martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Prescrizione, il ripensamento di Alfano
Pubblicato il 05-03-2015


Corruzione-giustizia-prescrizioneSulla prescrizione “troveremo l’accordo lo faremo in tempi rapidissimi”. Angelino Alfano lancia segnali distensivi e riferisce di aver già parlato con il ministro Boschi. Dopo la bufera scatenatasi ieri all’improvviso, ecco che il leader Ncd assicura: “Siamo vicinissimi a un accordo sulla prescrizione. Troveremo la quadra e quindi è fuori luogo ogni enfatizzazione di una presunta spaccatura nella maggioranza. E’ davvero fuori luogo – ha aggiunto Alfano – ogni enfatizzazione dell’argomento come se fossimo in un momento di spaccatura della maggioranza”.

Insomma Alfano non ci ha messo molto a rientrare nei ranghi dopo l’alzata di testa in cui aveva osato non essere d’accordo con linea dettata sulla prescrizione. D’altronde non è la prima volta. Come non ricordare la clamorosa giravolta del leader dell’Ncd nella vicenda che ha portato all’elezione del presidente della Repubblica?

Tutto è iniziato ieri appunto, con l’estensione dei tempi per la prescrizione per i reati di corruzione, prevista da una modifica al testo della riforma, approvata dalla commissione Giustizia della Camera e firmata dai due relatori Sofia Amoddio del Pd e Stefano Dambruoso di Scelta Civica, con il parere favorevole del governo.

La questione è che Area popolare si mette di traverso, votando contro. Di qui, appunto la spaccatura nella maggioranza a Montecitorio, anche se l’esecutivo getta acqua sul fuoco e fin da subito ostenta tranquillità. Ed eccoci a Alfano per il quale, oggi, “è naturale che in prima lettura, in Commissione, possano esserci posizioni diverse su alcuni aspetti”. Insomma le minacce di ieri sono rientrate in poco tempo. Senza appello il giudizio di Rodolfo Sabelli il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) manda a dire che la norma “andrebbe riscritta radicalmente, tutta da capo” e manifesta il suo timore che “si stia facendo quello che a Roma si dice una ‘romanella’”. Ovvero qualcosa di confuso e approssimativo.

Il Psi ha già detto il testo della commissione, se non verrà modificato rischia di far ricadere sui cittadini le inefficienze della giustizia. “Noi socialisti – ha detto Di Lello – non lo voteremo”. Allungare all’infinito i termini della prescrizione esula dalla logica del giusto processo che vorrebbe una giustizia certa nei tempi.

Getta comunque acqua sul fuoco anche il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio. “La riforma della prescrizione, dei suoi tempi, del suo improprio utilizzo nel sistema giudiziario, rappresenta il tema centrale della riforma più complessiva della giustizia”, ricorda. “Occorre, dunque, lavorare per rendere più snella le procedure che oggi ritardano il giudizio, non per allungarle. La riduzione dei tempi della prescrizione entro limiti ragionevoli si muove in questo senso”, rileva. Altro tema caldo trasversale sul fronte giustizia è l’anticorruzione: “Serve una legge vera” dicono i 5 Stelle. “Se si vuole l’appoggio del Movimento Cinque Stelle, bisogna fare una legge anti corruzione senza emendamenti a ribasso che vanificano l’effetto del provvedimento, come quello proposto ieri”, avverte Luigi Di Maio. E anche qui una mano tesa arriva dal governo: “Sosteniamo con grande convinzione rigorose norme anticorruzione. Molte, già in passato, le abbiamo approvate. Sulla prescrizione sono ottimista che si troverà un serio punto d’incontro, che tenga conto dell’esigenza di non scaricare sui cittadini la lentezza della giustizia”, afferma il vice ministro alla Giustizia, Enrico Costa. “Se un uomo viene assolto dopo trent’anni, che se ne fa dell’assoluzione? Sì a prescrizione lunga ma non eterna. E’ essenziale velocizzare i tempi dei processi”, osserva.

Oggi l’esame della Commissione si è concluso e dopo i passaggi di rito, il testo arriverà in aula il 16 marzo. Fermi tutti, invece, al Senato, sull’emendamento sul falso in bilancio che non è arrivato in Commissione “mentre è stato dato alla stampa” cosa che ha fatto andare su tutte le furie FI, M5S, ma anche lo stesso capogruppo Pd in Commissione, Giuseppe Lumia. Le pressioni sono tante, gli interessi altrettanti e nessuno sembra avere interesse ad andare avanti. L’emendamento sul falso in bilancio è ora direttamente allo studio di Renzi, Boschi, Poletti e Guidi. Ci sono gli interessi delle imprese, che temono. E ci sono anche altri timori, come quelli del Pd per i propri componenti della Commissione giustizia al Senato che potrebbero votare in difformità dalla linea del partito. E non è casuale anche un altro dettaglio della giornata di oggi: il no dei senatori alla richiesta del presidente della commissione Giustizia, Nitto Palma, e del capogruppo FI Romani di inserire nel calendario la formula “ove concluso in commissione”. Il che significa che il ddl potrà arrivare in Aula anche senza che i commissari abbiano concluso il proprio lavoro.

Redazione Avanti!

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