mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Notizie in breve
Pubblicato il 25-03-2015


Reddito minimo: non parliamo di assistenzialismo, ma di un nuovo welfare

La forte crisi economica mondiale che ha aggredito con maggiore forza le economie più deboli, tra le quali sicuramente quella delle regioni del mezzogiorno d’Italia, ha aggravato notevolmente la malattia della disoccupazione che già endemicamente, per i processi di trasformazione tecnologica, caratterizzava le economie dei paesi cosiddetti sviluppati e in particolare l’Italia.

E con essa, anche l’allargamento della forbice di ricchezza tra ricchi e poveri, cacciando in quest’ultima fascia i fuoriusciti dal mercato del lavoro, i giovani, i precari ed i soggetti fragili in generale. L’attuale crisi porta sicuramente  a nudo il problema di un sistema che ha necessità di ritrovare spazi di competitività  e di efficienza nel mercato, nel mondo delle merci, nella creazione di valore aggiunto. I sindacati facciano presto nel condividere la misura “Piano di sviluppo industriale”. Un avviso di grande rilevanza, che monta pacchetti integrati di agevolazioni, per attivare alcune importanti leve di competitivita’. Un buon lavoro dell’assessore Liberali e del Dipartimento che non può attendere ulteriormente.

Dall’altro lato la crisi porta in evidenza anche un altro aspetto affatto secondario: la consapevolezza che c’è da ridefinire un sistema di welfare, che non assista, ma che parta da un principio di giustizia sociale: l’autonomia economica e politica (indispensabile per la libertà) presuppone un reddito da lavoro.

Si pone la necessità di rivedere il sistema di welfare che dall’assistenzialismo si muova verso la promozione di lavori immediatamente destinati alla soddisfazione di bisogni sociali assoluti. Lavori prestati nella sfera della valorizzazione dei beni sociali e della manutenzione dell’ambiente, della cura della persona, del decoro delle città e della campagna, della cultura.

I bisogni sociali sono i bisogni di comunità, ovvero bisogni che nascono dal sistema di relazioni autentiche e concrete, che si esprimono non nello scambio o nell’uso reciproco, ma nell’essere insieme. È la consapevolezza che in questo campo c’è molto da fare, perché tali bisogni sono in grandissima parte insoddisfatti e per la restante parte poggiati tutti sul volontariato. La proposta di legge Galante-Pietrantuono ha provato a sostanziare l’art.15 della Legge Regionale 26 del 2014 che istituiva un fondo per la promozione di politiche attive e passive per i soggetti svantaggiati è molto svantaggiati.

Il 2 dicembre Sindacati e Regione trovano l’intesa sul reddito minimo. Noi riteniamo che serva una legge per agganciare anche risorse nazionali come quelle del Fondo Nazionale “Sostegno per l’inclusione sociale attiva”. È un risultato importante per la nostra Regione. Perché non passa solo un meccanismo di sostegno al reddito, di tipo assistenziale. Ma il principio che ci sono lavori destinati alla promozione di bisogni sociali che solo attraverso questo meccanismo possono essere messi in campo.

Un esempio su tutti: Con  questo meccanismo è possibile avere 1000 lavoratori per la cultura. Aprire, gestire, preservare tutti i siti culturali dei Comuni della Basilicata – biblioteche, musei, pinacoteche, siti archeologici, chiese rupestri, ecc…- altrimenti destinati alla chiusura. Una straordinaria opera finalizzata a soddisfare non solo i bisogni di cultura della comunità ma anche a creare economia utilizzando la grande leva che Matera 2019 rappresenta.

