mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Riassetto Regioni.
Il cuore dell’Etruria
tra sviluppo e tradizione
Pubblicato il 12-03-2015


Il suggestivo lago di Vico, in provincia di Viterbo

Il suggestivo lago di Vico, in provincia di Viterbo

Con in nuovo disegno di legge firmato Roberto Morassut (PD), sembra profilarsi un drastico riassetto delle Regioni italiane tra scorporamenti ed annessioni. Il tema che forse più di tutti fa discutere è proprio l’assorbimento di singole Province da parte di agglomerati assai più consistenti ed uniformi dal punto di vista politico-sociale. Tali piccole realtà, soprattutto se deboli demograficamente, rischiano di perdere tutte le loro caratteristiche culturali. Un situazione simile si prospetta ad esempio per la Provincia di Viterbo (Lazio); da sempre zona estremamente vitale della Regione, Viterbo rischia di sparire assorbita dalla nuova Regione Appenninica (Toscana, Umbria e prov. di Viterbo).

Il Lazio a differenza di altre Regioni italiane ha una concentrazione demografica assai poco equilibrata. Si pensi solo che su una popolazione totale di 5.600.000 abitanti ben 2.700.000 risiedono nella Capitale, rendendo questa Regione estremamente monocentrica. L’Alto Lazio, il viterbese, e il reatino hanno subìto pesantemente negli anni un mancato sviluppo produttivo ed economico necessario per la sopravvivenza di queste realtà. Se si dovesse arrivare ad un completo assorbimento queste particolari Province, che poco o nulla hanno a che fare con le Regioni di destinazione, rischierebbero di sparire definitivamente.

Proprio in previsione di un possibile assorbimento, questa Provincia ha implementato le sue lodevoli iniziative politico-culturali tanto che il cuore dell’Etruria ha ricominciato a battere. Si riafferma l’appartenenza al territorio chiamato “Etruria Meridionale”, ricco di storia, arte, cultura e natura che intendono, nel modo più assoluto, esportare, promuovere e far conoscere al mondo intero, attraverso una serie di programmi e progetti e sfruttando il Porto di Civitavecchia e l’aeroporto di Fiumicino, dove ogni anno passano migliaia e migliaia di turisti e visitatori di ogni angolo del pianeta.

Abitata sin dall’età del ferro, l’Etruria rappresentò il punto di massimo sviluppo della cultura etrusca, intesa come evoluzione di quella villanoviana, dando vita alla migliore produzione artistico-culturale. Basta ricordare siti di importanza storica come Veio, Volsinii, Caere, Tarquinia, Tuscania, Vulci ed altre città per dare l’idea della magnificenza della civiltà tirrenica in questa zona. Molte sono le proposte sviluppate nell’ultimo anno soprattutto da esponenti del PSI locale e tra le più importanti sicuramente troviamo il Geoparco dell’Etruria.

Difatti la creazione di un Parco nazionale della Tuscia denominato proprio “Geoparco dell’Etruria’’ permetterebbe un riequilibrio territoriale significativo per il viterbese. Secondo la classificazione UNESCO si definisce ‘’Geoparco’’ un territorio caratterizzato dal un ricco patrimonio sia geomorfologico che geologico oltre una notevole ricchezza culturale, storica e naturalistica. Sicuramente una denominazione UNESCO porterebbe un notevole slancio turistico ed economico di cui la provincia ha fortemente bisogno. Una delle maggiori particolarità della Tuscia Etruria Meridionale e aver mantenuto inalterata nel tempo quasi l’intera area primordiale, potendo disporre di luoghi vecchi di milioni di anni su cui è stata scritta la storia di questa regione.

La proposta, del Geoparco dell’Etruria meridionale, ha raggruppato sotto di sé molte tra associazioni di categoria e consensi popolari. Importante l’approfondimento avvenuto nel recente convegno di Ronciglione indetto dalla sezione PSI e della Federazione Psi di Viterbo, sul tema: “Il riassetto del territorio per lo sviluppo economico e la salvaguardia della salute e dell’ambiente”, in particolare dei Monti Cimini e del lago di Vico. Il segretario PSI di Ronciglione e presidente AICS provinciale, Raimondo Chiricozzi ha nella sua relazione argomentato le motivazioni che sono alla base della proposta del “Geoparco dell’Etruria meridionale”, strumento importante per il riequilibrio del territorio. L’on. Oreste Pastorelli ha altresì ricordato che “in attesa di quello che dovrà essere la ristrutturazione regionale del Paese, l’impegno del PSI rimane nella difesa e valorizzazione di quei territori che da sempre sono retaggio della nostra cultura storica e politica.’’

Alessandro Munelli

                                                                                                                                     Alessandro Munelli

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Commenti all'articolo
  1. CARO DIRETTORE,
    Gli anni scorsi ho contribuito con i cittadini della frazione MARMORE di Terni a bypassare la famosa cascata per la costruzione della superstrada Rieti-Terni, che poi prosegue sino ad Orte e Viterbo e dovrebbe arrivare a Civitavecchia, ma mi pare oggi sia ferma a Vetralla. Quindi l’alto Lazio si dovrebbe assestare con la regione Umbra-Sabina-Rieti-Viterbo, inglobando forse Terni-Amelia e l’Umbria meridionale…Sono stato per anni convinto di ciò…Eppure non è così semplice…La Toscana col GRANDUCA Renzi può annettersi l’ETRURIA VITERBESE e L’Orvietano che mal digerisce di stare con Terni. Rieti città potrebbe pure far parte del progetto ut supra, ma la gran parte delle zone montane del reatino, preferiscono l’Abruzzo e le Marche. Di quì la necessità che i progetti di macroregioni non vengano fatti sulla carta, bensì per situazioni omogenee e condivise dai cittadini, onde non creare DISFUNZIONI come è successo con l’abolizione dei Tribunali.

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