lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mandelli alla Corte Ue.
Ora la Bnl cosa fa? Se ne
parla il 14 a Piacenza
Pubblicato il 13-03-2015


strozzinoRicorderete che mi sono già occupato nell’Agosto del 2014 della amara e allucinante vicenda della Mandelli di Piacenza, meglio raccontata nell’articolo “L’ergastolo finanziario”. In questi mesi ho avuto la prova che molti lettori dello scritto, i quali si sono attivati inserendo numerosissimi commenti a questa storia pubblicata dall’Avanti!, ne avevano ancora memoria al punto di intervenire nei dibattici pubblici che hanno seguito l’uscita del mio libro “Istituti diScredito”. Ne erano ancora sconcertati!

Come già ho avuto modo di spiegare, la Mandelli era una holding che raccoglieva oltre 44 aziende operanti nel settore strategico ed all’avanguardia della meccatronica. Termine coniato dagli stessi fondatori della Azienda, loro ne furono i pionieri nel mondo! Infatti, la meccatronica unisce la tradizionale meccanica alla intelligenza artificiale dei computer e dei robots.

Negli anni ’90 il gruppo piacentino, quotato alla Borsa di Milano, entra in crisi ed arriva all’amministrazione straordinaria. Seguono da subito due filoni giudiziari per i suoi titolari, uno penale ed uno civile. Quello civile vede ancora oggi, come già scrissi, i fratelli Mandelli superstiti, le loro famiglie, e anche i loro nipoti, lottare contro un pool di banche capitanate dalla BNL di Luigi Abete, per addivenire ad una pax tanto desiderata quanto auspicabile. Ventuno anni di battaglie giudiziarie devono trovare il loro epilogo.

Il filone penale, invece, si è diramato da subito in 44 procedimenti giudiziari, tanti quanti erano le società coinvolte dal crack del gruppo meccatronico. I reati contestati alle Aziende del Gruppo Mandelli, si sono nel tempo raggruppati in due filoni di inchiesta. In entrambi i casi, dopo tre gradi di giudizio, come previsto dal nostro Ordinamento, i fratelli Sante ed Umberto Mandelli sono stati condannati. Ormai ottantenni non hanno diritto alla pensione perché privati dei loro diritti, compreso quello di avere un’entrata economica che gli consenta di sopravvivere. I vari procedimenti giudiziari, però, hanno alla fine dimostrato che non erano colpevoli di bancarotta. Ci mancherebbe altro, visto che l’azienda era l’orgoglio e la storia della loro vita. Lasciatemi usare la terminologia che mi è più facile per spiegare di cosa sono stati puniti: condannati per incauti utilizzi dei capitali aziendali usati per investimenti in altre aziende del comparto metalmeccanico. Una tortura materiale e mediatica per punirli della cosa che avevano più caro al mondo, la crescita della loro fabbrica!

Ma la cosa che mi ha fatto riparlare dei Mandelli, è che da emiliani un po’ “testardi”, se pur feriti nell’orgoglio non si sono dati per vinti, ma hanno deciso di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, contro la sentenza ingiusta che li ha visti soccombere. Oggi, dopo quasi sei anni d’indagini, l’invocata Corte Europea ha deciso di accettare la loro vertenza e di procedere verso l’ammissibilità del ricorso. Questa decisione per i Mandelli è di importanza vitale, come fosse un farmaco salvavita. La decisione della Corte permetterà loro di dimostrare ai figli e nipoti che, come hanno sempre dichiarato in questi anni, erano e sono incolpevoli dei reati per cui sono stati condannati. Questo dimostrerà anche ai famigliari l’involontarietà di quanto il destino ha riservato alla progenie. Ed è quindi evidente che pure lo scontro con la Banca Nazionale del Lavoro di Luigi Abete, assume risvolti inediti. Al prossimo appuntamento!

di Angelo Santoro e Franco Benaglia

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Commenti all'articolo
  1. 20 anni sono un vero massacro assimilabile a quelli dell’isis.Non è ne pensabile ne umanamente possibile.In questo caso, come altri,dovrebbero essere perseguiti i persecutori.Cordiali saluti ed auguri di cuore .Marco

  2. Speriamo che questa rinnovata azione vada a compimento; le banche, con la complicità di certi comparti della politica, devono smettere di essere così prepotenti da permettersi di vessare le persone/aziende: è ora che siano ridimensionate. In bocca al lupo!

