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Opinioni e commenti
 

Primarie Campania, taroccati voto e risultati (II parte)
Pubblicato il 04-03-2015


Primarie Campania-Di Lello

“I brogli non li ha fatti De Luca in prima persona, ma dei professori di ‘brogliologia’ che appartengono alla sua area, uomini suoi sì. A Salerno e provincia hanno votato frotte di persone che sono semplicemente registrate nei seggi nel migliore dei casi, ma non ci sono mai passate. E infatti ancora una volta Salerno si afferma come capitale della partecipazione democratica.

Orologio alla mano se un seggio è aperto 12 ore, in tutto fanno 720 minuti. Se poi si dichiara che sono passati più di mille elettori c’è qualcosa che non quadra, perché doveva esserci una fila perenne per 12 ore senza mai sosta con persone che votano al ritmo di 35 – 40 secondi l’uno. Ci sono stati finti elettori, questo è chiaro. Piovono i ricorsi, ma non andranno lontano perché non troveranno nemmeno le schede. In Campania per fare un broglio cambiano direttamente i verbali, mica usano le schede finte”.

Così parlò ieri sera il deputato Pd Guglielmo Vaccaro,immediatamente dopo la pubblicazione sul sito del Pd campano, dopo 45 ore(sic!) dalla chiusura dei seggi, del risultato ufficiale delle primarie del centrosinistra in Campania.

I dati ufficiali , vedi caso, sono sovrapponibili, relativamente alle percentuali finali a quelli emersi e resi noti, dopo che la capo ufficio stampa del Psi Giada Fazzalari nel pomeriggio di lunedì, dopo un’estenuate tira e molla con il collega de Il Mattino on line che aveva finito per ammettere candidamente che la tabella taroccata rimasta online per ore sul sito web del quotidiano napoletano era stata fornita dal comitato elettorale di Vincenzo De Luca, ha comunicato i voti certificati di Marco Di Lello.

L’operazione di ricalcolo è durata meno di 30″ (!). Al comitato elettorale del Pd campano sono occorse 45 ore (!).

Peraltro, che nella provincia di Salerno le operazioni di voto fossero gravemente alterate era apparso chiaro con la pubblicazione di un filmato, di cui abbiamo dato conto ieri, nel quale un redattore del Corriere del Mezzogiorno ha documentato di aver votato in quattro (grandi) comuni diversi bypassando quel minimo di regole che presiedono (o dovrebbero) alla regolarità di una consultazione elettorale.

E’ del tutto evidente che oltre alle osservazioni di Vaccaro occorre aggiungere anche episodi di questa natura che, ovviamente, non è dato sapere in che misura si siano verificati.

Non è necessario scomodare una equipe investigativa per apprezzare che al di là di ogni ragionevole dubbio in provincia di Salerno il dato elettorale finale è stato inquinato e alterato da clamorosi brogli ed è incredibile che dopo la pubblicazione del filmato del Corriere del Mezzogiorno, avvenuto ad urne ancora aperte, nessuno, a cominciare dalla segretaria regionale del PD campano Assunta Tartaglione per finire agli “ispettori” inviati dalla direzione del Pd (scesi a Napoli a fare cosa? Magari a desinare da Zi Teresa?), abbia avvertito la necessità di intervenire per porre fine ad un vero e proprio sconcio.

A fare le spese dei brogli nel salernitano è stato, come è stato dimostrato, prima di tutto Marco Di Lello, il cui risultato, peraltro nelle condizioni date, lusinghiero, avrebbe potuto essere ben superiore al 5.5%  ma certamente anche Andrea Cozzolino.

Altro che festa della democrazia! Domenica è andata in scena la grottesca rappresentazione di una consultazione elettorale farlocca ed è sconcertante che, in presenza di elementi probatori che certificano l’alterazione delle operazioni di voto, oggi il dibattito si sia spostato sul tema se sia opportuno o meno riformare la legge Severino per consentire a chi si è, con la frode, imposto in questa sagra degli orrori, di potere eventualmente accedere alla crica di Governatore della seconda regione d’Italia per numero di abitanti.

Grottesca ma anche drammatica. Stiamo sprofondando nel pozzo nero dell’ipocrisia.

