martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ONDA DI PIENA
Pubblicato il 06-03-2015


Barcone-migranti-Libia

“Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno, a seconda delle fonti ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila e un milione di migranti pronti a partire dalla Libia”. Così Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di ‘Frontex’, l’agenzia europea delle frontiere esterne dell’Ue che – oltre all’allarme – ha lanciato anche un appello all’Unione stessa: “È arrivato il momento di potenziare l’agenzia perché se si vuole che faccia più operazioni – spiega – abbiamo bisogno di risorse e staff e dell’impegno degli Stati membri a rendere disponibili i loro mezzi”. Tuttavia ‘Frontex’ è una parte. Da solo non è sufficiente ad affrontare questo enorme problema. Ad esempio, la cooperazione con i Paesi terzi è molto importante”.

Partendo dall’allarme lanciato da Leggeri, Avanti! ha fatto il punto con Luca Cefisi, responsabile del Psi per le politiche europee e l’Internazionale Socialista secondo cui “il dato è spannometrico: a seconda delle fonti  – non bene verificabili –  la stima varia dai 500mila fino a un milione di migranti. Questa forbice indica una certa vaghezza, quando invece – considerata la situazione straordinaria in Libia – occorrerebbe una maggiore attenzione e precisione” ammonisce l’esponente socialista. “La diplomazia italiana, oltre a preoccuparsi dei flussi migratori attraverso la Libia – pessimi furono gli accordi stipulati tra Silvio Berlusconi e Gheddafi – deve porsi il problema in modo serio, ossia aiutare a costruire uno Stato in Libia, sostenendo le istituzioni libiche.

Sul fronte del diffuso allarmismo Cefisi spiega che l’Italia da circa vent’anni è interessata – a periodi – da picchi di flussi di profughi. “Dovremmo essere abituati, dopo le esperienze – per esempio – dei profughi albanesi nel ’98 e kosovari nel ’99. Ogni volta gli italiani sembrano sorpresi, quando invece il dato esiste ed è strutturale. Oggigiorno c’è la finestra della Libia che va affrontata con maggiore serietà, ripeto, e senza l’approccio vittimistico antieuropeo” rileva l’esponente socialista. In merito all’efficacia di Triton (l’operazione non più italiana, ma europea  – partita lo scorso 1° novembre – in sostituzione di “Mare Nostrum”,  ndr) Cefisi ne la rileva la minore efficacia per la contenuta disponibilità di mezzi, facendo presente che Triton dovrebbe avere anche una funzione di soccorso. “Il progetto nazionale ‘Mare Nostrum’ funzionava meglio di quello europeo, a dimostrazione che l’Italia sa fare bene da sola”. Secondo Cefisi, infine, l’elemento della rinuncia a ‘Mare Nostrum ‘rappresenta – dopo le questioni Medio Oriente/Palestina e l’intervento militare in Libia – “la terza seria incertezza del governo Renzi”.

Silvia Sequi

 

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Commenti all'articolo
  1. Sono d’accordo con il Compagno Cefisi, a cui aggiungerei l’urgenza di affrontare il problema dei richiedenti Asilo Politico consentendo di fargli fare domanda dalle varie Nazioni per indicare la destinazione interessata. In questo modo si ridurrebbe la pressione degli sbarchi sui barconi e ci potrebbe essere più severità nel fronteggiare l’immigrazione clandestina, salvando i tanti morti in mare.

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