martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Presidente, quali dubbi sulla responsabilità civile delle toghe?
Pubblicato il 10-03-2015


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una dichiarazione nel corso di una visita dei giovani magistrati, ha proposto riserve sulla legge per la responsabilità civile delle toghe. Vuole meglio approfondire le eventuali conseguenze. Lecito che il presidente della Repubblica, prima di firmare una legge, svolga tutti gli approfondimenti del caso. Matterella non ha messo in discussione la legittimità del procedimento, che peraltro è molto blando e prevede la sola responsabilità indiretta. Vorrei meglio capire, però, quali possano essere le eventuali riserve.

La legge Vassalli prevedeva un filtro sull’ammissibilità del procedimento che oggi viene abolito, anche perché quel filtro era in realtà un tappo e la richiesta di provvedimenti era praticamente nulla. Se ne ricordano in tutti questi anni soltanto sei. Ridicolo. Si amplia la gamma dei comportamenti sui quali i ricorsi del cittadino possono essere riferiti e si ammettono anche le distorsioni del fatto e della prova e si innalza la quota dello stipendio in discussione qualora lo stato intenda rivalersi sul magistrato. Tutto qui. Nulla di particolarmente rivoluzionario. È bene non dimenticare che l’iniziativa legislativa sull’argomento è opera del nostro Enrico Buemi che aveva presentato una proposta di legge ben più pesante. E che aveva fatto gridare l’associazione dei magistrati al crucifige.

È ora che i magistrati si mettano il cuore in pace. Non possono considerarsi l’unica categoria senza controlli e sempre impunita. I laici non credono all’infallibilità del papa, figurarsi a quella dei piemme e dei giudici. Troppi sono stati in questi anni i comportamenti discutibili quando non riprovevoli. Dobbiamo sempre ricordare che due magistrati del caso Tortora, dopo quell’obbrobrio giuridico, sono addirittura stati promossi. E non possiamo dimenticare la politicizzazione dei partiti dei magistrati che compongono il Csm, organo di autogoverno diviso per ideologie. Su questo e sulla divisione delle carriere, nonché sulla obbligatorietà dell’azione penale, attendiamo al vaglio il governo Renzi, convinti che il nostro Buemi non tarderà a dare battaglia anche su questi argomenti.

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Commenti all'articolo
  1. Grande Mauro, questa è una vera battaglia socialista!! Non dimentichiamo nemmeno quel magistrato che dovrebbe avere sulla coscienza (se ce l’ha!) il nostro Gabriele Cagliari!! Non so che fine ha fatto, ma sicurmente non è andato in clausura a cingersi col cilicio. E’ ora di smetterla di parlare di “riserve” quando si tocca la casta, questa è una vergogna nazionale! Anche perché poi non si capisce come mai, invece, le altre categorie (medici, ingegneri, architetti, ecc.) siano sempre ritenute responsabili del proprio operato!! Ma la legge non dovrebbe essere uguale per tutti ?!?! Saluti socialisti.
    Roberto Rinaldi

  2. Caro Direttore, cosa ti aspettavi da un integrato nel sistema come il nostro presidente. Ho già detto che, se va bene, non farà danni, ma di sicuro non farà nulla ed anzi creerà resistenze a tutti le iniziative di cambiamento.
    Noi dovremmo avere il coraggio di proporre l’abolizione del CSM. E la sua sostituzione con tre saggi.
    Ora vogliono aumentare a 18 anni la prescrizione dei reati. Si offre su un piatto d’argento ai PM la possibilità di tenere in sospeso per una vita intera gli indagati. E’ umanamente inconcepibile, tuttavia qualcuno pensa che questa sia un’azione di “sinistra.
    Non è di sinistra ma semplicemente SINISTRA, foriera di disgrazie, suicidi e morti civili.
    Stiamo trasformando il nostro Paese in uno stato di polizia, dove i pm hanno la massima libertà di indagare senza rendere conto a nessuno dei tempi e dei costi economici e sociali.

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