mercoledì, 13 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LUPI SE NE VA
Pubblicato il 20-03-2015


Lupi-dimissioni-intercettazioneLupi si è dimesso questa mattina da ministro dei trasporti e delle infrastrutture come annunciato (malcostume nel malcostume) ieri sera a ‘Porta a Porta’, e non davanti alle Camere, ma alle telecamere di Bruno Vespa. Lo ha fatto dopo aver confermato in Aula quanto aveva già detto poche ore prima negli studi Rai di via Teulada, e rivendicando la sua innocenza: “Me ne vado a testa alta”. “Non chiedo garantismo perché dai pm non c’è nessuna accusa”. Il mio lavoro di questi 22 mesi al ministero “non può essere cancellato in tre giorni”.

Renzi ha detto che le dimissioni di Lupi sono state “mosse da motivazioni di opportunità politica” ma “noi siamo davvero garantisti… non può bastare un avviso di garanzia per chiedere le dimissioni di qualcuno”.

Lupi ha parlato in un’Aula semi-vuota con la Lega che non ha partecipa to proprio per protestare per le dimissioni preannunciate a ‘Porta a Porta’ mentre Matteo Salvini ha attaccato Alfano dicendo che da parte del segretario del NCD c’è stato “squallore politico e umano”. Critiche anche dal Movimento 5 stelle mentre il Pd ‘blinda’ l’intesa governativa con Ncd. “Credo – dice il vice segretario Lorenzo Guerini – sia il momento di rilanciare con forza la volontà di lavorare insieme” a Ncd. “Stiamo facendo cose importanti per il Paese con tutte le forze politiche che partecipano alla responsabilità di governo. Continuiamo in questa direzione, ne ha bisogno l’Italia”

Le dimissioni di Lupi rappresentano “un gesto politico forte e giusto che gli rende onore” ha commentato  il segretario del Psi Riccardo Nencini, a margine della cerimonia per l’avvio dei lavori per la galleria principale sul versante austriaco del Tunnel del Brennero.

Di certo la partita che si apre con le dimissioni di Lupi è complessa e delicata. Dal NCD è stato già detto senza mezzi termini che tre ministri avevano e tre vogliono continuare ad averne. Dunque per Lupi che va via deve subentrare un altro esponente del NCD nel ministero di Porta Pia, altrimenti la maggioranza rischia di indebolirsi e il Governo di rompersi l’osso del collo. Ma se l’NCD rivendica gli spazi concordati, il presidente del consiglio deve anche dimostrare con i fatti che intende interrompere il malcostume che ha regnato per anni in quel ministero. Può avocare alla Presidenza del consiglio il dipartimento che fu di Ercole Incalza? E l’NCD accetterebbe un ministero ‘svuotato’ di questa perla miracolosa?

Lupi-eclisse-Uva

-Le decisioni non arriveranno prestissimo. Renzi, ha preannunciato che nei prossimi giorni verrà nominato il successore di Lupi. Ha bisogno che si abbassi la temperatura e anche di vedere che non escano altre novità dall’inchiesta fiorentina. Anche ad Alfano conviene che si calmino le acque. Già così ha subito un colpo durissimo, non solo di immagine, ma anche nei rapporti con il mondo imprenditoriale che ruota attorno alle Grandi Opere.

“Per me la politica non è un mestiere, ma passione. È – aveva detto ieri sera da Vespa e ripetuto oggi in Aula – poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l’onore né la passione”. “Credo che forse un mio gesto – che non vuol dire ritirarmi dalla politica, perché non c’è bisogno di una poltrona per fare politica – questa mia decisione rafforzerà l’azione del governo”, “Renzi mi ha detto: ‘io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione’. Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni”. “Devo ringraziare anche il mio partito – ha aggiunto il ministro -. Tutto il mio partito mi ha detto che non devo dimettermi perché non c’è ragione”.

Durante la giornata, secondo ‘le voci di corridoio’, si preannunciava la decisione che poi è stata confermata dallo stesso Lupi, cioè che si sarebbe pouto dimettere domani, venerdì,  dopo l’informativa urgente alla Camera prevista per le 11. Secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, Angelino Alfano aveva chiesto a Lupi di fare un passo indietro. Nella tarda mattinata di oggi (giovedì) si era tenuto un incontro tra Alfano, Lupi e il premier Matteo Renzi nel quale, sempre secondo quanto viene riferito, sarebbe continuato il pressing sul ministro Lupi che si sarebbe convinto a fare un passo indietro.

Quindi non si arriverà a votare la mozione di sfiducia che la Conferenza dei capigruppo aveva nel frattempo calendarizzato per martedì prossimo alle 16 alla Camera. Infatti la richiesta di informativa del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, alla Camera, nel corso della Capigruppo è stata ritirata dalle opposizioni per accelerare il voto sulla mozione di sfiducia, ma la maggioranza ha poi chiesto lei stessa l’informativa: “Evidentemente ha già sfiduciato Lupi”  aveva commentato Arturo Scotto, capogruppo di Sel. A questo un punto un passo indietro del Ministro non era più escluso anche perché proprio questo sarebbe un modo per non costringere la maggioranza ad esprimesi con un voto che avrebbe potuto portare a delle fratture interne con una divisione tra Pd e Ncd le cui conseguenze sugli equilibri di governo potrebbero degenerare.

Il Pd è sembrato unito su questa posizione anche se posizioni ufficiali non ve ne sono state per tutta la giornata. Parlano però i singoli, come Cuperlo: “Su una materia come questa penso che bisogna avere senso di responsabilità di appartenere a un gruppo e a un partito, e prenderemo una posizione congiunta, mi auguro condivisa. Ritengo che, al netto di qualunque scelta garantista, la situazione sia abbastanza insostenibile”. Parole chiare che non hanni bisogno di interpretazione. Simile la posizione di altri esponenti della minoranza Pd. Come Fassina e Civati. Per Fassina sarebbe meglio che “la vicenda si chiuda prima delle mozioni di sfiducia. Sarebbe un gravissimo errore politico se arrivassimo in aula con il governo che non ha preso una posizione, che metterebbe ciascuno di noi di fronte alle proprie responsabilità. Sono sicuro che il Presidente del Consiglio interverrà prima e si eviterà di mettere ciascuno di noi di fronte a un’alternativa. Anche se il ministro Lupi non è indagato – ha continuato Fassina – chi ha responsabilità politica, ha dei doveri in più rispetto ai cittadini”.

Nel frattempo l’Ncd non ha smesso di difendere il suo ministro. “Chiedo al premier Matteo Renzi di essere coerente: quanto vale per un esponente del governo di Ncd deve valere anche per gli esponenti del Pd”. Ha detto la capogruppo Ap a Montecitorio Nunzia De Girolamo. A voler vendere cara la pelle del lupo, è anche il senatore del Nuovo Centro Destra Carlo Giovanardi: “Se Renzi dice una parola è chiaro che Lupi si deve dimettere, ma a quel punto devono andare via anche i sottosegretari del Pd indagati. E anche condannati come De Luca. Lupi – dice Giovanardi – non ha avvisi di garanzia. Bisogna trattare le persone nella stessa maniera, se Lupi non indagato viene messo fuori dal governo quelli indagati a maggior ragione  devono andare via”.

Ginevra Matiz

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento