martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Riscatto dei contributi.
Quali sono i periodi da richiedere
Pubblicato il 23-03-2015


Anticipare la data di pensionamento e incrementare l’importo della pensione. Sono questi i due effetti, peraltro congiunti, che insieme alla deducibilità fiscale dell’onere, costituiscono i parametri utili per valutare e decidere se e quando richiedere il riscatto contributivo dei periodi previdenzialmente non coperti. Si va dal corso di laurea, al lavoro all’estero al servizio civile, ma rientrano anche alcune assenze facoltative per maternità se poste al di fuori del rapporto di lavoro, o di congedo per assistere un disabile. Esistono poi alcune specifiche tipologie di contribuzione per le quali avviene l’accredito figurativo valido però ai soli fini del diritto alla maturazione della pensione: in questi casi il riscatto potrà essere invocato per far valere gli stessi anche per la misura numeraria dell’assegno pensionistico. Possono esercitare tale facoltà i lavoratori dipendenti, anche se iscritti a fondi speciali, gli autonomi, gli iscritti alla gestione separata sia Co.co.co sia professionisti.

I Collaboratori coordinati e continuativi possono in particolare riscattare i relativi periodi se antecedenti al 1° gennaio 1996, fino a un massimo di cinque annualità, se per detti lassi di tempo non abbiano copertura contributiva. Importante: dal 1° gennaio 2008, il solo riscatto degli anni di laurea, è consentito ai giovani laureati, anche senza lavoro e non iscritti a forme previdenziali: la deducibilità dal reddito del contributo può spettare in alternativa ai familiari che li hanno fiscalmente a carico. Gli oneri previdenziali da riscatto si possono corrispondere in unica soluzione, entro 60 giorni dalla richiesta, o a rate, con un massimo di 60, tranne per la laurea, per la quale possono arrivare a 120. Niente rateizzazione a chi è già titolare di pensione o se i contributi riscattati debbano essere immediatamente utilizzati per l’erogazione di un trattamento di quiescenza. Riscattare subito gli anni di laurea – si suggerisce – conviene almeno per due motivi. Il primo legato al calcolo che viene elaborato, tenendo conto oltre che dell’età dell’iscritto e del numero di anni oggetto della istanza, anche dello stipendio percepito al momento della presentazione. Quindi quasi sempre si tratta di un importo basso che – nel caso in cui il giovane non sia ancora occupato – viene sostituito dal minimale imponibile per artigiani e commercianti. Il secondo deriva dal fatto che nell’ipotesi di pagamento rateale, il contributo (che rimane fisso) si svaluta a causa dell’aumento del costo del denaro.

Va detto che è possibile riscattare solamente gli anni del corso legale di laurea, e che, ancorché sia possibile scegliere se riscattare tutto il corso o singoli periodi, chi non ha concluso gli studi non potrà avvalersi di questa facoltà. Anche i periodi di servizio civile volontario avviati dal 1° gennaio 2009 sono riscattabili, in tutto o in parte, a domanda dell’assicurato (che, si ricorda, va inoltrata esclusivamente in modalità telematica). Questo a condizione che sussista almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui il riscatto viene richiesto e che non siano già coperti da contribuzione. Idem per le assenze facoltativa per maternità, se intervenute fuori del rapporto di lavoro, e per i periodi di congedo richiesti per prestare assistenza o curare familiari inabili che possono essere oggetto di riscatto se il richiedente può vantare 260 contributi settimanali versati. Mentre i periodi di impiego nelle attività di lavori socialmente utili, per i quali viene erogato il relativo trattamento economico, fino al 31 luglio 1995 sono coperti da contribuzione figurativa utile ai fini del conseguimento del diritto a pensione e ai fini della determinazione della misura della medesima prestazione. Ma, siccome a partire dal 1° agosto 1995, i periodi di lavoro socialmente utili per i quali continua a essere corrisposto il relativo assegno, sono efficaci ai soli fini dell’acquisizione dei requisiti assicurativi per il diritto alla quiescenza.