Francesco Pietrantuono 

Consigliere regionale Psi Basilicata

Expo, Biscardini, chiedo la discussione in consiglio comunale

Roberto Biscardini, come preannunciato lunedì scorso ha chiesto alla Giunta con una lettera inviata al Presidente del Consiglio di venire in aula a riferire sullo stato dei lavori e sulla programmazione degli eventi di EXPO. “A un mese dall’apertura di EXPO – ha detto il consigliere socialista – non è possibile che non ci sia una informativa ufficiale al Consiglio sulla più grande manifestazione internazionale che si svolgerà nella nostra città. Non è giusto che anche il Consiglio sia informato solo dalla stampa. È necessario che la Giunta si assuma la responsabilità di informare il Consiglio Comunale”.

 

 

Apicoltura, Pastorelli (Psi): Vespa velutina seria minaccia, intervenire subito

“Il settore apistico, da molti anni alle prese con una forte crisi, si trova ora di fronte ad una nuova minaccia. Si tratta della Vespa velutina, insetto originario dell’Asia meridionale, che si nutre di api operaie e altri insetti utili all’ecosistema, rappresentando un grande pericolo per la biodiversità e per la popolazione. Questa particolare specie di calabrone estremamente aggressivo, dopo aver causato ingenti danni all’agricoltura francese, si è palesata nel 2012 in Liguria e in Piemonte. Attualmente gli esperti ne prevedono una rapida diffusione su tutto il territorio italiano, con la conseguenza di un calo della capacità produttiva agricola e dell’occupazione. La propagazione della Vespa velutina comporterebbe irreparabili danni economici a tutto il settore: 600 milioni di euro annui per le coltivazioni agricole entomofile, 75 milioni all’anno alle produzioni apistiche e 60/70 milioni per la sola rimozione dei nidi. La legge 313/2004 riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema, dell’agricoltura e per la salvaguardia della razza di ape italiana. Pertanto chiedo al Governo di impegnarsi tempestivamente per la definitiva eradicazione di tale specie esotica, di definire linee programmatiche e progettuali al fine di contrastare urgentemente il fenomeno e di prevedere misure di indennizzo per gli apicoltori danneggiati. Venga definita, inoltre, una strategia che possa coinvolgere direttamente sia la Protezione Civile che il Corpo forestale dello Stato”. Così il deputato del Psi, Oreste Pastorelli, nella risoluzione presentata in Commissione Agricoltura.

Banda larga: Pastorelli (Psi), assente o inefficiente nei piccoli centri

“Secondo i dati del 2014 analizzati dalla Commissione Europea, l’Italia risulta fanalino di coda in tutte le graduatorie UE che classificano la diffusione della banda ultra-larga. In particolare le infrastrutture digitali appaiono inadeguate, soprattutto nelle zone meno densamente abitate del nostro Paese. Esemplare, al fine di comprendere la difficile situazione, è la protesta di cui si è fatto portavoce il sindaco di Forano, in provincia di Rieti, il quale evidenzia, tramite missiva inviata a Telecom Italia, la situazione di disagio quotidiano dei cittadini, in quanto la linea ADSL viaggia ad una velocità talmente bassa da pregiudicare qualsiasi tipo di attività. Per questo chiedo di sapere quali iniziative concrete abbia intenzione di adottare il ministro Guidi, anche alla luce del nuovo piano nazionale per la Banda Ultralarga, per sopperire in tempi brevi alle numerose difficoltà di comunicazione che interessano soprattutto i centri minori. Da verificare in sinergia con Telecom Italia, inoltre, è anche lo stato di implementazione e diffusione di tali tecnologie che rappresentano, per la totalità dei cittadini, strumenti indispensabili del vivere quotidiano”. Così il deputato del Psi, Oreste Pastorelli, nell’interrogazione a risposta scritta presentata oggi al ministero dello Sviluppo Economico.

