martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Marc Chagall, l’artista
che ama l’amore in mostra
al Chiostro del Bramante
Pubblicato il 20-03-2015


chagall_compleannoFino al 26 luglio, il Chiostro del Bramante di Roma omaggerà la longeva carriera del pittore Marc Chagall, attraverso un percorso espositivo di 140 lavori che ripercorrono la poetica di uno degli artisti più apprezzati del Novecento. Una poetica, quella di Chagall, influenzata dal grande amore per la moglie Bella, e dal dolore per la sua morte prematura, dall’originaria cultura ebraica e dalla nostalgia per la sua cara Russia, fino all’inevitabile incontro con la pittura francese delle avanguardie.

Di Chagall conosciamo una pittura surrealista e piena di colori, i tre cardini della sua vita furono la natura, la spiritualità e l’amore. Un amore per tutto ciò che lo circonda e un ottimismo di base che hanno determinato la visione di artista cosmopolita rimasto bambino che noi tutti abbiamo di lui. Ed è proprio sui concetti di “Love and Life” che si sviluppa la rassegna del Chiostro del Bramante, ponendo l’accento sul rapporto tra l’artista e la letteratura, tra l’illustrazione e le parole. La maggior parte delle sale della mostra presentano i disegni – sorprendentemente in bianco e nero – che Chagall fece in qualità di illustratore per l’autobiografia “Ma vie”, per i libri, scritti dalla moglie Bella, Burning lights e First Encounter e per “Le favole” di La Fontaine. L’amore e la vita, dunque, che si intrecciano fino a non distinguersi più: l’amore di Chagall è un amore per la vita e la vita, non è altro che amore per tutto ciò che ci circonda.

Le otto sezioni tematiche dell’esposizione, disegnano una mappa artistica e spirituale complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide dell’artista: l’originalissima lingua poetica di Chagall nasce, difatti, dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: della cultura ebraica adotta gli elementi espressivi e, alle volte, mistici tradizionalmente propri dei manoscritti ornati; dalla cultura russa attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose dell’icone; dalla cultura ebraica, infine, assimila i grandi pittori della tradizione. Sono dunque, molte le angolazioni dalle quale possiamo guardare ed esplorare la sua opera e questo grazie anche al fatto che Chagall ha sempre utilizzato molti media per esprimersi, dimostrandosi un maestro del tratto e della superficie, oltre che della pittura. Nei suoi lavori, ritroviamo anche le sue passioni per la scultura, la stampa, il mosaico, l’arte dell’arazzo e la scenografia.

Se da una parte, egli è stato l’illustratore dei ricordi nostalgici della sua infanzia, passata nella cittadina di Vitebsk, o il marito che da vita ai libri dell’adorata moglie Bella, dall’altra egli fu anche l’artista che lamenta il destino del popolo ebraico attraverso l’iconografia cristiana, come si può dedurre dal disegno “Crocifissione”. chagall_love_life_mostra_roma_E non solo questo: Chagall è stato un russo che ha penetrato le “Anime morte” di Gogol’, un cittadino naturalizzato francese che ha dato vita a “Le favole” di La Fontaine, ma anche, e soprattutto, un colto cittadino del mondo.

Oltre al forte rapporto che lo lega con la Bibbia, che si esplica attraverso il concetto di artista come messaggero di Dio, centrale nelle opere di Marc Chagall, e decisamente più noto, è stato il tema degli innamorati. La costanza di questo tema ha, indubbiamente, origine dal suo grande amore per la prima moglie Bella Rosenfeld Chagall della quale dice, ricordando il loro primo incontro: “Mio è il suo silenzio. Miei, i suoi occhi. È come se mi conoscesse da sempre, come se sapesse tutto della mia infanzia, della mia vita attuale, del mio futuro, come se vegliasse su di me, intuisse la mia esistenza più profonda, sebbene la vedessi per la prima volta. Sentivo che lei era mia moglie..”. Comincia così a dipingere innamorati con atmosfere fantastiche, quasi oniriche, leggeri e ondeggianti o stretti l’uno all’altra come chiusi nel misterioso e fatato cerchio dell’amore. Perché innamorarsi è, per Marc e Bella, liberarsi, superando le barriere terrene e spirituali, è “volare, abbracciati nel cielo e i campi di fiori, le case, i tetti, i cortili e le chiese sembrano fluttuare sotto di noi”.

Gioia Cherubini

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