ai terreni agricoli nonché a quelli incolti posseduti e condotti – anche in comodato ed in affitto – dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati parzialmente montani ai sensi del citato elenco ISTAT.

E’ necessario che il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto o a un imprenditore agricolo professionale, iscritto nella previdenza agricola, abbia egli stesso la qualifica di coltivatore diretto o di IAP, iscritto nella previdenza agricola. Lo ha ribadito il Dipartimento delle Finanze nella risoluzione n. 2/DF, nella quale chiarisce anche che l’aliquota base dello 0,76% è sempre applicabile, salvo che comuni abbiano deliberato una diversa specifica aliquota per la categoria terreni agricoli. Qui, la Risoluzione del Dipartimento delle finanze n. 2 del 3 febbraio 2015.

Il riferimento per l’esenzione è dunque l’elenco dei comuni predisposto dall’Istat e, relativamente ai terreni agricoli parzialmente montani, è richiesta la conduzione, anche in comodato ed in affitto. Rispetto al precedente sistema più restrittivo (per il quale erano esenti circa 1.500 Comuni), i comuni a esenzione totale sono oltre 3.450, mentre l’esenzione è parziale per circa 650 Comuni. L’elenco completo dei comuni montani e parzialmente montani predisposto dall’Istat è consultabile qui.

A decorrere dall’anno 2015, per i terreni ubicati nei comuni della cd. collina svantaggiata, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, spetta una detrazione di 200 euro. Nell’ipotesi in cui nel relativo elenco allegato al provvedimento, in corrispondenza dell’indicazione del comune, sia riportata l’annotazione parzialmente delimitato (PD), la detrazione spetta unicamente per le zone del territorio comunale che ricadono nel perimetro delle esenzioni ai sensi della citata circolare. Il totale dei comuni elencati nell’Allegato 0A è di circa 1.624, di cui circa 344 indicati con la predetta annotazione parzialmente delimitato (PD).

I  nuovi criteri di esenzione si applicano a decorrere dall’anno 2015, nonché anche all’anno 2014, ma, in tal caso, l’IMU non è dovuta se i terreni, che risultano imponibili ai sensi del nuovo sistema, sono invece esenti in virtù del pregresso sistema di cui al D.M. 28 novembre 2014.

Inoltre, rimangono esenti i terreni a immutabile destinazione agro silvo pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile che non ricadono in zone montane o di collina, come definite dal D.M. 28 novembre 2014.

Rispetto al termine per il versamento dell’imposta dovuta per l’anno 2014, fissato dal decreto-legge, al 10 febbraio 2015, si segnala l’introduzione di una moratoria fino al 31 marzo per coloro che non hanno pagato entro il 10 febbraio: in ragione della violazione dello Statuto del diritto del contribuente e della confusione oggettiva che si era generata, tali soggetti potranno versare l’imposta dovuta fino al 31 marzo senza applicazione di interessi e di sanzioni.

Si ricorda che il regime delle esenzioni dei terreni agricoli ricadenti in aree montane e di collina era previsto dalla lettera h),comma 1, articolo 7 del D. Lgs. n. 504/1992 ed espressamente richiamato dall’articolo 9, comma 8 del D.Lgs. n. 23/2011.

I terreni agricoli sono stati esentati dall’IMU per il 2013 (D.L. n. 102 del 2013, per la prima rata, e D.L. n. 133 del 2013 per la seconda rata). Si evidenzia, tuttavia, che ilD.L. n. 133 del 2013 ha esentato dal pagamento della seconda rata dell’IMU solo gli Imprenditori agricoli professionali (IAP) e i coltivatori diretti. Per questi stessi soggetti è stato previsto il pagamento della c.d. “mini IMU”, entro gennaio 2014, nei comuni che hanno innalzato le aliquote rispetto alle misure di base previste dalla legge.

