mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Parola d’ordine: distinguerci
Pubblicato il 26-03-2015


Il progetto lanciato dal nostro Consiglio nazionale è particolarmente ambizioso. Tentare di creare un’area programmatica e politica che possa suscitare la formazione di una lista capace di superare la soglia di sbarramento è molto complicato. I radicali, nostri storici alleati, nostri compagni di tante battaglie, sono generosi e sempre attivi, ma subiscono qualche scompenso dell’età dei leader massimi e mostrano una certa tendenza all’autosufficienza. I verdi sono sempre meno visibili e non si sono mai ripresi dopo i pasticci di Pecoraro Scanio, Scelta Civica non esiste praticamente più. Repubblicani e Liberali appartengono a una stirpe estinta, purtroppo. Ma quel che oggi appare impossibile domani può diventare possibile.

Naturalmente occorre l’iniziativa politica. E in un piccolo partito come il nostro contano le idee e le attività politiche e parlamentari, visto che possiamo disporre di quattro deputati e tre senatori. Sulle idee, dalle quali far partire iniziative politiche e una organizzazione conseguente, ho già avanzato proposte. Dovremmo concentrarci su: lavoro (con progetti su cogestione, coperture maggiori per i disoccupati, reddito minimo, offensiva contro i lavori usuranti per gli anziani non ancora pensionati, offensiva sulle banche appoggiando l’Associazione Interessi Comuni), diritti civili (con la nuova legge sul fine vita, sui matrimoni gay, sulla prostituzione da legalizzare, sulla fecondazione eterologa, sulle carceri, sulla riforma della giustizia con separazione delle carriere dei magistrati, doppio Csm e abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale), riforme istituzionali (optando più decisamente per la Costituente, per una riforma presidenziale e contro l’Italicum).

Il partito dovrebbe dividersi in tre grandi dipartimenti per ognuno di questi temi, magari anche formando tre associazioni aperte anche agli altri soggetti di area, agli indipendenti, a singole personalità. Questo al centro, ma anche nelle regioni e possibilmente nelle province. In estate o nel primo autunno dovremmo svolgere una conferenza programmatica, per sintetizzare una proposta da sottoporre anche ai futuri alleati. Contemporaneamente occorre sviluppare un’azione nel campo della comunicazione, vero nostro tallone d’Achille. Con la Rai dobbiamo aprire una vertenza molto dura. Anche a costo di promuovere una manifestazione e di avanzare una serie di interrogazioni parlamentari. Noi dobbiamo ignorare una Rai che ci ignora e non far pagare il canone. Non è possibile che il nostro partito sia continuamente ignorato, mentre il buon Corrado Passera, che non ha partiti né parlamentari, sia continuamente invitato nei talk show.

Per essere credibili abbiamo bisogno però di sviluppare iniziative coerenti anche a livello parlamentare. In pochi sanno che i nostri deputati non hanno votato la legge sull’allungamento dei tempi della prescrizione. Assurdo e illiberale provvedimento che si scontra con la necessità del processo veloce. In pochi sanno che due senatori socialisti su tre non hanno votato l’Italicum al Senato. Adesso alla Camera spero che i nostri deputati compiano la stessa scelta. Quella legge è un unicum al mondo, è senza logica e non fa parte degli accordi programmatici di governo. Dobbiamo distinguerci, anche perché se passerà, spero senza la nostra approvazione, la nuova legge elettorale, non ci saranno più le coalizioni e se vogliamo presentare una lista dobbiamo prendere le distanze dalle altre, compresa quella del Pd. Se no sommeremmo all’evidente difficoltà la nostra colpevole impotenza.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore, non ci devono interessare più di tanto i partiti da te menzionati, ma quello che rimane di eventuale consenso nei loro confronti, in quell’area laica, liberale, riformista, che esiste e secondo me in modo importante anche numericamente.
    Se le cose che hai elencato verranno messe in essere, provocheranno un risveglio nei compagni di base e una nuova voglia di lottare per esistere e contare in questa tribolata società.
    Il nostro futuro è nelle nostre mani.
    Mettiamoci al lavoro subito!

  2. E’ ragionevolmente pensabile che il nostro partito possa risollevarsi sulla scia delle idee programmatiche avanzate da Del Bue?
    Potrà passare, a dirla grossa, dal 1% al 1,1%.!
    D’altra parte sono proposte geneticamente attribuibili all’area radicale, liberale, repubblicana, non a caso estinta.
    A mio avviso, se non si comprende la necessità dell’opera di “rifondazione” culturale del Socialismo nella contemporaneità, agendo di conseguenza, non resta che il “liberi tutti”.

  3. Caro Mauro, noi leggiamo te, ma il Partito è intenzionato ad uscire dall’anonimato ed entrare in campo aperto? Questo richiede di coinvolgere più persone possibili e anche una modifica dei nostri assetti interni. Essere piccoli, in certe occasioni, può anche fare piacere. E’ questo che non ho ancora capito.

