mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lupi resiste. Parlamento ultima trincea
Pubblicato il 18-03-2015


Lupi-dimissioniIl  ministro Lupi prova a rispondere alle pressioni che spingono per le sue dimissioni e difende il proprio operato. A Milano per l’inaugurazione di Made Expo ha detto di non aver commesso “nessun gesto sbagliato o irresponsabile. Se fosse dimostrato il contrario mi dimetterò”. Ha poi aggiunto che “Renzi non mi ha chiesto nessun gesto spontaneo: io credo che debba dare, come è giusto che sia, tutte le risposte politiche perché ho letto da più parti osservazioni e domande giustissime sulla politica del ministero”. “Voglio andare in Parlamento a riferire sulle scelte. Devo dare – ha aggiunto – tutte le risposte politiche e individuali, la maggioranza valuterà sulle mie parole”. Più tardi, in aula alla Camera per rispondere al question time, Lupi ha nuovamente ribadito la sua estraneità ai fatti contestando tutti i rilievi che gli vengono mossi. “Sono tranquillo – ha aggiunto –  il governo mi appoggia”.

Al momento il ministro non pensa assolutamente a fare un passo indietro che ieri sera sembrava imminente e che oggi invece sembra più lontano. In sua difesa il leader di Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano vuole chiudere in fretta la questione anticipando i tempi dell’informativa.  “Sosteniamo Maurizio Lupi perché abbiamo piena fiducia in lui e crediamo in lui”. “Maurizio Lupi – ha motivato – è una persona perbene e onesta e questo è il punto da cui partire – ha detto Alfano ricordando che “nessun magistrato l’ha indagato.  “Non essendoci questioni giudiziarie ma unicamente politiche c’è un luogo in cui propriamente si può spiegare ed è il Parlamento: si può benissimo anticipare la sua presenza, lui è prontissimo”.

E proprio a Montecitorio oggi è andato in scena un ‘antipasto’ di quello che potrebbe accadere il giorno dell’informativa: nel question time, incalzato dalle accuse della deputata pentastellata Mirella Liuzzi, Lupi ha definito ”legittime” le ”richieste di chiarimenti puntuali e rigorosi”. Poi ha difeso il lavoro svolto al ministero: “Confermo con molta chiarezza e forza che l’obiettivo che in questi mesi ha spinto e ispirato l’azione del mio ministero e del sottoscritto” è stato “da una parte garantire la rapida ed efficiente realizzazione delle opere ritenute necessarie e indispensabili e dall’altra assicurare la massime trasparenza e correttezza di questo processo”. E ha ricordato che “l’ingegner Incalza dal 31 dicembre 2014 non è più direttore dell’unità tecnica di missione e non ha un rapporto di consulenza né un rapporto di collaborazione con il ministero”. Risposta che naturalmente non è stata ritenuta sufficiente dai deputati M5S che chiedono che non solo “sia calendarizzata al più presto ma che sia votata da tutti la mozione di sfiducia contro il ministro Maurizio Lupi. E’ indecente che non faccia un passo indietro, in altri Paesi ci si dimette per una tesi di laura”, ha detto la deputata M5S Giulia Sarti, dopo avere ascoltato Lupi in aula alla Camera.

A Vendola, che ieri aveva detto che le dimissioni di Lupi sono dovute, risponde Enrico Buemi. “Stupisce – ha affermato il senatore del Psi – che il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, chieda le dimissioni del Ministro Lupi su una vicenda da chiarire per la quale ancora non è indagato, mentre, quando il leader di Sel fu rinviato a giudizio su vicende giudiziarie riguardanti la sua funzione di Presidente, non ritenne opportuno applicare a se stesso quanto richiede oggi ad altri. Mi pare un pessimo modo di portare avanti, da parte di taluni, la necessaria azione di moralizzazione della politica e della pubblica amministrazione – ha concluso Buemi – che a seconda delle situazioni diventa rigorosa con gli avversari e tollerante con se stessa”.

“Mi pare un pessimo modo di portare avanti, da parte di taluni, la necessaria azione di moralizzazione della politica e della pubblica amministrazione – ha concluso Buemi – che a seconda delle situazioni diventa rigorosa con gli avversari e tollerante con se stessa”.

Per il momento Renzi non parla ma dal Pd arrivano le parole distaccate del presidente Matteo Orfini. “Ci sono aspetti da chiarire, bene la disponibilità a farlo. Ascolteremo il chiarimento del ministro, poi faremo le nostre valutazioni”.”Sicuramente – ha aggiunto il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini – il Parlamento è interessato a capire, è giusto che Lupi spieghi la situazione che si è venuta a creare”.

Parole chiare in difesa di Lupi arrivano solo da Forza Italia e dal suo capogruppo alla Camera Brunetta: “Noi siamo e saremo garantisti nei confronti di tutti, nel caso di specie con il ministro Lupi. Noi siamo contro questo governo, contro Renzi. Vediamo che Renzi, invece di essere garantista anche lui, vuole usare il caso Lupi per fare un regolamento di conti all’interno della sua maggioranza”.

Ginevra Matiz

 

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