Gli stessi, pertanto, possono essere riscattati direttamente o dai familiari superstiti ai fini pensionistici per la misura della pensione. Infine, l’’attività lavorativa all’estero che può essere riscattata soltanto se il lavoratore abbia svolto una pratica lavorativa in un Paese non convenzionato con l’Italia, anche nei casi in cui questi lassi di tempo siano stati assicurati presso lo stato straniero e nell’ipotesi si sia percepita una pensione per essi. L’interessato deve essere cittadino italiano al momento di presentazione della domanda di riscatto e deve avere i documenti idonei a comprovare l’effettivo espletamento dell’impiego avvenuto.

Inps, la certificazione unica 2015

E’ disponibile il modello di Certificazione Unica dei redditi. Il modello è necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Per ottenere la Certificazione Unica, si può accedere al servizio online disponibile su questo sito dalla voce “Servizi al cittadino”. Si può visualizzare e stampare il modello della Certificazione Unica e per questo servizio è necessario avere il Pin. Chi non ne è ancora in possesso può richiederlo: direttamente online sul sito istituzionale – sezione Servizi > Pin online; tramite Contact Center al numero 803164 gratuito da rete fissa o a pagamento dal cellulare al numero 06164164: presso le sedi Inps.

Per imprese, consulenti e professionisti. Novità sulle modalità di accesso ai servizi ex Enpals 

Dallo scorso 27 febbraio i servizi per Imprese, Consulenti e Professionisti del settore Sport e Spettacolo, saranno accessibili dalla voce “Servizi per le Aziende e Consulenti” della sezione “Servizi On Line”. Per accedere ai suddetti servizi sarà necessario utilizzare le procedure di autenticazione e gestione dei profili di accesso previste per i datori di lavoro con dipendenti e per gli intermediari abilitati. Pertanto i vecchi Pin della gestione ex-Enpals non potranno più essere utilizzati. i soggetti non ancora in possesso di un Pin Inps, possono richiedere il rilascio del nuovo Pin, per la tipologia pertinente, direttamente alle Sedi territoriali Inps. Coloro che dispongono già di un Pin Inps, ma ancora non attivato con profilo Aziende, Consulenti e Professionisti, potranno richiederne l’attivazione per il profilo necessario, sempre alle Sedi territoriali Inps.

Lavoro. Sindacati su pensioni: “Sì a flessibilità in uscita”

Sì a più flessibilità in uscita nel sistema pensionistico. Hanno risposto così, anche se con qualche distinguo, i sindacati alle parole del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che, in un’intervista al ‘Corriere delle sera’, ha annunciato una riflessione sul tema. “Per quanto riguarda la flessibilità per l’accesso al pensionamento, per la Uil – ha detto Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil – la via maestra è quella di prevedere un range tra 62 e 70 anni entro il quale le persone possono scegliere, oppure attraverso la possibilità di combinare età e contributi senza ulteriori penalizzazioni che sono già insite nel sistema contributivo”. E ancora Barbagallo sull’anticipata riforma della governance dell’Istituto: “Al presidente Boeri – ha spiegato – ricordiamo che all’Inps, dal 2008 a oggi, c’è stata una gestione monocratica, l’esatto contrario di una gestione duale e tantomeno di una cogestione”. “Le parti sociali hanno proposto nel 2008 e nel 2012 una riforma della governance dell’Istituto basata su un vero sistema duale: un organo di gestione, nominato dal governo, e un Civ, composto da rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, con reali poteri di indirizzo e di controllo, a cominciare dall’approvazione, in via esclusiva, del bilancio dell’ente. I governi, che si sono succeduti in questi anni, sono stati sordi rispetto a questo tema”, ha sottolineato Barbagallo. Per Marco Paolo Nigi, segretario generale della Confsal, “la possibilità di andare in pensione prima con un assegno più leggero, dando al sistema un po’ di flessibilità, è una proposta che il sindacato, e la Confsal in particolare, ha già fatto. E’ una buona idea, vedremo se si realizzerà”.