  3. Sono sconcertata! Dottor Santoro, la sua tenacia è fuori dal tempo, fuori dalla Storia, appartiene ad un mondo in disgregazione, che non esiste più! Lo sconcerto lascia il posto alla commozione, alterniamo momenti di vera disperazione ad altri più leggeri di timida serenità, soprattutto quando possiamo ”metterci in scia” alle sue iniziative. che dire caro Angelo? Un grazie può sembrare troppo poco, ma altro non so dire. Grazie di cuore…Speriamo che la nostra, la sua forza non finisca come i reperti della Mesopotamia, culla della nostra civiltà. Che Ninive, la nostra Ninive piacentina possa sopravvivere, al tempo ed alla storia, da monito alle future generazioni. Un abbraccio, Maggie

  4. Mi auguro che finalmente la famiglia possa chiudere dopo tanti anni di sofferenze, che si potevano evitare se il nostro sistema economico non fosse in mano alle Banche, questa triste vicenda. Un pensiero grato a chi lotta perché la giustizia trionfi e un abbraccio di incoraggiamento ai figli e ai nipoti.

  5. Egr. Sig Santoro e Benaglia,
    un vivo ringraziamento per il vostro apporto e sostegno evidenziando la notizia della volontà della Corte Europea di voler rivedere una vicenda che ci ha coinvolti per oltre 22 anni, subendo indignazione, vessazioni ed arroganze gratuite. Abbiamo sempre saputo che i nostri genitori hanno agito per il bene dell’azienda di famiglia e della prosperità dei suoi collaboratori. Migliaia erano le richieste di assunzione che ogni anno venivano presentate perché tutti sapevano che in Mandelli si poteva trovare un ambiente lavorativo stimolante, professionalmente appagante e remunerativamente al dì sopra della media. La proprietà Mandelli ha sempre reinvestito gli utili generati. Anche nel momento di maggiore difficoltà per “la grande famiglia Mandelli” si sono prodigati per salvare quello che avevano di più caro al mondo. Ma alcune persone ed istituzioni “malvagie” e la prematura scomparsa di nostro zio Giancarlo, presidente del gruppo, ci hanno per sempre privato di un futuro lavorativo che ci era stato promesso, ed a cui tutti noi anelavamo. E con noi il futuro di intere generazioni di piacentini in gamba, che avrebbero volentieri proseguito con noi il percorso tracciato da nostro nonno Renato e dai suoi tre figli. Perché noi piacentini abbiamo di fatto inventato la meccanica di altissima qualitá, che il mondo c’invidiava. Forse troppo! Un grazie di cuore da un “mandellino”.

  6. Un ritorno verso una giustizia più’ umana,ma sopratutto più’ giusta pare si profili all’orizzonte della Mandelli, gruppo, ingiustamente entrato in un cono di prevaricazioni e abusi sommari che ne hanno avvilito, non solo l’efficienza operativa,ma il valore intrinseco e morale verso una società’ del benessere e dello sviluppo. Le banche, in questo caso la BNL ha rinunciato se non ostacolato il progresso e la crescita di un industria volta al miglioramento ed all’efficienza nazionale. Colpendo anche, famiglie persone, uomini e donne, lavoratori, tecnici che hanno creduto e lavorato nella Mandelli, che hanno creduto e collaborato al benessere di tutti.Si accoglie con un sospiro di sollievo questa sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ,e si dà atto agli uomini come Santoro, che portano avanti questa difficile battaglia per la giustizia ,in nome della giustizia, grazie da Piacenza.

