martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Parma, esperimenti grillini
e voto con poche garanzie
Pubblicato il 24-03-2015


ParmaDall’anno 2010, nel quadro degli interventi di riduzione dei costi della politica, la legge ha abolito nei Comuni inferiori a 250mila abitanti le circoscrizioni, che erano piccoli consigli comunali che avevano il compito principale nel decentramento, cioè nella gestione, su delega del consiglio comunale, di funzioni minori dell’ente, e per questo compito la legge riconosceva ai consiglieri di circoscrizioni gli stessi privilegi, gettoni, aspettative e permessi retribuiti dei consiglieri comunali.

A Parma,come in migliaia di altri Comuni italiani sono, quindi, scomparsi gli storici  consigli di quartiere che corrispondevano alle circoscrizioni, ma poiché la legge non aboliva gli organismi di partecipazione popolare, cioè degli organi composti da cittadini che hanno solo compiti di fare proposte o di dare pareri al consiglio comunale, dopo l’elezione del nuovo consiglio comunale,nel 2012, i consiglieri di minoranza hanno proposto l’approvazione di un nuovo Regolamento per la costituzione di nuovi consigli di quartiere,nel rispetto della legge, non più con le funzioni di organi di decentramento ma come  organismi di partecipazione, e senza privilegi per i nuovi consiglieri.   Per l’elezione dei nuovi consigli di quartiere, a regime in occasione delle future elezioni del Consiglio Comunale era previsto, in contemporanea con queste elezioni, il tradizionale sistema elettorale di rappresentatività di partiti,associazioni, liste civiche ecc.; essendo da poco avvenute le elezioni del consiglio comunale, per la prima composizione dei nuovi consigli di quartiere era prevista una elezione di secondo grado dei consiglieri di quartiere da parte del Consiglio Comunale, come avviene ora per la elezione dei nuovi organi delle Province.

In tre anni questo Regolamento equilibrato e democratico proposto dalle minoranze, è stato accantonato dai grillini di Parma, non è stato mai discusso, non è mai stato votato; recentemente però la maggioranza che governa “la povera” Parma ha approvato un Regolamento della partecipazione che istituisce i nuovi organismi di partecipazione popolare dei diversi Quartieri, denominati Consigli dei Cittadini Volontari, che, secondo le fantasie dei grillini, avrebbe dovuto concretizzare un sistema di elezione tagliando fuori partiti, gruppi, liste ecc. e privilegiare le autocandidature dei cittadini ed il voto on line.

L’amministrazione ha lanciato in queste ultime settimane invernali l’ istituzione dei nuovi organismi fissando il calendario e le procedure per  elezioni di questi nuovi consigli di quartiere che,oggettivamente, denunciano evidenti contraddizioni e sono caratterizzate da assoluta mancanza di quelle garanzie nella libertà di espressione,nella trasparenza e nella veridicità dei risultati, che in democrazia ogni sistema elettorale deve garantire. Diverse e gravi sono le  contraddizioni che questo sistema si riteneva presentasse e che in effetti ha prodotto. Rispetto all’intenzione infatti di cancellare la rappresentatività di partiti, liste,gruppi, associazioni, l’Amministrazione Comunale ha stabilito l’obbligo di corredare le autocandidature dei singoli cittadini con una lista di almeno 25 cittadini presentatori che sottoscrivono ed appoggiano le medesime. E’palese dunque che questo sistema fa venire meno il principio delle autocandidature, e ripristina quella rappresentatività non accettata dal movimento dei 5Stelle; in concreto, sono partiti, associazioni e gruppi, che hanno la possibilità di presentare le firme dei sottoscrittori, mancando le quali, nessun cittadino si può autocandidare. La storia è stata ormai scritta,  delle previste 650 candidature previste,attese,sperate dai grillini e necessarie per la costituzione delle differenti liste dei quartieri solo poco più di un centinaio di parmigiani infatti ha aderito per senso del dovere o per passione civica e politica. Era prevedibile una partecipazione così bassa? Certo non era compito dei cittadini prevederlo, certamente era compito degli amministratori pianificare un sistema della partecipazione funzionale alla città e non alle ideologie del movimento pentastellato.

Un altro lato oscuro di queste innovative consultazioni evidenzia la mancanza della garanzie che deve assicurare una elezione in un sistema democratico è palese perché il voto non viene espresso con liste elettorali pubbliche, con seggi composti da cittadini scrutatori a sorteggio, operazioni materiali controllabili pubblicamente, con schede cartacee, verificabili da chiunque ecc. ma attraverso un voto on line esercitabile dai computer di ciascun cittadino che ha un accesso ad internet oppure recandosi in alcuni punti messi a disposizione dal Comune. La macchinosità del sistema d voto poi, secondo le istruzioni pubblicate nel sito del Comune, prevede quindi che ogni cittadino che vorrà espletare il proprio diritto di  voto dovrà identificarsi informaticamente, ed attendere di  ricevere al proprio indirizzo e-mail- che non è indirizzo PEC – il token –codice sicurezza per validare il voto. È palese che questo sistema non garantisce la personalità del voto, sia perché una persona della famiglia può votare da casa per tutti i componenti della famiglia stessa, sia perché anche soggetti estranei che conoscono i dati anagrafici, facilmente reperibili in anagrafe comunale, possono farsi identificare, e non essendo prevista una PEC dare una mail qualunque per ottenere il token e votare.

