lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Morti bianche 2015.
Nulla è cambiato
Pubblicato il 13-03-2015


Morti-biancheLe morti registrate nel mese di gennaio 2015 sono state 50, l’anno scorso 51. Nulla è cambiato nell’àmbito delle cosiddette “morti bianche”, quelle che avvengono sul luogo di lavoro ordinario, e che continuano a rappresentare un’autentica piaga del nostro Paese. “La colpa è anche della crisi che porta in azienda ‘professionista della sicurezza’ a prezzi stracciati, incapaci di individuare e attuare misure di prevenzione efficaci. Tutto questo accade in Italia, mentre gli organi di controllo sono ancora troppo assenti”. Questo il duro commento di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio di sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, in seguito dell’ultima indagine, elaborata dal proprio team di ingegneri, sulla base di dati dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). 

Pericoloso pensare che investendo poco in professionalità e qualità dei servizi si possano ottenere risultati virtuosi sul fronte della sicurezza sul lavoro. E’ come aprire le porte della propria azienda al rischio di perdite umane ed economiche. Non bastano le fotocopie di documenti per la valutazione del rischio. – prosegue Rossato Occorrono elaborazioni del fenomeno infortunistico e, ripeto, professionalità. Per questo invitiamo ancora una volta il governo Renzi a sostenere concretamente la maggiore diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché, per ora, di concreto esistono solo i dati delle vittime della nostra Penisola”.

A gennaio sono stati 50 gli infortuni mortali, dei quali 33 verificatisi in occasione di lavoro. E a contare il maggior numero di vittime in occasione di lavoro a gennaio 2015  è ancora la Lombardia (7 infortuni mortali) seguita da: Puglia e Lazio (4), Piemonte e Veneto (3), Abruzzo, Liguria, Marche, Toscana e Campania (2), Sicilia ed Emilia Romagna (1). Il 12 per cento degli incidenti mortali si è verificato nel settore delle costruzioni, il 6 per cento nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli. Osservatorio-Sicurezza-Vega-Engineering-Morti-Bianche-Gennaio-2015 (2)Appare, invece, differente la mappatura dell’emergenza morti bianche nel Paese quando l’Osservatorio Vega Engineering  analizza le tragedie sulla base delle incidenze della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa; e dove a condurre le fila in questo primo mese del 2015 si trova l’Abruzzo (con un indice di incidenza pari a 4,1 contro una media nazionale di 1,5).

Sul fronte delle classifiche provinciali, poi, sono Roma e Bari ad indossare la maglia nera con 4 morti bianche, seguite da Milano, Torino, Brescia, Treviso, Varese (2). Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 6 pari al 18,2 per cento del totale. La fascia d’età più colpita è sempre quella in cui l’esperienza dovrebbe insegnare a non esporsi al rischio (tra i 45 e i 54  anni). “Ma è anche quella in cui probabilmente forti dell’esperienza lavorativa si abbassa con più frequenza il livello di guardia esponendosi maggiormente al rischio infortunio. Per tale ragione – commenta il presidente dell’Osservatorio  non ci stancheremo mai di lanciare i nostri appelli per la diffusione della cultura della sicurezza sul luogo di lavoro. In tutti i settori e per tutti i lavoratori”.

Redazione Avanti!

 

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