  7. Sono piccolo ma capisco che questa è una buona notizia per il nonno. Se finalmente lui potesse sorridere senza avere più amarezza nel suo cuore io davvero sarei felicissimo. Il nonno compirà tra poco 83 anni, ha lavorato molto fin da piccolo, sarebbe ora che avesse un po’ di serenità. Elia

  8. Egr. Dott. Santoro, egr. Direttore Del Bue, egr. Sig. Benaglia grazie per aver organizzato l’incontro che si terrà sabato 14 marzo alle ore 11 al Park Hotel di Piacenza. Mi chiedo però se la stampa locale cartacea e online, abbia dato o darà ampia informazione alla cittadinanza perché possa accorrere numerosa e partecipare a questo importante dibattito. E.

  9. Si sente spesso “maledire” l’Unione Europea in questi ultimi tempi ma in questo caso ben venga L’EUROPA a far valere diritti negati o angherie legalizzate perpetrate in uno stato membro.
    Un GRAZIE sincero all’Avanti Online, al Dott. Santoro, e al Dott. Franco Benaglia che si stanno prendendo a cuore la triste vicenda della famiglia Mandelli e non solo…
    Che Giustizia trionfi!!
    In bocca al lupo!!
    Beppe

  10. Da ormai 16 anni coinvolto in questa vicenda, mi accorgo di saperne ancora poco. Probabilmente perché i miei parenti hanno cercato di occultare il più possibile la loro sfortunata storia. Forse perché non volevano che la loro tristezza o la loro frustrazione mi colpisse, o forse perché si sentivano in qualche modo responsabili di tutto ciò che gli è capitato. Io però non la vedo in questo modo. Sono sempre stato fiero della mia famiglia, perché già da più piccolo mi rendevo conto delle difficoltà che hanno dovuto affrontare. Dalla migrazione in America e dal susseguirsi di due guerre mondiali, fino ad arrivare alla creazione di un impero, un impero che contribuiva a rendere grande questo nostro bel paese. Purtroppo però, per motivi che non mi sono ancora chiari fino in fondo, la mia famiglia è stata privata di una parte importante della sua storia, forse addirittura la più importante.
    Concludo ringraziandola, Dottor Santoro, e sperando che la travagliata storia della Mandelli abbia finalmente un lieto fine.

  11. In aggiunta a quanto già scritto, spero che i veri colpevoli di ciò che è accaduto siano consapevoli di quanto disse un certo Socrate:”E’ più felice chi subisce un’ingiustizia che chi la compie”.

  12. Leggere questo articolo mi ha fatto un immenso piacere. Grazie anche a voi che vi fate portavoce di chi voce spesso non la ha per esprimere la propria sofferenza come la Mandelli e tante altre realtà “schiacciate e annientate” dalle solite intoccabili lobby piene di potere dato solo da gente intoccabile e senza scrupoli. Spero che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo possa ridare ai fondatori della Mandelli la meritata dignità che gli spetta di diritto e che le progenie possano liberarsi di un incubo che li perseguita ormai da troppo tempo. La domanda però a questo punto sorge spontanea. Una volta che, come mi auguro, il tutto abbia finalmente un definitivo lieto fine, chi ha sbagliato pagherà (e spero profumatamente) sia penalmente che economicamente l’abuso o si insabbierà tutto come al solito?

  13. Spero che le ingiuste e tristi vicende della famiglia Mandelli si risolvano per il meglio ma già il fatto di riprendere a parlarne dopo tanti anni è già un piccolo successo vista la tradizione italica all’insabbiamento e al “silenzio stampa”…
    Complimenti all’Avanti, al Dott. Santoro e al Dott. Benaglia che danno voce a coloro che l’hanno persa da tanto o non l’hanno mai avuta!
    Buona fortuna!

