lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Riforma Rai: escono i partiti, entra il governo
Pubblicato il 12-03-2015


Rai-riformaE ora tocca alla Rai. La foga riformista del governo non si ferma. E all’ordine del giorno del cdm di giovedì si parlerà appunto del servizio pubblico radiotelevisivo con la presentazione di un disegno di legge sulle linee guida di riforma. Un progetto che, tra le altre cose, attribuisce al governo il potere di nomina dell’amministratore unico della Rai.
“È giusto che l’azionista nomini chi amministra” è il commento a sostegno di questa impostazione del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Insomma da una parte si chiede alla politica di uscire dalla Rai, cosa giusta e sacrosanta, ma dall’altra il Governo sembra voler entrare in prima persona diventato azionista di riferimento.

Lo spiega il senatore del Psi Enrico Buemi: “Chiedere ai partiti e al Parlamento di fare un passo indietro dalla Rai è giusto ma non va che, mentre essi fanno un passo indietro, il Governo faccia un passo avanti nella governance Rai”.

Per Buemi,membro della commissione di Vigilanza Rai e relatore del ddl a sua prima firma (S. 1570) sulla riforma della Rai, incardinato in commissione Lavori pubblici al Senato, “l’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo deve saper rappresentare la complessità culturale, sociale e politica della società italiana e, quindi – osserva – non può essere omologata alla linea espressa, seppur in modo autorevole ed efficace, da un amministratore delegato di nomina governativa. La Rai è e deve restare una grande istituzione culturale terza e plurale perché alimentata dal canone di tutti gli italiani che lo pagano – continua il senatore socialista – e non può essere espressione di una sola parte seppur maggioritaria e democratica. Sarebbe utile garantire inoltre nella governance dell’azienda radiotelevisiva di Stato una rappresentanza diretta degli utenti paganti il canone”.

La scelta di affidare al governo la nomina di un manager al guida della Rai secondo alcuni sarebbe incostituzionale. Tra questi anche l’ex presidente della Rai Roberto Zaccaria che in un colloquio con il Corriere della Sera afferma che “la Corte costituzionale ha sempre espresso pareri nitidissimi: gli organi di governo della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo non possono essere espressione esclusiva o prevalente del potere esecutivo. A mio modo di vedere, se lo schema per i vertici è quello che si dice, appare improponibile che l’amministratore delegato, nelle cui mani dovrebbe andare la massima concentrazione dei poteri, possa essere non solo indicato dal ministero dell’Economia ma soprattutto votato dal Consiglio dei ministri”, dice Zaccaria.

“Si potrebbe anche accettare l’idea che uno o due consiglieri siano designati dall’esecutivo, ma non certo il detentore del governo aziendale. Il cda, così come avviene nella gran parte delle tv pubbliche europee, dev’essere espressione
della complessità sociale”.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini “tutto si può dire sulla proposta avanzata in CdM, ma una cosa è certa: la riforma della Rai è improcrastinabile perché così come funziona oggi, non risponde più alle esigenze fondamentali di un’informazione corretta ed equilibrata. Purtroppo oggi – prosegue – il vertice della Rai dimostra anche di non rispondere in alcun modo al Parlamento visto che il suo direttore generale, Luigi Gubitosi, neppure risponde alle richieste di spiegazioni su comportamenti che sono gravemente lesivi del diritto all’informazione. Di fronte alla richiesta di accertare e spiegare uno squilibrio ripetuto e conclamato relativamente alle presenze televisive che riguardano il Psi, alla impossibilità degli esponenti di questo partito di motivare posizioni assunte nel dibattito parlamentare, il dottor Gubitosi ha mostrato un’indifferenza al limite dell’offesa. Ben venga dunque – conclude – una riforma che faccia chiarezza sulle responsabilità di gestione, che impedisca a un Gubitosi qualunque di ignorare anche le regole fondamentali della correttezza e del bon ton istituzionale”.

Redazione Avanti!

 

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