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Opinioni e commenti
 

Ludopatie, sì a mozione Lo Stato incassa la metà di quanto spende per curare
Pubblicato il 15-03-2015


Ludopatia-PsiIl Governo si è impegnato a contrastare il gioco d’azzardo e le ludopatie, con iniziative volte “a promuovere misure restrittive, sia di ordine normativo che amministrativo, a monitorare le attività che ruotano intorno al gioco d’azzardo per eliminare quelle illecite che affiancano il gioco legale, ad assumere tutte le iniziative opportune perché siano destinate risorse adeguate al fine di riabilitare i giocatori dipendenti e prevenire l’ulteriore aumento dei malati e a prevedere nelle scuole primarie e secondarie dei percorsi specifici volti ad informare ed educare i giovanissimi sui rischi connessi ai vari tipi di giochi.

Gli impegni sottoscritti dal Governo sono contenuti in una mozione che la Camera ha approvato con 358 voti a favore e solo 8 contrari. Primo firmatario il capogruppo del PSi a Montecitorio, Marco Di Lello, che ha ricordato come i dati ufficiali indichino “una situazione molto preoccupante. In Italia ci sono circa 790.000 malati dipendenti dal gioco, mentre 1 milione e 750 mila sono considerato a rischio patologia. Si tratta perlopiù di disoccupati, casalinghe, pensionati e, purtroppo, tantissimi giovani e giovanissimi che già dall’età infantile risultano contagiati dalla dipendenza dal gioco”. Una malattia che si accanisce contro i più ‘deboli’ come possono esserlo non solo i giovani, ma anche i senza lavoro.

Difatti secondo una ricerca recente del Codacons il 50% dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di ludopatia, con il 17% dei pensionati colpiti, il 25% delle casalinghe e il 17% dei giovanissimi. I ragazzi tra i 15 e i 18 anni aumentano con una media del 13% all’anno mentre sono 400.000 i bambini tra i 7 e i 9 anni che risultano contagiati dalla dipendenza per il gioco.

Quanto alle cifre dell’economia di questo settore “nel 2013 solo con le slot machine e le videolotterie gli italiani hanno speso 47,5 miliardi (il 56 % di quanto speso complessivamente nel gioco). Le vincite incassate sono state pari a 38,5 miliardi di euro, allo Stato sono finiti 4,3 miliardi. Nel 2014 la raccolta complessiva parla di 45,6 miliardi, con un gettito per l’erario pari a 4,1 miliardi”. Un settore che ‘tira’, che poggia le sue fondamenta su “circa 400.000 slot machine, in media 1 ogni 150 abitanti”, e parliamo solo di quelle legali.

Un’indagine della Guardia di Finanza nel maggio 2014 ha riscontrato gravissime irregolarità, tra cui la presenza dei minori e giochi clandestini, in quasi tutte le sale scommesse. Su 2.266 esercizi ispezionati in tutta Italia, il 31% è risultato fuori norma. Un centro su tre!

Quanto alla malattia del gioco, in virtù del decreto Balduzzi 158/2012, è stato creato un osservatorio sulle ludopatie, riconoscendo la ludopatia come una patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro. Una patologia temibile che ha un prezzo molto elevato per la collettività visto che i “costi sociali legati al gioco sfiorano 7 miliardi di euro, in quanto ogni giocatore patologico costa allo Stato 38mila euro annui”. Insomma lo Stato incassa 4,5 miliardi di tasse sui giochi, ma ne spende quasi il doppio per curare gli italiani.

Il gioco in questo senso è davvero perverso anche perché da una parte la tecnica informatica rende sempre più facile accedere al gioco d’azzardo mentre dall’altra il fatto che sia lo Stato a ricavarne un beneficio economico diretto – almeno apparentemente – fa ritenere al giocatore non solo di non commettere alcun reato, ma anche e soprattutto di fare una cosa ‘normale’, non socialmente riprovevole, finendo per agevolare la dipendenza del giocatore. Il “giocatore – scrivono nella mozione – ha la sensazione di avere quasi il dovere di provarci che, rafforzata dal contesto, elude o minimizza la presa di coscienza del pericolo di una dipendenza che man mano si consolida”.

“L’articolo 1 comma 33 della legge di stabilità approvata nel dicembre 2014 destina una quota pari a 50 milioni di euro all’anno alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dei malati di ludopatia, di cui 1 milione all’anno per la sperimentazione di modalità di controllo tramite specifici software che consentano al giocatore stesso di ricevere messaggi di allerta in base al monitoraggio del proprio comportamento nei confronti del gioco”.

Troppo poco per arginare il fenomeno ed evitare che alla fine sia lo Stato a giocare contro se stesso e rimetterci sicuramente.

“Per troppo tempo – ha dichiarato Di Lello – la ludopatia è stata ritenuta una dipendenza meno grave da quelle per l’alcool o le droghe; oggi sappiamo che non è così e noi socialisti continueremo a batterci, così come facciamo ormai da tempo contro le lobby del gioco d’azzardo e per prevenire la ludopatia”.

La mozione è stata firmata oltre che dall’on. Di Lello, dagli onorevoli Ivan Catalano, Lello Di Gioia, Claudio Fava, Pia Locatelli, Oreste Pastorelli, Mario Borghese, Vincenza Labriola, Gianni Melilla, Riccardo Merlo.

Lorenzo Mattei

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