  14. L’opinione pubblica distratta e occupata dai pettegolezzi pruriginosi, dalle vicende personali di quel’individuo dell’ex cavaliere, con la stampa e le televisioni che avrebbero dovuto impegnarsi su questi argomenti, i veri problemi del lavoro e dell’industria italiana, mentre l’immondo circuito mediatico, messo in piedi dai gruppi di potere che fanno capo alla finanza, con a supporto i gruppi editoriali tutti, con l’eccezzione dell’avanti on line, hanno prodotto il risultato che il dott. Santoro ci ha evidenziato, ma non è finita, la lotta sarà dura, ma chi la dura la vince, Auguri sincerissimi a TUTTIE LE PERSONE del gruppo Mandelli..

  15. Sto cercando di inviare un commento e dopo avere provato tre volte ,controllando scrupolosamente la procedura , non parte e mi viene risposto che i tentativi sono dei duplicati.
    Questa mattina 12.03.2015 ho letto 25 commenti all’articolo sui Mandelli; oggi pomeriggio sono rimasti 21 come mai?
    I commenti sono: Steve 11.03 / Lucia 11.03 / Etienne 12.03 / Stefano 12.03. Avendoli copiati so che sono commenti di solidale incoraggiamento a questa famiglia.Forse che anzichè mettere precisazioni li avete tolti addirittura? Oscar

    • Sa Oscar che ne è stato pubblicato un altro a nome Lucia, scomparso anche quello poco dopo. Che sia il nome ad indisporre il moderatore?
      A quanto pare siamo io e lei le vestali del blog…teniamo acceso il sacro fuoco. Grazie Oscar!

  16. Ottenere giustizia in Italia è sempre più difficile.. è come entrare in un labirinto infinito senza via d’uscita! Peccato che debbano essere esaurite tutte le vie di ricorso interno prima di potersi rivolgere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. ..

  17. Egregi Signor Santoro e Benaglia,
    Ho letto il Vostro articolo sulla vicenda Mandelli e sono contenta che questa storia non sia finita come polvere sotto ad un tappeto.
    La Mandelli, con la propria opera, che giustamente voi avete definito un prodotto dell’ arte perché come tale deriva dalla genialità, é stata l’orgoglio non solo di Piacenza ma dell’Italia nel mondo.
    Come altre importanti ditte nel piacentino ha fallito, nel tentativo di espandersi per assecondare il fisiologico successo del proprio lavoro.
    É dal vostro articolo che scopro la dinamica del disastro e sono rimasta sconcertata. Gli errori di valutazione sono possibili ma la malafede che qualcun’ altro ha messo in questa vicenda e che l’ UE avrà il compito di verificare, é inammissibile.
    Seguiró ogni sviluppo con intreresse e parteggio per questa famiglia che altrove ha dovuto cercar giustizia finché arrivi per loro il momento del riscatto.
    Non voglio credere che in un paese reso grandioso per la propria cultura e intraprendenza si viva oramai di ciò che di buono é stato fatto in passato.
    Aziende come la Mandelli e tante altre in Italia sono tesori che vanno tutelati perché sono ció che ci porta civiltà.
    Ci diciamo che la vita chiede il conto, alle volte troppo salato alle volte troppo leggero, così ci siamo inventi leggi e tribunali per aver giustizia: spero venga fatta.

  18. Buonanotte Dottor Santoro,
    ho letto una lettera di oggi, o meglio ieri ,al direttore di Libertà, quotidiano di Piacenza, che parla del caso Mandelli
    ho chiesto lumi ad una cara amica, loro parente. Così sono arrivato fino alla sua lettera. La sorpresa è tanta, il Tribunale di Strasburgo è certamente un’istituzione importantissima ma davvero non so in che modo operi e in che modo possa venire in aiuto alla drammaticità del vissuto dalla famiglia Mandelli. Quali possano essere i tempi, e le conclusioni finali. La prego di parlarcene, magari in un prossimo suo articolo. So che talvolta si avvale dell’aiuto tecnico dell’avvocato Riccio. Credo che qualche cittadino di Piacenza possa, come me, essere interessato a capire Grazie tante.

  19. Come è possibile che una vicenda giudiziaria si trascini per 22 anni? Sembra incredibile, nessuno a Piacenza potrebbe crederci,
    e veramente non dovrebbe essere possibile. Ma che giustizia può mai essere fatta?