  4. Vorrei chiedere ai critici, anziché di lanciare le solite offensive, di proporre cose diverse. Cosa vuole dire rifondazione culturale del socialismo? Ognuno l’intende a modo suo. Il mio modo di intendere il socialismo liberale è quello contenuto nell’articolo, per altri può comportare scelte diverse. Ne vedo solo due alternative a quella che ho tentato di esporre. O entrare nel PD come socialisti, o far parte della galassia della sinistra allernativa. Io non condivido nè l’una nè l’altra. Quanto al due per mille, non è obbligatorio. Ma vedo che qualcuno di voi non ha versato neppure un obolo per l’Avanti. E continua a crocifiggere a destra e a manca. Faccia un sereno esame di coscienza. Prima di bacchettare. Mi riferisco su questo ovviamente all’ultimo commento.

  5. Sentire dal direttore dell ‘Avanti organo ufficiale del mio partito che la nostra parola d’ordine debba essere “distinguerci” non può farmi che piacere. Ma perchè questa parola d’ordine non è stata fatta propria prima di ora dalla segreteria del partito e dai nostri parlamentari? Perchè non è stata la parola d’ordine del Consiglio Nazionale di 13 giorni fa? Sicuramente fra maggioranza e minoranza ci saremo intesi, invece di creare dei muri divisori, tanto che leggo che dei compagni ci considerano “avversari” . Cosa è accaduto in questi pochi giorni? Centrano i fatti del ministero delle infrastrutture? e l’assemblea del 29 risulta uno stimolo alla maggioranza. Se così è ritengo che quest’assemblea , che non si è ancora svolta, ha già raggiunto un risultato minimo.

  6. Caro Direttore, prosegui su questa strada, poiché non ci sono alternative ne credibili ne accettabili alle tue proposte. D’altra parte se Salvini é riuscito a far rinascere una lega giá morta, non vedo perché anche noi non si possa fare qualcosa che , nel rispetto dei valori del tradizionale socialismo europeo e democratico, dall’altra altra parte della barricata ci consenta di avere la forza che non solo pensiamo di meritare ma di cui l’Italia avrebbe anche bisogno. Le proposte che fai mi sembrano un’ottima base di riflessione e di dibattito.

  7. Eh Passera…..
    Passando a temi più vicini, va detto che il capitalismo finanziario conduce all’abbandono del mondo del lavoro, all’aumento dello sfruttamento, a peggiori condizioni di lavoro, al ricorso a sistemi di produzione schiavistici, non solo nei paesi “emersi”; alla creazione di masse di nuovi poveri e indigenti. Sarà solo un caso che parole riconducibili agli albori del socialismo le dica Papa Francesco?
    Ecco, in poche parole, possiamo così interpretare quello che è stata definita “rifondazione culturale”?

  8. A fianco delle proposte dal Lei elencate, su cui mi trovo pienamente d’accordo, sottolineando in particolar modo il problema dell’ostracismo della RAI nei confronti dei Socialisti, ci metterei anche una lotta durissima contro l’evasione fiscale, una patrimoniale sulle grande ricchezze al fine di ridurre le disuguaglianze crescenti nel nostro paese, la difesa senza se e senza ma, della scuola e sanità pubblica. Per quest’ultima riprenderei la legge Bindi sul rapporto unico con il servizio sanitario nazionale, legge mai applicata dal centro-sinistra e definitivamente cancellata da Berlusconi nelle elezioni del 2008 come contro partita. Norma a mio avviso responsabile principale dell’inefficienza del servizio sanitario sia sul piano economico che su quello prettamente funzionale.

  9. Caro Mauro sono completamente d’accordo sul percorso tracciato perchè le altre due alternative non mi interessano. Occorre però dare inizio ad una attività propedeutica che vuol dire cominciare a votare in parlamento solo quelle leggi che fanno parte della nostra cultura e vanno incontro ai bisogni dei meno abbienti , continuare a proporre progetti coerenti con le nostre idee anche se non graditi ai nostri alleati PD …. Non votare la legge elettorale così come è stata presentata . Tutte queste azioni devono essere la immediata conseguenza a quanto abbiamo votato convintamente nell’ultimo CN, altrimenti rimarrebbe una delle tante enunciazioni per far passare il tempo e avviarci all’ineludibile confluenza…(tenendo presente che con l’approvazione della nuova legge elettorale non ci saranno più le coalizioni e se vogliamo presentare una lista sarà alternativa a quella del PD e ci collocherà , se superiamo lo sbarramento , all’opposizione.

