mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Mai chiesto posti per gli amici”. Intervista di Nencini al Corriere della Sera
Pubblicato il 25-03-2015


Dopo le notizie di alcune intercettazioni che lo chiamavano in causa, riprese nei giorni scorsi dalla stampa, Riccardo Nencini è stato intervistato mercoledì 25 marzo 2015, da Virginia Piccolillo, del Corriere della Sera.

“Sono incavolato come una iena. A chiedere all’indagato Giulio Burchi di far lavorare tre compagni non sono io, che all’epoca della telefonata nemmeno lo conosco. Ma il direttore dell’Avanti online Mauro Del Bue, che è suo amico da anni”.

Nencini spiega a Virginia Piccolillo di essere “indignato” e di non avere “nulla da giustificare” a proposito dell’inchiesta fiorentina sulle grandi opere.

Al centro dell’attenzione un’intercettazione tra Del Bue e Burchi con una richiesta di lavoro per due o tre persone e Nencini risponde di non aver mai chiesto “a Del Bue di parlare né con Burchi, né con altri. È una cosa tra di loro”. “Anche Magnani (il capo della segreteria di Nencini ndr) lo conosce da 10 anni ma, allora io non so neanche chi sia Burchi. Ma non è che lo dico io, lo dice proprio lui in una telefonata, chiedendo di essere presentato a me. E qualche tempo dopo, Magnani me lo presenta, giusto per il tempo di una stretta di mano. Non l’ho mai candidato da nessuna parte, nè l’avrei mai fatto”.

A proposito di una seconda intercettazione da dove sembrerebbe emergere una pressione di Ercole Incalza su Maurizio Lupi (quest’ultimo ha poi chiarito il senso vero della telefonata, ndr) per la sua nomina a viceministro, Nencini risponde di essere “sconcertato” e di non c’entrare “proprio nulla. Maurizio Lupi l’ho conosciuto al ministero e Incalza non lo vedevo da vent’anni, l’ho rivisto una settimana dopo aver giurato”. “Mi ha chiamato Matteo Renzi – dice a proposito della sua nomina -. Ma non c’è nessun mistero sotto. E tanto meno una sponsorizzazione. Io sono segretario di un partito che sostiene il governo”.

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