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Opinioni e commenti
 

Lupi si è dimesso. Rebus per la successione
Pubblicato il 20-03-2015


Lupi-dimissioni-Vespa

Lupi non è più ministro. Sono arrivate oggi le sue dimissioni al termine dell’informativa alla Camera e successivamente ha firmato la lettera di dimissioni da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dimissioni date per “opportunità politica”, come ha detto lui stesso, visto che il suo nome non era scritto nel registro degli indagati. Il ministro si è sentito solo, isolato e non appoggiato dal Presidente del Consiglio che non ha speso una parola in suo sostegno. Una scelta obbligata evidentemente, non, come ha detto Lupi per difendere la propria famiglia, ma perché ormai messo nelle condizioni di non poter fare altrimenti in quanto isolato politicamente.

La sua sostituzione sarà veloce, ma non fulminea. Renzi, ha preannunciato che nei prossimi giorni verrà nominato il successore ma è necessario che prima si abbassi la temperatura ma anche vedere che non escano altre novità dall’inchiesta fiorentina. Anche ad Alfano conviene che si calmino le acque. Già così ha subito un colpo durissimo, non solo di immagine.

Lupi ha parlato in un’Aula semivuota con la Lega che non ha partecipato proprio per protestare per le dimissioni preannunciate a ‘Porta a Porta’ (diventata succursale del Parlamento). Per il segretario del Psi Riccardo Nencini le dimissioni di Lupi rappresentano “un gesto politico forte e giusto che gli rende onore”. Ma di certo la partita che si apre è complessa e delicata. Dal Ncd è stato già detto senza mezzi termini che tre ministri avevano e tre vogliono continuare ad averne. Dunque per Lupi che va via deve subentrare un altro esponente del Ncd nel ministero di Porta Pia, altrimenti la maggioranza rischia di indebolirsi e il Governo di rompersi l’osso del collo. Ma se l’Ncd rivendica gli spazi concordati, il presidente del consiglio deve anche dimostrare con i fatti che intende interrompere il malcostume che ha regnato per anni in quel ministero. Può avocare alla Presidenza del consiglio il dipartimento che fu di Ercole Incalza? E l’Ncd accetterebbe un ministero ‘svuotato’ di questa perla miracolosa?

Molto critico il consigliere comunale del Psi milanese Roberto Biscardini: “Sulle dimissioni del ministro Lupi – ha detto – siamo di fronte ad un’ipocrisia gigantesca, non degna di un paese democratico, proporzionale solo all’ipocrisia delle parole e delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che con abilità ha pugnalato il suo ministro nascondendo la mano e scaricando le responsabilità sul suo partito. Se la questione vera è quella messa in evidenza dalle indagini della Procura di Firenze e cioè un sistema criminale che coinvolge importanti manager di stato, imprese, uomini d’affari e l’intero sistema politico, allora deve essere affrontata per quella che è e non può chiudersi bellamente con le dimissioni del ministro Lupi per la presunta raccomandazione a favore di suo figlio. Siamo al ridicolo, ci illudiamo che basta di volta in volta la dimissione di un ministro o la nomina di un super commissario speciale come Cantone per mettere le cose in ordine. Se poi lo nominiamo anche ministro siamo a posto” ha concluso alludendo alle voci che corrono sui nomi in lizza per la sostituzione di Lupi tra cui, appunto, anche quella di Cantone.

Lupi probabilmente verrà nominato nuovo capogruppo alla Camera di Ncd, ma già si parla di un di una possibile candidatura  a sindaco di Milano. A chi pensa a ripercussioni sul governo ha risposto direttamente da Bruxelles Matteo Renzi, taciturno fino a ieri, assicurando che per il governo non ci sarà “nessuna conseguenza di natura politica. Andremo avanti col percorso di riforme cui darà una mano anche Lupi non più come ministro ma come parlamentare”.

Renzi ha spiegato che le dimissioni di Lupi sono state mosse da motivazioni di opportunità politica. Ma “noi siamo davvero garantisti e sottolineiamo che non può bastare un avviso di garanzia per chiedere le dimissioni di qualcuno” e in questo caso – ha aggiunto – il ministro Lupi non era nemmeno indagato. E’ stata una sua decisione. Si può decidere di essere indagati e aspettare o si può decidere pur non essendo indagati di continuare a fare politica in un altro modo”. “Lupi ha fatto bene, è stata una scelta giusta. Il mio rapporto con lui rimane, anzi si rafforza”, ha ribadito il premier sottolineando che si è trattato di un gesto di “grande dignità e sensibilità, sulla base di una sua valutazione politica che ha spiegato in Parlamento”.

Parole distensive per recuperare il rapporto con i centristi ma hanno mandato su tutte le furie Nunzia De Girolamo, capogruppo di Area Popolare alla Camera: “Che bella faccia tosta” ha detto. “Renzi ha dimostrato incoerenza e mancanza di coraggio. Se ci sono dei criteri che valgono per Lupi e per il Nuovo Centrodestra, questi devono valere anche per i suoi presidenti di Regione e per i suoi sottosegretari” ha detto riferendosi alla diversità di trattamento tra i casi Lupi, Severino e De Luca.

Stesso riflessioni sono arrivate da Forza Italia che con Toti e Brunetta si pongono analoga domanda: “Un ministro non indagato (Lupi Ncd) si dimette. Un condannato (De Luca Pd) è candidato in Campania. Renzi duepesieduemisure”. Ha scritto su twitter Toti. Mentre per Brunetta “sembra di essere su ‘Scherzi a parte’!”

Ginevra Matiz

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