mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Piccoli squadristi crescono,
estote parati!
Pubblicato il 22-03-2015


Alla fine degli anni ‘60 il superfascista Giorgio Pisanò, uno dei reduci della Repubblica di Salò in cui prestò servizio come ufficiale dell’intelligence (vabbé: diciamola bene: “spia”) rilevò la proprietà del giornale satirico Candido, fondato da Giovannino Guareschi, il padre di don Camillo e Peppone, che aveva cessato le pubblicazioni nel 1961. Non si è mai capito chi finanziò quell’operazione. Fatto è che il nuovo Candido diede la stura ad una serie di violente campagne giornalistiche contro esponenti dei partiti al governo di centro sinistra.

Uno dei suoi obiettivi fu Giacomo Mancini, segretario del Psi, già ministro dei LLPP dal 1964 al 1968. Pisanò fece oggetto l’esponente del Psi di una campagna diffamatoria inaudita di inaudita violenza, con prime pagine del settimanale e manifesti murali affissi dai militanti del Msi in tutta Italia nei quali l’esponente socialista veniva definito “ladro” piuttosto che “puzzone”.

La campagna andò avanti per settimane e mesi e recò notevole danno a Mancini, fiero autonomista, che nel 1972 lasciò la segreteria del partito, che scelse di imboccare il crinale di una di sostanziale subalternità al Pci, al punto che alle elezioni del 1976 raggiunse il minimo storico.

Non fu difficile scoprire chi, allora eterodiresse la campagna, fornendo al mendace fascista documentazioni già manipolate e pronte a subire ulteriori interventi.

L’aggressione confezionata da ‘il Fatto’ quotidiano nei confronti di Riccardo Nencini, per molti versi è simile, anche se solo apparentemente meno volgare e brutale. Sicuramente, per le modalità con cui si è materializzata, solo in parte frutto della fervida mente del Saint Just de’ noantri, quel Marco Travaglio da poche settimane direttore a tutto tondo del foglio neogiacobino.

Tuttavia non può non esserci chi non veda, come la redazione de ‘il Fatto’ abbia costruito, manipolando intercettazioni e inframmezzandole con osservazioni e ricostruzioni arbitrarie, un prodotto verosimile (che, per inciso, non significa, che corrisponda alla verità, anzi) per screditare, esporre alla gogna mediatica un uomo di governo e il partito di cui è leader, a beneficio della platea dei suoi lettori.

Un campo trasversale in cui si ritrovano esponenti frustrati della cosiddetta sinistra radicale, qualunquisti di terza generazione, blogger megalomani, fondamentalisti del grillismo più becero, ma anche raffinate menti che vedono nell’azione riformatrice di cui Nencini nel governo Renzi e la combattiva pattuglia socialista in Parlamento sono avanguardia, come il fumo negli occhi poiché il riformismo socialista toglie acqua ai loro sgangherati argomenti e colpisce settori dell’editoria e della finanza che campano sulla debolezza della politica auspicando la prosecuzione di un’inazione lunga un ventennio.

Sarà un caso, ma tutto ha inizio pochi giorni dopo l’approvazione della Legge Buemi sulla responsabilità civile dei magistrati a cui i vertici dell’Anm hanno reagito con obliqui e minacciosi messaggi al Governo.

Sarà un caso, ma sul tema è intervenuto ieri a Bologna il prete tribuno Ciotti, un sodale di Travaglio che svolse il suo apprendistato giornalistico nel settimanale della Diocesi di Torino di cui Ciotti, quando fa il prete e non il politico, fa parte, prima apostrofando davanti alle telecamere il ministro Poletti poi, arringando la folla, sottolineando la velocità con cui la legge è stata approvata (se 28 anni gli sembrano pochi!).

Sarà un caso, ma tra tutti gli esponenti politici delle forze presenti in parlamento, oltre ai soliti grillini (ci sarebbe stato da stupirsi del contrario) l’unica che ci ha provato a speculare sulla vicenda  è la sora De Petris, senatrice di Sel, esponente con Paolo Cento (il tifoso dell’assassino Cesare Battisti) di quell’ecologismo all’amatriciana che si è intruppato comodamente nel partito che Vendola ha rimodellato neocomunista.

Sarà un caso, ma Nencini, da membro del Governo, ha messo la faccia su temi di estrema urgenza e delicatezza: il nuovo codice degli appalti, il nuovo codice della strada con annessi ergastolo della patente e omicidio stradale, il piano casa… si potrebbe continuare.

Sarà un caso, ma i parlamentari socialisti sono impegnanti su più fronti: dalla lotta alla ludopatia e al gioco d’azzardo, alla difesa dell’ambiente, alla quotidiana attività per sostenere le esigenze di rilancio di una comunità nazionale piegata da una lunga crisi.

Ecco, mettiamo insieme tutti questi casi e domandiamoci perché, a fronte di una vicenda giudiziaria ancora in fieri, in cui è chiaro come il sole a mezzogiorno di ferragosto che Nencini e il Psi non c’entrano un tubo, ‘il Fatto’ abbia montato una patacca giornalistica di tale brutalità, con una prevenzione e una perfidia gratuita di fondo, molto a la page nei loro ambienti di piccoli squadristi 2.0, che la dice lunga sulla cattiva coscienza di costoro. La risposta non è difficile

Estote parati, compagni, perché i piccoli squadristi difficilmente la chiuderanno qui.

Emanuele Pecheux

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