martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Primarie Campania. Vince De Luca, a Di Lello oltre il 5%
Pubblicato il 02-03-2015


Vincenzo De Luca e Marco Di Lello dopo la vittoria dell'ex sindaco di Salerno alle primarie del centrosinistra

Vincenzo De Luca e Marco Di Lello dopo la vittoria dell’ex sindaco di Salerno alle primarie del centrosinistra

73.596 voti contro 63.606. Con diecimila voti in più Vincenzo De Luca – classe 1949 – si è aggiudicato la vittoria delle primarie in Campania, sconfiggendo Andrea Cozzolino. L’ex sindaco di Salerno sfiderà quindi l’attuale governatore Stefano Caldoro come candidato della coalizione di centrosinistra alla presidenza della Regione alle elezioni previste per il prossimo maggio. Nei 606 seggi, sparsi in tutto il territorio regionale, si sono recati circa 157 mila cittadini campani, mentre sul corretto svolgimento delle operazioni di voto hanno vigilato osservatori esterni spediti in Campania dalla segreteria nazionale del Partito democratico. Il terzo candidato, il capogruppo del Psi a Montecitorio, Marco Di Lello ha ottenuto oltre il 5% delle preferenze, con un significativo 8% di consensi a Napoli. Soddisfazione è stata espressa anche dal segretario del Psi, Riccardo Nencini e dalla Federazione regionale Psi Campania. 

DE LUCA: ASPETTO DEMENZIALE NELLA LEGGE SEVERINO – Nel commentare la vittoria, De Luca ha espresso un duro giudizio sulla legge Severino che lo ha già fatto decadere da sindaco di Salerno, a causa di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio. Attualmente tuttavia è sospeso dalla carica  non per la legge Severino (il TAR ha infatti sospeso il provvedimento della Prefettura che disponeva la decadenza di De Luca), ma per l’incompatibilità tra la carica di primo cittadino e  l’incarico di sottosegretario che ha ricoperto nel governo Letta. Nel caso in cui dovesse vincere le elezioni – e diventare governatore della Campania – si concretizzerebbe il rischio di una nuova pronuncia di decadenza per De Luca. Per tali ragioni ha parlato di “legge sgangherata”, invocando l’intervento del governo e del Parlamento per una modifica. “Il governo – ha dichiarato – prenda atto del fatto che c’è un aspetto del provvedimento che è demenziale. Gradirei che la questione di Silvio Berlusconi (già decaduto ai sensi della legge Severino, ndr) non fosse accomunata alla mia. Intendo usare la mia posizione per una battaglia di rinnovamento e di civiltà del diritto: non è possibile che la vita dei cittadini sia rovinata per imbecillità. La legge mi consente di candidarmi, il Parlamento risolva la questione della mia elezione: non è un problema mio“.

DI LELLO (PSI): BENE DE LUCA, MA SEVERINO PROBLEMA – “Ci siamo per costruire una coalizione solida, coesa, fondata sui programmi, senza guazzabugli”. Così Marco Di Lello – durante la conferenza stampa di oggi pomeriggio – ha assicurato l’appoggio al vincitore, auspicando che la sua vicenda “si risolva sul piano amministrativo, perché noi non abbiamo bisogno di candidati azzoppati”. Di Lello poi ha aggiunto che “il Pd ha ritenuto De Luca candidabile e gli elettori delle primarie lo hanno votato. Io sono un democratico, rispetto il voto delle primarie. Adesso i partiti dovranno occuparsi di questo problema”.

NENCINI (PSI), SOCIALISTI VIVI E VEGETI – Il segretario del Psi, Riccardo Nencini ha definito lo svolgersi delle primarie “un fatto positivo dopo quattro rinvii e contestazioni di varia natura”, aggiungendo che il risultato ottenuto dal candidato socialista, Marco di Lello “è la dimostrazione che i socialisti sono vivi e vegeti pur in una condizione di estrema difficoltà dovuta ai continui rinvii e alle incertezze sulla tenuta delle primarie. E soprattutto bravo Marco. Ora – ha concluso Nencini – c’è bisogno di una coalizione coesa in grado di contrastare la leadership dell’attuale presidente della Regione Campania.

LE POLEMICHE PRE-PRIMARIE – Le primarie campane sono state in questi ultimi giorni oggetto di polemiche infuocate all’interno del centrosinistra. Uno dei candidati, Gennaro Migliore, si è ritirato all’ultimo momento dalla competizione, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il segretario-premier Matteo Renzi. Dopo l’uscita di scena di Gennaro Migliore, il deputato del Pd Guglielmo Vaccaro, esponente “lettiano” del Partito democratico campano, ha annunciato l’autosospensione dal Pd. La clamorosa decisione di Vaccaro è seguita a quella dell’europarlamentare Massimo Paolucci, che ha lasciato il Partito democratico denunciando il rischio che le primarie possano  essere “un replay peggiore di quelle svolte nel 2011”. “Tanti sanno – ha detto Paolucci- che sotto gli occhi di tutti si stanno spendendo montagne di soldi e che si stanno definendo accordi con interi settori del centrodestra e con i protagonisti della stagione cosentiniana”. L’onorevole Guglielmo Vaccaro recentemente ha sparato zero sui propri compagni di partito De Luca e Andrea Cozzolino. In una lettera indirizzata ai presidenti delle Commissioni di Garanzia per le primarie, Vaccaro ha sottolineato come “le primarie si svolgono con un candidato condannato ed incompatibile con incarichi pubblici ai sensi della legge Severino e un candidato che fa una campagna sostenendo spese che vanno ben al di là del consentito”. L’esponente del Pd auspicava quindi la sospensione delle primarie per evitare al Partito “un danno elettorale ormai incipiente”, aggiungendo di non escludere “di guardare ad altri candidati fuori dal Pd come Nino Daniele o lo stesso Caldoro”. “Tra me e il segretario Renzi c’è una totale identità di vedute. Renzi sa, ma non può dire – ha attaccato Vaccaro – che per  la democrazia e l’integrità delle casse pubbliche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino”.

Pier Paolo Palozzi

 

 

 

 

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