“Ognuno – ha insistito Nigi – dovrebbe poter andare in quiescenza quando vuole, naturalmente con quanto ha versato”. E sulla nuova organizzazione del Civ dell’Istituto, prospettata da Boeri, Nigi ha dichiarato: “Vedremo che cosa partorirà la montagna, secondo me un topolino…”. E sulla possibilità per i lavoratori privati, e poi anche per i pubblici, comunicata da Boeri, di poter sapere con quanto andranno in pensione Nigi ha affermato: “Anche adesso – ha concluso – andando in un qualsiasi patronato, in modo gratuito, si possono avere le ricostruzioni di carriera e sapere quanto sarà l’importo del proprio trattamento previdenziale”. Da parte sua, la Cgil ha chiesto un tavolo sul tema delle pensioni. “Chiediamo al governo – ha affermato Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil – di aprire al più presto un tavolo per cambiare radicalmente la legge Fornero: necessario intervenire introducendo meccanismi di flessibilità, ma senza prevedere nuovi tagli agli assegni pensionistici”.

Lamonica ha ricordato la posizione della confederazione di corso d’Italia: “L’esigenza di flessibilità ormai ineludibile, deve significare la modifica dei requisiti di accesso e quindi l’abbassamento delle soglie di età in cui è possibile andare in quiescenza, poiché quelle attualmente previste sono palesemente insostenibili. Non può trattarsi – ha puntualizzato Lamonica – di un ulteriore taglio alla consistenza delle prestazioni previdenziali, e quindi di un’operazione pagata interamente dai lavoratori, ma di una riconsiderazione dell’impianto rigido e punitivo della legge, anche alla luce” di quanto sono diversi i lavori “cui questa, invece, si applica in modo uniforme”. Per il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, “le reiterate aperture di disponibilità dell’esecutivo a intervenire sulle regole di accesso al sistema pensionistico sono importanti, ma arriva un momento in cui devono tradursi in un percorso che renda a tutti evidente la volontà di cambiamento: annunciare di voler risolvere i problemi con questa o quella soluzione, senza prima averli approfonditi rischia di aggravarli, facendone sorgere altri”.

E a parere del responsabile nazionale dell’Ufficio previdenza Ugl, Nazzareno Mollicone, “la questione della flessibilità nell’età pensionabile è un tema sempre sostenuto dal sindacato visto che i lavoratori non sono tutti uguali sia per i lavori svolti sia per le condizioni di salute; non ha quindi alcun senso intervenire se non per sanare i disastri causati dalla Legge Fornero, scelta che comunque dovrebbe maturare dopo un confronto con le parti sociali”.

Novità fiscale 2015. L’invio del 730 pre-compilato 

Nel corso di quest’anno, come è noto, ci sarà una grande novità per gli italiani, infatti entrerà in vigore il nuovo 730 precompilato. Ci sono diverse differenze rispetto al 730 ordinario degli scorsi anni, eccole nel dettaglio. Innanzitutto dalla metà di aprile alcune categorie di lavoratori potranno presentare il 730 precompilato, un modello che già contiene tutte le informazioni necessarie. Queste informazioni possono anche essere modificate dall’utente, nel caso in cui ci sia stata qualche variazione rispetto al passato. A differenza del modello 730 normale, questo già compilato ha un regime di controllo molto più basso, e quindi c’è una minore burocrazia attorno a questo documento. Nel caso in cui si devono modificare le informazioni contenute nel 730 precompliato, queste vanno fatte entro il 7 luglio. Per poterlo richiedere basta andare sul sito dell’agenzia delle entrate, c’è un’apposita sezione online attraverso la quale inviare il 730, inoltre, sempre nella stessa sezione, si possono visualizzare e scaricare altri documenti fiscali. Il 730 pre-compliato andrà ad indicare le informazioni che sono presenti nella certificazione unica, alcuni elementi patrimoniali e reddituali del soggetto interessato, che sono contenuti nel database dell’agenzia, e altre informazioni fiscali generali.

Naturalmente per il contribuente c’è il grande vantaggio di non perdere tempo per la compilazione del documento, inoltre si risparmiano anche i costi per l’assistenza fiscale necessaria a compilarlo, e si semplifica anche il lavoro dei centri di assistenza fiscale. Una novità voluta dal Governo Renzi, per portare avanti il processo di riduzione della burocrazia nella pubblica amministrazione, inoltre la politica che si vuole seguire è che il fisco diventi più collaborativo, e meno oppressivo, nei confronti del cittadino.

Carlo Pareto

                                                       

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento