martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Udi e l’Europa sfidano
i creativi e premiano
le donne “normali”
Pubblicato il 23-03-2015


Birra-io-tadoroSi è volta stamane all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, a Roma, la cerimonia di premiazione del Premio Immagini Amiche iniziativa che ha lo scopo di stimolare un lavoro di ricerca e di sensibilizzazione – rivolto soprattutto ai creativi e alle nuove generazioni – per far comprendere la pericolosità sociale di messaggi ad alto tasso di misoginia e sessismo, indicando un modo più aderente alla realtà e più rispettoso nel rappresentare le donne presenti e attive nel nostro Paese. All’iniziativa, giunta alla sua V edizione e condotta dall’attrice Ilaria Zanti hanno partecipato Serena Dandini e la cantante Pilar, mentre i vincitori sono stati premiati con un’opera dell’artista Alba Balestra.  La giuria del premio, presieduta dalla giornalista e scrittrice Daniela Brancati – ideatrice dell’iniziativa, – ha scelto i finalisti in base alle numerose segnalazioni arrivate sul sito del Premio, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e la Commissione Pari Opportunità della Rai.

GLI INTERVENTI DI BOLDRINI E MARINO – Alla cerimonia conclusiva sono intervenuti la presidente della Camera Laura Boldrini, il sindaco di Roma, Ignazio Marino e l’Assessore alle Pari opportunità di Roma Capitale, Alessandra Cattoi. Boldrini ha ricordato che “una donna che non lavora non è una donna libera, neanche dalla violenza domestica, perché – nonostante il grande sforzo fatto dalle associazioni – si sentirà più insicura di fare la scelta di lasciare quella casa dove regna la violenza”. La presidente della Camera ha poi aggiunto che “un Paese che non favorisce il lavoro per le donne è un paese che non ha a cuore la propria ripresa: è molto miope non favorire la partecipazione femminile nel mondo del lavoro”. La premiazione ha visto anche l’intervento del sindaco di Roma che ha promesso che nel Comune di Roma sarà proibito utilizzare il corpo della donna, nelle affissioni pubblicitarie, associandolo all’idea di oggetto o di commercio”. “I nuovi spazi pubblicitari – ha precisato Marino – potranno essere venduti a chi li acquisterà soltanto rispettando i principi che abbiamo indicato nella delibera del luglio 2014. Quindi non potrà esserci il corpo di una donna associato a un oggetto utilizzato in maniera sessista o addirittura associato a immagino di violenza”.

LikeAGirlI VINCITORI DELL’EDIZIONE 2015 – I Comuni premiati per il loro impegno a favore della parità di genere – e contro ogni immagine offensiva della dignità femminile – sono stati quattro: Catania, Modena, Ferrara e Penne. Menzione speciale ex aequo ai Comune di Catania e Penne. Sono stati insigniti del Premio Immagini Amiche: categoria affissioni: “Birra, Io T’Adoro” di Assobirra; categoria spot Tv “Tutte le dita sono importanti” di Lego Duplo; categoria web “#LikeAGirl” di Always; categoria Programma TV “Presa diretta” di Riccardo Iacona. La novità dell’edizione di quest’anno è rappresentata dal coinvolgimento delle scuole che, per la prima volta, sono state parte attiva nell’individuazione dei vincitori. L’obiettivo è stato quello di far maturare il senso critico nelle nuove generazioni che rappresentano una larga parte dei consumatori di oggi, che saranno i consumatori, i committenti e i pubblicitari di domani. Una menzione speciale è stata assegnata al Liceo Principe Umberto di Savoia di Catania per l’iniziativa “DiversaMente Uguali” e agli Istituti Comprensivi Nettuno III e Anzio V per il progetto “Diversi ma pari”.

IL PREMIO IMMAGINI AMICHE – Promosso dall’Unione Donne in Italia (Udi presente e attiva in tutta Italia da 65 anni, ndr) e l’ufficio informazione in Italia del Parlamento europeo – in partenariato con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’Assessorato alla Scuola di Roma Capitale, il Premio Immagini Amiche è ispirato alla risoluzione del Parlamento europeo – votato il 3 settembre 2008 – sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità fra donne e uomini e ha l’obiettivo di stimolare pubblicitari e aziende committenti a una creatività socialmente responsabile. Il premio, inoltre, intende contrastare la propensione dell’industria della comunicazione – dagli spot pubblicitari all’intrattenimento – a creare un’immagine distorta della donna. Al contempo ha l’obiettivo di creare immagini “amiche” ossia dignitose e rispettose. Solo in questo modo è possibile ottenere una comunicazione non sessista e lesiva dell’immagine delle donne.

Silvia Sequi

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