Questa Italia cloroformizzata ormai digerisce tutto: anche di fronte a brogli elettorali perpetrati a cielo aperto si volge lo sguardo altrove ed è sconcertante che i moralisti nostrani, che hanno promosso con campagne giornalistiche ed editoriali per anni l’antipolitica preoccupandosi unicamente di privare i partiti della possibilità materiale di esercitare i ruolo loro assegnato dalla Costituzione in nome della trasparenza e della lotta agli sprechi, chiudano gli occhi di fronte a uno scandalo che ci avvicina alle barbare costumanze di paesi come la Bielorussia o il Kazhakistan, non a caso governati da ex comunisti come Vincenzo De Luca.

Lo strumento delle primarie, fatta eccezione per quelle di Italia Bene Comune del 2013 che grazie ai socialisti si svolsero con regole chiare e trasparenti, è sempre stato applicato e gestito dal Pd con una superficialità e un pressapochismo disarmanti al punto che in talune aree geografiche si sono sostanziate con l’affermazione dell’illegalità e della frode. E’ evidente che così non si può seguitare.

Lo scorso anno ricorreva il 90 anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti che, al netto di ulteriori approfondimenti storiografici successivi, pagò con la vita la coraggiosa denuncia dei brogli elettorali perpetrati dal regime fascista. Certo, fortunatamente non sono comparse camicie nere e manganelli nelle primarie campane di domenica scorsa, tuttavia l’alterazione dolosa del voto è stata clamorosa e ha recato un ulteriore vulnus alla nostra comunità nazionale.

Non è ozioso dunque rivolgere un appello ai parlamentari socialisti affinchè, magari il prossimo 10 giugno, giorno in cui fu rapito e ucciso Matteotti, presentino un disegno di legge sullo svolgimento delle elezioni primarie di partito o coalizione che contenga regole chiare, improntate alla trasparenza e alla legalità democratica e che preveda forti sanzioni a chi venisse in mente di aggirarle o disattenderle.

Emanuele Pecheux 

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Manuele. Spero che i nostri parlamentari, di cui Di Lello è Capogruppo alla Camera, ascoltino e mettano in pratica l’iniziativa di un disegno di legge per lo svolgimento delle elezioni primarie.
    Sarebbe anche l’espressione migliore con cui i Socialisti possono commemorare l’assassinio di Giacomo Matteotti, che come tu ricordi pagò con la vita la denuncia dei brogli elettorali.
    Spero che per questa tua denuncia non ti venga assegnata la scorta che spetta a coloro che difendono la legalità democratica.
    Je suis socialiste

  2. Le primarie servono solo per fare cassa. I partecipanti li decide la segreteria le regole sono una farsa in piena regola , di che lamentarsi? Le primarie come surrogato delle sezioni dei partiti, ma dove non ci sono più gli iscritti votano tutti ma proprio tutti anche quelli che non sanno di votare,” la democrazia dal basso” o meglio “il basso della democrazia”, Anche il tuo commento caro Emanuele è triste e sconfortante, al pensiero che anche come partito siamo comparse in una commedia dell’assurdo.

  3. E’ comunque un ottimo risultato assaie quello ottenuto da Marco Di Lello. Comunque bisogna considerare quanto sia difficile organizzare delle elezioni primarie in determinate regioni.

  4. In Commissione al ddl costituzionale Boschi fu proposto questo emendamento: 1.0.17
    BUEMI, FAUSTO GUILHERME LONGO, ZIN
    Dopo l’articolo, inserire il seguente:
    «Art. 1-bis.
    (Democrazia interna ai partiti, loro finanziamento pubblico e controllo della Corte costituzionale)
    1. All’articolo 49 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
    ”I partiti devono avere degli statuti che regolamentino la loro attività interna nel rispetto dei princìpi e dei valori espressi nella Costituzione.
    Il controllo sugli statuti e sul rispetto della Costituzione in tutte le fasi delle procedure interne dei partiti è esercitato dalla Corte costituzionale. Salvi i profili civili, penali, amministrativi, contabili, la sanzione più grave può essere l’esclusione dall’attività politica.
    I partiti politici ricevono dei finanziamenti pubblici annuali, in proporzione ai loro appartenenti presenti nei vari organi elettivi della Repubblica e in proporzione ai loro finanziamenti privati.”».

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