  10. Carissime compagne, carissimi compagni
    Innanzitutto dovremmo imporci un codice di comportamento quando il Direttore dell’Avanti, a più riprese, con molta generosità e passione esprime delle proposte e delle indicazioni per tentare di impostare un programma per il rilancio della Proposta socialista nel Paese. Comprendo che la delusione e l’amarezza derivante dalle vicende e dagli esiti degli ultimi 20 anni, ci possa far cadere nello scetticismo quando mettiamo a confronto le nostre aspirazioni con la debolezza organizzativa, gli scarsi mezzi finanziari e l’odierno consenso elettorale che forse non supera lo 0,4%. Se malgrado tutto ciò, gli iscritti di questa piccola rappresentanza socialista non hanno rinunciato all’ideale di una vita spesa al suo servizio, è necessario che non rinunciamo a continuare a lottare per il riscatto socialista nel nostro Paese. Prima ancora che verso noi stessi è un impegno verso la memoria di coloro che non ci stanchiamo mai di ricordare quando ci riferiamo alla nostra Storia.
    Carissimo Mauro
    Hai individuato tre Dipartimenti assieme a una Conferenza Programmatica su cui aprire e avviare il cantiere riformatore dei socialisti: Lavoro, Diritti civili, Riforma Istituzionali. Ci saranno sen’altro altri Dipartimenti per giungere alla Stesura di un Progetto Socialista da legare a un Nuovo Modello di sviluppo ma, dato che ogni intervento richiede la copertura con adeguate Risorse, consiglierei da oggi di impostare il Dipartimento del Reperimento delle Risorse economiche e della lotta agli sprechi della Pubblica Amministrazione.
    Per evitare che tutto l’impegno creativo delle nostre proposte continuino a rimanere confinate nell’oblio a cui ci hanno relegato i mezzi d’informazione, individuiamo delle forme di protesta di grande impatto verso l’opinione pubblica: dichiarazione di non pagamento del canone RAI, sciopero della Fame (vedi ad esempio Pannella e Giachetti), appello al Presidente della Repubblica e alla Corte costituzionale.
    Con tutto il rispetto per gli attuali dirigenti politici, abbiamo bisogno anche di una personaggio carismatico che riesca ad imporsi all’attenzione dei Media perché oggi l’esperienza dimostra che questo elemento è indispensabile per la lotta politica.
    Coraggio compagne e compagni, continuiamo ad andare AVANTI.
    Je suis socialiste

  11. Per distinguerci dobbiamo disimpegnarci da Renzi e dal PD, che ancora accusa i piccoli Partiti e quindi il nostro come “ricattatori”. Penso che dovremmo ritornare coerentemente alle nostre posizioni Socialiste-Riformiste come quelle dello Statuto dei Diritti dei lavoratori, della Scuola Pubblica, dei diritti di libertà e dignita, a sostegno dei più deboli e per dare un futuro ai giovani. Ci sono tanti lavoratori pubblici e privati senza rinnovi contrattuali e la necessità di un Piano Straordinario per l’occupazione giovanile, perchè, specie nei momenti di crisi, il lavoro va promosso anche direttamente dall’interevento pubblico. La nostra dirigenza ha il coraggio di farlo per rilanciare un soggetto Socialista vicino al mondo del lavoro e ai giovani?

  12. Caro Del Bue,
    a causa di un’esasperazione collettivistica il nostro partito, negli anni 80, produsse una giusta svolta liberale.
    Oggi la società è pervasa da un “individualismo primitivo”, non dovremmo valutarlo? non dovrebbe riguardare il socialismo contemporaneo?
    Le degenerazioni del capitalismo finanziario non dovrebbero indurci a riflessioni sulla ricerca di un più adeguato modello di sviluppo?
    L’Europa non sta rappresentando un qualcosa di diverso rispetto agli originari intenti dei suoi
    padri fondatori?
    Il meccanismo della globalizzazione sta presentando più ostacoli o più opportunità?
    La Chiesa, attraverso il suo nuovo Pontefice non solleva questioni importanti, fermo restando la nostra vocazione ad una corretta laicità?
    L’ambiente non sta diventando il nuovo paradigma politico-culturale, che tutto condiziona e tutto ispira?
    Pillole di rifondazione culturale del socialismo certamente non avvertibili da mentalità fuoricorso.
    Caro Del Bue, scrivere su mondoperaio testi sul “dopo la socialdemocrazia”, riproducendo la foto sbiadita e rimpicciolita del Martelli dello 82, mi sembra stare per chiudere bottega.

  13. Hai tutte le ragioni. Ma il problema è che il sistema politico italiano è particolare. Per arrivare bisognerà superare il tre pe cento. Se ci limitiamo al socialismo sia pur ridefinito, come dici tu, penso che non ci arriveremo. Oltretutto è argomento non solo nostro oggi. Anche perchè in tanti sono figli della storia socialsita, di quella europea anche il PD che ne è parte, di quella italiana, non del socialismo liberale che è solo nostro, anche gli ex comunisti e lo stesso Landini.

  14. Torno a ripetere: nella sostanza ed in termini percepiti, il liberalsocialismo oggi, globalmente, lo incarna Renzi.
    Per distinguerci noi abbiamo l’unica possibilità di mobilitare le tesi che elencavo, naturalmente con il nostro taglio, attenti a non schiacciarci sulla sinistra radicale.
    Solo questa “terza via” ci può consentire di risollevarci, in quanto sintonizzata allo spirito del tempo.
    P.S. Con le tue tesi, Boselli ha polverizzato il partito!

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