martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Nemtsov. Lavrov a caccia di credibilità
Pubblicato il 02-03-2015


Lavrov-KerryUn incontro teso e molto atteso quello di oggi a Ginevra tra il ministro degli Esteri russo, Lavrov e il segretario di Stato americano, Kerry che ha portato al punto di partenza, nulla di nuovo. Una stretta di mano “diplomatica” e altrettanti annunci prudenti successivi all’incontro. Al centro del brevissimo colloquio, durato appena 20 minuti, come sempre la questione ucraina, ma anche il problema della Siria, e infine i negoziati sul programma nucleare iraniano. Tutto questo lo si viene a sapere tramite un tweet del Segretario Usa, non è stata fatta alcun’altra dichiarazione alla Stampa in trepidazione per l’incontro.


Il rapporto Onu, delinea un quadro devastante sulla situazione nell’Est dell’Ucraina: ci sono “rapporti credibili” che “indicano l’esistenza di un continuo flusso di armi pesanti e sofisticate verso i gruppi armati nelle regioni di Donetsk e Luhansk, così come di combattenti stranieri, anche dalla Federazione russa” e “questo ha alimentato l’escalation del conflitto”.

Dopo l’incontro, tra Lavrov e Kerry, le uniche dichiarazioni nuove sono state quelle che vertono sulla morte di Boris Nemtsov, storico oppositore del presidente Putin, una vicenda che sta facendo dicutere ormai da giorni. Lavrov intervenendo a Ginevra al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu ha respinto le accuse che vengono insinuate sul Presidente Putin. L’assassinio di Boris Nemtsov è “un crimine atroce” ma è “abominevole” strumentalizzarlo con “interpretazioni politicizzate, non provate e provocatorie”, così Serghei Lavrov respinge i tentativi di strumentalizzarne la morte. Sempre sul caso Nemtsov, Washington ha chiesto un’indagine approfondita e trasparente, Kerry ha anche sollecitato ieri che venga fatta un’inchiesta “reale, completa e trasparente non solo su chi ha sparato ma anche su chi potrebbe aver ordinato l’assassinio o essere dietro l’assassinio”.

I sospetti su un omicidio politico per mano putiniana sembrano sempre più farsi strada, ma resta da sottolineare che sarebbe stato controproducente per lo stesso Putin togliere di mezzo un uomo pubblico con una grande popolarità e in un modo così plateale. Inoltre ciò avrebbe dato credito a tutti i suoi detrattori e a quelli che sostengono che nella Federazione russa vi sia una dittatura, resta anche da chiarire la posizione sospetta della fidanzata di Nemtsov, Anna Duritskaya, giovane modella ucraina, presente al momento dell’omicidio che però ha dichiarato: “Non so da dove è uscito l’assassino. Non ho visto perché tutto è successo alle mie spalle”, ha spiegato. “Quando mi sono girata, ho visto solo un’auto bianca, ma non ho visto la marca o la sua targa. Non ho visto l’assassino entrare nella vettura”. D’altro canto resta la strana coincidenza di una Piazza Rossa, a pochi passi dove è avvenuto l’omicidio, di solito super sorvegliata, quella sera a telecamere spente. I funerali di Nemtsov avverranno domani e il laeder sarà sepolto, per volere della sua famiglia, nel cimitero di Mosca di Troyekurovskoye dove si trova anche la tomba della giornalista Anna Politovskaya, sulla quale resta tutt’ora il giallo sulla morte, anch’essa attribuita al Presidente Putin.

L’opinione pubblica russa è rimasta sconvolta dall’accaduto, tanto che ieri decine di migliaia di russi hanno sfilato per il centro di Mosca: “Russia senza Putin!” hanno urlato i manifestanti, molti con in mano mazzi di rose o di garofani da lasciare sul ponte Bolshoj Moskvoretskij, nel posto in cui Nemtsov è stato ammazzato. Motti anche contro la guerra nel Donbass e le sanzioni che stanno portando a una crisi economica senza precedenti.

L’omicidio di Nemtsov arriva in un momento cruciale per la Russia di Putin, sempre più isolata e non fa altro che gettare fango sulla credibilità di un Presidente paragonato ai despoti della Russia zarista.

In questo contesto la missione di Lavrov all’estero è ancora più cruciale, dopo i colloqui a Ginevra il ministro degli Esteri russo si è recato a Bruxelles su invito del commissario per l’Unione energetica, Maros Sefcovic, sulla questione del gas in Ucraina dopo l’ultimatum della Gazprom, che è scaduto questo sabato. La questione interessa l’Ue poiché la controversia tra Cremlino e Kiev sul gas rischia di avere ripercussioni anche sul transito del metano russo verso l’Europa.

In questo caso sono coinvolti il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, l’ad del colosso del gas russo Gazprom, Alexiei Miller, il ministro dell’Energia ucraino Vladimir Demchishin, il capo della società energetica ucraina Naftogaz, Andrei Kobolev, e il vicepresidente della Commissione europea, nonché commissario per l’Unione energetica, Maros Sefcovic. Federica Mogherini, in qualità di Lady Pesc, ha dichiarato, in vista dell’incontro che “se le cose andranno bene si potrà proseguire anche con una dimensione bilaterale Ue-Russia”

Maria Teresa Olivieri

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