Infine sintomo gravissimo di una particolare idea di democrazia, i risultati delle votazioni, pur non dubitando della correttezza degli apparati comunali che gestiscono questo sistema di elezione, non danno, se non verrà modificato il sistema adottato, alcuna garanzia trasparente e verificabile concretamente dei risultati del voto informatico. Ironicamente, inoltre, si deve riconoscere che  non esistono norme penali speciali, essendo questo sistema di elezione assolutamente estraneo al nostro ordinamento, che rafforzino le garanzie di trasparenza e veridicità a tutto il procedimento elettorale, che, verosimilmente, invece di rappresentare elemento di stimolo per i cittadini alla partecipazione alla vita democratica della città, diventa fattore di  demotivazione.

Onorando l’insegnamento socratico, dobbiamo, evidenziate le lacune e l’inefficacia di questo sistema, rispettarlo e convincere la città dell’ingiustizia commessa, e promuovere una differente modalità di partecipazione cittadina.

Cristiano Manuele
Responsabile comunicazione Federazione PSI di Parma

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Commenti all'articolo
  1. Per quanto riguarda questo articolo occorre chiarire alcune cose per evitare che l’impto critico tipico dei politici travolga la verità ed esprima inesattezze:
    il sistema di voto è di una semplicità disarmante e chiunque navighi in rete è in grado di utilizzare il sw in questione;
    il furto di identità digitale viene punito dall’art. 494 c.p. che ne ravvisa l’applicabilità relativamente alla sostituzione di persona.
    Anche il bancomat del nonno potrebbe essere semplice da recuperare ma siamo sempre in ambito di reati contro la persona. In attesa della SPID, che appena disponibile verrà subito impiegata (già ora ci si può autenticare col sistema Federa ma gli utenti che realmente lo utilizzano sono solo un migliaio); altra evidente inesattezza riguarda la possibilità di verificare la correttezza del dato quindi dei risultati. Nella fretta infatti di criticare ci si è dimenticati che alla fine degli scrutini chiunque potrà verificare, proprio tramite il criticato token, l’esatta del voto espresso garantendo nel contempo un altro aspetto vincolante del voto elettorale cioè la segretezza. Poi non è vero che i dati necessari sono facilmente reperebili in anagrafe comunale, a nessuno vengono dati questi dati. Io pregherei davvero di non dire cose inesatte perchè la gente è ingenua ma anche stufa di farsi manipolare. fate come me che parlo so se so quel che dico. Ne trarremo vantaggio in tanti.

  2. …niente di personale, ho sempre pensato che il Socialismo sia una delle migliori espressioni politiche che l’uomo abbia saputo creare: premia le capacità e l’impegno e non se ho dieci figli pur tenendo conto anche di questo; valorizza gli aspetti e i valori nazionali senza diventare nazionalista e senza escludere nessuno; è solidale senza esserlo tanto da diventare corporativista; crea legami tra le persone ma non tra gli interessi di queste evitando i trust; considera i valori locali senza per questo chiudersi a chi viene qui per lavorare; molti grandi uomini sono stati Socialisti e hanno lasciato un segno importante nel paese; l’idea che da sempre genera è quella di moderazione, comprensione e slancio verso il futuro. Non esiste un’altra espressione politica che abbia saputo mantenere questo livello di equilibrio e di conciliazione tra realtà e innovazione preservando i valori del vivere civile. Quindi ripeto, niente di personale, ma solo la voglia di diffondere la certezza che esistono ancora persone che fanno della correttezza un credo. Posso affermarlo, tanto ho un nickname che mi nasconde e quindi non corro il rischio di lodarmi.

    • ….nulla di personale, sono contento che a Parma, qualcuno,conosca esattamente il sistema di controllo messo in campo dalla giunta grillina per queste consultazioni, saremmo stati, tutti, più contenti e tranquilli se queste sue spiegazioni le avessero fornite gli amministratori.La ringrazio quindi per tutte queste informazioni sulla modalità di voto che non abbiamo saputo reperire, che hanno saputo fornire,anche nel sito del Comune di Parma infatti non è ancora possibile accedere alla pagina della votazione e il regolamento attuato, se non erro all’art 9 modalità di voto, indica solamente che il voto verrà effettuato tramite sistema informatico online, non specificando quali dati siano necessari per esprimere il proprio voto. L’unico dato certo inoppugnabile e pubblico è l’adesione ottenuta al progetto, non credo che si possa parlare di volontà di distorcere la realtà, ma di evidenziare anzi tutti gli aspetti di questa vicenda,come, ripeto, lo stallo di un negativa percentuale di questi consigli, per i quali i numeri ottenuti sentenziano che per ora il popolo di Parma non ha aderito.

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