  20. Gentile sign. Oscar,
    colgo l’occasione del suo ultimo commento per avvisare la redazione dell’Avanti online di aver ricevuto telefonate da amici e parenti che non hanno visto pubblicato il proprio commento. Qualcuno, addirittura, lo ha visto pubblicare e poi scomparire nel nulla. So per certo che sono persone reali, per bene, con identità sicura e controllabile, non sicuramente fake!!! Magari marito e moglie. Mi chiedo come sia possibile. Grazie

  21. Anch’io nel mio piccolo ho potuto constatare quanto lo strapotere delle banche possa essere pericoloso, quasi letale. Per fortuna sono riuscito a salvarmi, appena in tempo! Capisco quindi questo tipo di patimenti, anche se certamente questo è davvero un ergastolo. E perciò voglio augurare ai protagonisti di questa orribile storia che finisca al più presto!!!! Coraggio!

  22. Rispediscono commento per errore invio mail:

    Egregi Signor Santoro e Benaglia,
    Ho letto il Vostro articolo sulla vicenda Mandelli e sono contenta che questa storia non sia finita come polvere sotto ad un tappeto.
    La Mandelli, con la propria opera, che giustamente voi avete definito un prodotto dell’ arte perché come tale deriva dalla genialità, é stata l’orgoglio non solo di Piacenza ma dell’Italia nel mondo.
    Come altre importanti ditte nel piacentino ha fallito, nel tentativo di espandersi per assecondare il fisiologico successo del proprio lavoro.
    É dal vostro articolo che scopro la dinamica del disastro e sono rimasta sconcertata. Gli errori di valutazione sono possibili ma la malafede che qualcun’ altro ha messo in questa vicenda e che l’ UE avrà il compito di verificare, é inammissibile.
    Seguiró ogni sviluppo con intreresse e parteggio per questa famiglia che altrove ha dovuto cercar giustizia finché arrivi per loro il momento del riscatto.
    Non voglio credere che in un paese reso grandioso per la propria cultura e intraprendenza si viva oramai di ciò che di buono é stato fatto in passato.
    Aziende come la Mandelli e tante altre in Italia sono tesori che vanno tutelati perché sono ció che ci porta civiltà.
    Ci diciamo che la vita chiede il conto, alle volte troppo salato alle volte troppo leggero, così ci siamo inventi leggi e tribunali per aver giustizia: spero venga fatta.

  23. Esatto Lazarus. leggo anch’io in questo momento LIBERTA’. Il riepilogo degli eventi è abbastanza chiaro. Quello che non si evince è che i Mandelli, con figli e nipoti, sono tutt’ora IMPIGLIATI personalmente…mentre leggendo il quotidiano sembrerebbe che, aspetto penale a parte, dal punto di vista civile sia solo l’azienda che abbia dovuto rispondere….
    Non è così, e da un quotidiano cittadino, cui tutti attingono per avere informazioni, si sarebbe richiesta più chiarezza.

  24. Non e’ che ci ritroveremo difronte ad una nuova sconfitta della giustizia ? In una nuova disfatta nella difesa dei nostri diritti? A considerare che nn si puo’ nulla contro politici corrotti e delinquenti travestiti da banche? Ci stiamo dimenticando di chi con lavoro e sacrificio ha costruito per se e per altri , poi, sicuramente sbagliando, nell’affidarsi a persone senza moralita’ e scrupoli , che con inganno approfittando della naturale ambizione di crescita e successo del propio lavoro ,hanno distrutto tutto . Voglio crederci ancora in questa Italia, in una nazione dove sia possibile che chi ha sbagliato paghi ..e dove a chi e’ stato tolto ingiustamente sia ridato. Questa si chiama giustizia . rigrazio chi si fa’ paladino di questo e mi trovera’ al suo fianco .Bisogna restituire la dignita’ alle persone e al paese e nn avra’ vinto solo uno ma tutti…. IO STO’ con MANDELLI

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