Di Lello (Psi): Su Finmeccanica la risposta del governo ci soddisfa solo a metà

“La risposta del vice ministro Vincenti all’interrogazione sul destino delle aziende collegate a Finmeccanica in Campania non è rassicurante. Il vice ministro infatti, pur riconoscendo l’importanza di questi siti aziendali per la Campania e l’intero Mezzogiorno anche per l’elevato livello di competenze e per la qualità dell’output, sottolinea che il Governo guarda con attenzione ai processi di efficientamento annunciati dall’ad di Finmeccanica Mauro Moretti. Processi che da un lato devono garantire un rapporto corretto con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori ma dall’altro anche l’economicità di ciascuna impresa” – cosi Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, commenta la risposta alla sua interrogazione al ministero dello Sviluppo Economico – “Gli stabilimenti in oggetto sono di fondamentale importanza per lo sviluppo non solo della Campania ma dell’intero Mezzogiorno il che passa necessariamente dalla salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità che questi esprimono. So bene che serve tutelare l’economicità e l’efficienza delle attività, però” – conclude Di Lello – “questo non può prescindere dalla tutela di altri fattori, quali l’avanguardia tecnologica che queste aziende garantiscono e dei posti di lavoro”

Oreste Campopiano responsabile nazionale Problemi dello Stato del PSI

Oreste Campopiano è stato nominato ieri dal segretario nazionale Psi Riccardo Nencini responsabile nazionale Problemi dello Stato. Campopiano, avvocato, più volte amministratore socialista di Termoli e già segretario regionale del partito, si occuperà di affrontare questioni quali le riforme istituzionali, della giustizia, della pubblica amministrazione e del lavoro. La nomina di Oreste Campopiano è stata positivamente salutata anche dal presidente dei deputati socialisti Marco Di Lello, che ha assicurato una collaborazione costante e costruttiva allo scopo di interagire nell’attività tra il gruppo parlamentare e il responsabile del nuovo dipartimento di lavoro del Psi.

Emilia Romagna. I socialisti rispondono al ministro Poletti

Recentemente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, parlando a Firenze al convegno sui fondi europei e il futuro dei giovani promosso dalla Regione Toscana, avrebbe affermato che tre mesi di vacanza per gli studenti sono troppi, e che ne basterebbe solo uno. Tempestiva la risposta del segretario dei giovani socialisti dell’Emilia-Romagna, Enrico Maria Pedrelli, che ha dichiarato:

“Il ministro Poletti non solo dimostra di essersi scordato probabilmente le fatiche della scuola (gli studenti italiani infatti rispetto alla media europea e statunitense sono quelli che studiano e lavorano di più!), ma anche perché dimostra di non conoscere una realtà base che riguarda proprio il lavoro, e la nostra regione soprattutto: il lavoro stagionale! La ricchezza di gran parte della nostra regione proviene dal turismo, il quale funziona soprattutto grazie alla fatica di quegli studenti che l’estate fanno appunto lavori stagionali.

Di quegli studenti che con fatica mettono da parte un po’ di soldi, e che magari fanno le loro prime esperienze lavorative. Sarebbe tutto questo possibile se le scuole fossero aperte, o se i ragazzi fossero costretti ad un’attività di formazione lavorativa, magari malpagata e di qualche ora? Penso proprio di no: sarebbe un disastro. Già quest’estate, con la pessima stagione che la costa emiliano-romagnola (e non solo) ha avuto, i guadagni sono diminuiti di parecchio e le conseguenze sono state gravi (tanto che c’è chi ha avanzato la proposta di prolungare la “vacanza” per un altro mese): figuriamoci privare questo sistema, che dalle nostre parti è quasi la sola cosa a produrre ricchezza, di una parte fondamentale quale il lavoro stagionale degli studenti!”

E conclude: “Poletti farebbe bene quindi a correggersi, perché già il governo ha messo in atto una riforma della scuola molto discutibile: non toccateci ora le vacanze! Spero che queste dichiarazioni siano del tutto isolate, altrimenti siamo tutti davanti ad un delirio che va fermato. In questo caso, per quanto riguarda me e i giovani socialisti dell’Emilia-Romagna, faremo la rivoluzione!”

Enrico Maria Pedrelli
Segretario Fgs Emilia Romagna

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