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Opinioni e commenti
 

Berlino-Atene, il braccio di ferro continua
Pubblicato il 23-03-2015


Merkel-TsiprasSe la Grecia piange, l’Europa non ride. In queste ore il Vecchio Continente fa i conti con il problema di una Grecia ai ferri corti e di una situazione che non può essere procrastinata ancora. Oggi ci sarà l’atteso faccia a faccia tra Atene e Berlino, un incontro voluto dalla Cancelliera Angela Merkel che ha convocato il primo ministro greco Alexis Tsipras in persona per il piano di riforme che la Grecia ha promesso di presentare ai partner della zona euro.

L’incontro tra Merkel e Tsipras sicuramente non va a sostituire una soluzione all’interno dell’Eurogruppo, poiché la lista delle riforme annunciate da Tsipras sarà data all’Eurogruppo dei ministri delle Finanze della zona euro, tuttavia l’incontro segna un punto importante nelle trattative future e nel destino di Atene in Europa. Non a caso Tsipras ha scritto e indirizzato la lettera di “richieste” alla Cancelliera, nella lettera, Tsipras ha messo sul piatto della bilancia l’impossibilità per la Grecia di pagare le prossime tranche del debito se l’Ue non avesse fornito subito assistenza economica, il risultato è stato l’ennesima soluzione-tampone: il giorno dopo Atene ha ottenuto due miliardi di euro di fondi per lo sviluppo Ue. Gli Stati europei hanno così deciso di erogare due miliardi per opere di contrasto all’emergenza umanitaria dichiarata da Tsipras, ma si attende ancora la famosa “lista” di riforme (tutt’ora non pervenuta).

Il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, ha confermato durante una conferenza stampa le indiscrezioni secondo cui Merkel ha ricevuto una lettera da Tsipras alcuni giorni fa, ma non ha fatto commenti sul contenuto. Intanto l’attendismo del Governo di Syriza si riflette sui mercati europei e sull’economia di Atene. Continua l’incertezza per le borse, dopo i massimi toccati dei giorni scorsi. Atene, dopo l’iniezione dei due miliardi, sale di oltre 2 punti percentuali mentre Francoforte invece indossa la maglia nera con -1,27%. Milano segna il calo con l’indice dei maggiori titoli, il Ftse Mib, che perde lo 0,48%.

Ma il sole non sembra voler restare a lungo nel cielo ellenico, Atene deve pagare il suo debito in qualche modo e non aiuta l’atteggiamento ricattatorio di Tsipras che esige il versamento di 7,2 miliardi concordati in base al vecchio memorandum senza “aver fatto i compiti”. Il tempo sta per scadere e Atene ha un miliardo e mezzo di euro per marzo e due miliardi per aprile per fare fronte agli obblighi con il Fondo Monetario Internazionale. Inoltre i tempi per trovare una soluzione sono sempre più brevi, secondo le indiscrezioni, Atene ha a disposizione liquidità fino all’8 aprile e la possibilità di una Grexit non è mai stata così vicina. Lo sanno bene i greci che hanno iniziato a prelevare dai conti correnti bancari per mettere al riparo la propria valuta, un’emoraggia che ricorda il 2012, quando 90 miliardi di soldi vennero sottratti dai conti correnti, oltre il 30% dello stock totale.

Solo mercoledì sono stati prelevati o trasferiti con operazioni online 300 milioni, il livello più alto mai segnalato in un solo giorno dall’accordo del 20 febbraio tra Atene e l’Eurogruppo. “A causa della perdita di slancio dell’economia (e l’andamento delle finanze pubbliche) e il minimo progresso dei negoziati, riteniamo che il rischio di dover imporre restrizioni ai pagamento esterni e interni è aumentato significativamente”, si legge nell’analisi di Barclays.

La soluzione potrebbe essere quella dei controlli bancari in stile Cipro, che nel momento apicale della crisi aveva bloccato i depositi bancari e chiuso le sue banche per evitare emorragie di denaro, potenzialmente fatali per gli istituti, così come ipotizzato dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che ha ipotizzato per la Grecia dei controlli stile Cipro.

Maria Teresa Olivieri

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