Un successivo intervento, contenuto nel decreto legge n. 66/2014 (articolo 22, comma 2 e 2-bis) ha disposto una limitazione del perimetro delle esenzioni. Il D.L. in sostanza ha demandato ad un decreto del Ministro dell’economia e finanze l’individuazione dei comuni nei quali, a decorrere dal periodo di imposta 2014, si applica l’esenzione, sulla base del criterio altimetrico, diversificando tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. Contestualmente, ha previsto l’esenzione dall’IMU per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile che, in base al predetto decreto ministeriale, non risultassero ricadenti in zone montane o di collina. Il D.M. 28 novembre 2014  ha quindi limitato l’esenzione:

  • ai terreni agricoli dei comuni ubicati a un’altitudine di 601 metri e oltre, individuati sulla base dell’ “Elenco comuni italiani” trasmesso all’Istat dall’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) e poi pubblicato dal medesimo Istituto, tenendo conto dell’altezza riportata nella colonna “Altitudine del centro (metri)”;
  • ai terreni agricoli in possesso dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 metri e 600 metri, individuati sulla base del medesimo elenco.

Ai soggetti obbligati al pagamento dell’IMU, il termine per il versamento per l’anno 2014 è stato fissato al 16 dicembre 2014.

All’indomani dell’adozione del D.M. 28 novembre 2014, una serie di criticità circa il nuovo impianto normativo e la sua tempistica di attuazione sono state sollevate dall’ANCI e da atti di indirizzo presentati in sede parlamentare (si veda, alla Camera, la Risoluzione 7-00542 in VI Commissione Finanze a firma del deputato Fragomeli ed altri, nonchè le interrogazioni a risposta immediata Causi 5-04202, Busin 5-04204e Pagano 5-04207). Tali atti sono stati finalizzati a chiedere al Governo di rinviare il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014 e a rivedere i criteri delle esenzioni.

Il Governo, accogliendo talune delle obiezioni sollevate, ha adottato il Decreto legge n. 185/2014 , il quale, senza rivedere i criteri di esenzione, ha disposto la proroga al 26 gennaio 2015 del termine per il versamento dell’IMU relativa all’anno 2014 suiterreni agricoli situati in zone montane e collinari. La previsione di proroga è stata poi trasposta nella legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi 692-693 e 701).

A fini IMU, sono considerati non fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

I terreni agricoli godono di una modalità specifica di calcolo della base imponibile: il valore dell’immobile è infatti calcolato applicando al reddito dominicale risultante in catasto, rivalutato (del 25 per cento), un moltiplicatore pari a 135.

Inoltre il moltiplicatore da applicare a tutti i terreni, compresi quelli non coltivati, – purché posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola – è stato pari a 110 per il 2012 e il 2013. Esso è stato abbassato a 75 dal 1° gennaio 2014 (articolo 1, comma 707 della legge di stabilità 2014, legge 147 del 2013).

L’aliquota IMU per i terreni agricoli è quella base del 0,76 per cento. I comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali.

Sono previste limitazioni all’applicazione dell’IMU ai terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali, commisurate al valore del terreno. In particolare, i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali (di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99) sono assoggettati ad IMU solo per la parte di valore eccedente 6.000 euro, con le seguenti riduzioni, di importo decrescente all’aumentare del valore dell’immobile:

  • del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti 6.000 euro e fino a euro 15.500;
  • del 50 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente 15.500 euro e fino a 25.500 euro;
  • del 25 per cento di quella gravante sulla parte di valore eccedente 25.500 euro e fino a 32.000 euro.

In sostanza sono esenti da imposta i terreni agricoli di valore pari o inferiore a 6000 euro, in presenza delle condizioni di legge (possesso e conduzione da parte di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali); oltre il predetto importo l’applicazione dell’IMU avviene per scaglioni.

Ulteriori disposizioni per i terreni agricoli, nell’ambito della disciplina dei tributi immobiliari, riguardano l’esenzione dalla TASI per effetto del D.L. n. 16 del 2014.

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