lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Renzi-Boldrini, litigio sul ruolo del Parlamento
Pubblicato il 06-03-2015


Boldrini-Renzi-scontroRitenere opportuno vengano tenuti in considerazione i pareri delle Commissioni e si limiti all’essenziale la decretazione d’urgenza “non significa affatto uscire dal mio perimetro istituzionale”. Intervistata dalla Stampa e  dal Secolo XIX, la presidente della Camera Laura Boldrini replica alle critiche del premier Renzi: “Al contrario, difendere l’Aula – dice – è  il mio primo dovere di presidente della Camera”. Risponde così la Presidente della camera alle parole di Matteo Renzi che in una intervista all’Espresso  vede la nascita di un partito guidato da Maurizio Landini o da Laura Boldrini. “Non mi spiego – sono le parole di Renzi – certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale”.

Parole che non ha gradito affatto. “Ritenere opportuno – ha detto ancora Laura Boldrini – che vengano tenuti in considerazione i pareri delle Commissioni, così come che si limiti all`essenziale la decretazione d’urgenza non significa affatto uscire dal mio perimetro istituzionale. Al contrario, difendere le prerogative del Parlamento è il primo dovere di un presidente della Camera. In ogni caso – ha aggiunto Boldrini – non intendo alimentare ulteriori polemiche, anche se ritengo fisiologico che ci possa essere una certa dialettica tra istituzioni, soprattutto su questi temi”. Alla fine la Boldrini conclude: “Abbiamo un sacco di cose da fare e
non abbiamo tempo da perdere in polemiche. Quello che dovevo dire l’ho detto”.

Insomma un vero e proprio scontro istituzionale tra la terza carica dello Stato e il presidente del Consiglio, poco abituato evidentemente a ricevere indicazioni. Lo scontro è sull’uso della decretazione d’urgenza che in realtà coinvolge Governo, Presidenza della Repubblica e anche le Camere.

Naturalmente il mondo politico si è subito diviso tra sostenitori di uno o dell’altro alimentando ulteriore polemica. “Non credo che Renzi – ha detto Nichi Vendola  leader di Sel, partito a cui appartiene anche la Boldrini – possa dare lezione sui perimetri istituzionali perché lui gioca nel suo campo e in quello degli altri, è uno di quelli che ha ridotto il Parlamento in una condizione servile e che pensa che tutti quelli che provano a rimetter al centro la dignità della funzione legislativa disturbano il manovratore”.  E poi ha aggiunto: “Pare che unico titolato a fare politica e a fare antipolitica in Italia sia Renzi. Mi dispiace per lui ma questo non potrà essere”.

In difesa della Boldrini anche il capogruppo di Sel, Renato Scotto: “Il perimetro istituzionale di Laura Boldrini sta nella difesa dell’autonomia del Parlamento. Renzi pensa che le Camere siano una dependance di Palazzo Chigi”.

Il soccorso al presidente del consiglio è arrivato puntuale con la vice segretaria del Pd Debora Serracchiani che subito ha ripetuto la lezioncina imparata a memoria: “In alcune osservazioni la Boldrini ha travalicato il suo ruolo, spetta al presidente della Repubblica esprimersi” sulla necessità o meno di un decreto”.

A difendere la Boldrini anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: “Penso che le critiche espresse dal presidente della Camera siano corrette. L’organo della nostra Repubblica – ha detto Camusso – è il Parlamento e pare abbastanza strano sostenere che non sia un luogo della politica. Siamo di fronte a un governo che agisce prevalentemente per decreto, di un governo che agisce per decreto se c’è un dibattito parlamentare che non determina l’approvazione dei provvedimento. E’ una tendenza che non è in linea con la nostra Costituzione – ha concluso – affermare che noi siamo una sorta di Repubblica presidenziale mentre siamo una Repubblica parlamentare”.

Ginevra Matiz

 

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