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Opinioni e commenti
 

Ruby. Berlusconi assolto, la vergogna resta
Pubblicato il 11-03-2015


Berlusconi-Ruby-assoltoDopo una camera di consiglio durata diverse oltre nove ore, la Cassazione ha ieri confermato l’assoluzione dell’ex premier Silvio Berlusconi dall’accusa di concussione e prostituzione minorile. Berlusconi non sapeva che la giovane Ruby aveva meno di 18 anni e la cedevolezza del capo di gabinetto della questura di Milano alle sue telefonate non fu il frutto di una pressione illecita.

In primo grado il leader di Forza Italia era stato condannato a sette anni di reclusione dal tribunale di Milano mentre in appello era stato, invece, prosciolto. Nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Eduardo Scardaccione, aveva sottolineato “la piena sussistenza” dei reati contestati all’ex premier. Per quanto riguarda l’accusa più grave, quella di concussione, ad avviso del pg nella telefonata che Berlusconi fece al capo di gabinetto della questura di Milano, Pietro Ostuni, era stata esercitata “una pressione irresistibile per la sproporzione tra il soggetto che ‘subiva’ la telefonata e il soggetto che da presidente del Consiglio, aveva chiamato”. Secondo il pg questa è stata la “violenza originaria” che ha caratterizzato il reato concussivo.

“La violenza di Berlusconi è stata grave, perdurante e inammissibile” ed inoltre fin dall’inizio “era consapevole che Ruby era minorenne”, tanto è vero che il capo della scorta dell’ex premier, Estorelli, “usa la parola affido parlando della ragazza”: “non c’è nessun dubbio che ci sia stata costrizione, in quella telefonata, e che la indebita prestazione, il rilascio di Ruby, sia stata ottenuta in un settore delicatissimo quale è quello della custodia dei minori”. Scardaccione, inoltre, ha definito “l’episodio nel quale Berlusconi dice che Ruby è la nipote di Mubarak degno di un film di Mel Brooks: episodio per il quale ci ha riso dietro il mondo intero”. Durissimo, infine, l’affondo del pg sulla “passione per le minorenni” nutrita da Silvio Berlusconi: ad avviso di Scardaccione “non è una coincidenza che, per usare le parole di Ruby, Noemi Letizia era la sua pupilla e Ruby il suo ‘fondoschiena’, ed entrambe erano due minorenni”.

La notizia ha ovviamente galvanizzato Silvio Berlusconi che commentando la sentenza ha annunciato la sua volontà di un pieno rientro in politica. “Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra, un’Italia migliore, più giusta e più libera”. “Finalmente la verità. Oggi – ha aggiunto – è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto. Ero certo che le mie ragioni sarebbero state riconosciute. Rimane però il rammarico per una vicenda che ha fatto innumerevoli danni non solo a me ma a tutti gli italiani”.

La realtà è ovviamente ben diversa da come se la rappresenta Berlusconi su cui pesa prima di tutto un giudizio politico incontrovertibile: i suoi governi hanno impoverito il Paese, delegittimato ulteriormente le Istituzioni anche con i suoi comportamenti pubblici, rafforzato il processo di delegittimazione e destrutturazione delle forze politiche e dei sindacati, con i risultati che abbiamo oggi tutti sotto gli occhi. Ma anche sul piano processuale, pur essendo stato assolto, sono stati drammaticamente confermate nella sostanza le accuse, sia quella dell’uso della prostituzione che quello delle pressioni sulla questura di Milano. Comportamenti non censurabili da un punto di vista strettamente legale, ma indubbiamente riprovevoli per chi dovrebbe rappresentare con dignità e autorevolezza un popolo e un Paese.

Poi bisogna dire che la Legge Severino, una delle leggi che l’allora presidente del Consiglio si fece costruire su misura da un Parlamento obbediente, modificando i termini della concussione ha reso di fatto possibile la definitiva assoluzione di oggi. Insomma, la conferma che per i ‘potenti’ c’è sempre un occhio di riguardo e che se proprio non possono far interpretare la legge a loro favore possono in qualche caso cambiare la legge stessa.

Dunque Berlusconi dovrebbe avere il buon gusto di tacere e di vergognarsi e invece canta in un coro dove si alternano le voci di fan e adulatori. Per la fidanzata ufficiale Francesca Pascale “dopo cinque anni di calunnie e fango mediatico (…) finalmente la verità ha vinto”; Giovanni Toti, consigliere politico si aspetta “una riforma della giustizia che metta al sicuro l’equilibrio della democrazia nel nostro Paese”; Maurizio Gasparri parla di “fine di una persecuzione”; Debora Bergamini parla di “grande gioia dopo tante amarezze e tante montature” mentre Luca D’Alessandro si domanda “chi ripagherà il leader di Forza Italia dalla denigrazione e dal massacro mediatico a cui è stato sottoposto in questi anni” e gli fa eco Anna Maria Bernini, vice presidente dei senatori FI: “Assolto, ma chi risarcisce Berlusconi della sofferenza e dei danni politici di questi anni?”.

Secondo Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, “il processo Ruby ha sputtanato Berlusconi e l’Italia. Era un processo da non fare, migliaia di intercettazioni, costi enormi, si è indagato un presidente del Consiglio, si sono indagati e infamati i suoi ospiti privati, si è verificato secondo giustizia che non c’è stato alcun reato”. A parte la bugia dei costi enormi – poco più di 60 mila euro in quattro anni – Brunetta ovviamente tace sulla legge Severino come tace sul voto con cui anche lui assieme agli altri parlamentari di Forza Italia votarono alla Camera la ‘credibilità’ della panzana della ‘nipote di Mubarak’. In questo caso la vergogna di quei comportamenti che hanno offerto dell’Italia un’immagine anche peggiore di quella impersonata dallo stesso Berlusconi, viene semplicemente dimenticata.

Assoluzione o meno, Berlusconi, anche per ragioni anagrafiche, ha concluso miseramente la sua carriera politica e se non fosse stato per Matteo Renzi e il ‘patto del Nazareno’ di cui si è servito per piegare il PD e il Parlamento, probabilmente se ne parlerebbe ancora di meno. Di certo è davvero poco credibile l’idea che possa riprendere in mano le sorti di un partito che non è mai stato tale, per sua volontà, e che oggi denuncia tutti insieme i limiti assoluti della mancanza di un progetto, di un’idea comune, di un percorso che non fosse quello del perseguimento degli interessi del suo leader e fondatore.

La prossima battaglia – e in questo potrebbe trovare alleati interessati nel PD renziano – sarà per modificare la legge Severino che gli impedisce di potersi candidare. Una legge che tiene sulle spine anche l’ex Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che potrebbe trovarsi a essere eletto presidente della Regione Campania e costretto un secondo dopo a lasciare la poltrona perché già condannato in primo grado.

Alvaro Steamer

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Commenti all'articolo
  1. per essere un giornale espressione di un partito garantista , questo articolo la dice lunga sulla linea della nuova dirigenza Socialista .
    Dalla morte di Craxi un susseguirsi di nullità hanno guidato il nostro
    glorioso partito . W Scardaccione !!!

    • Non capisco: si è garantisti solo se si è d’accordo con Berlusconi? Un uomo politico che ha rappresentato l’Italia non va giudicato anche per i suoi comportamenti pubblici? O considerare le donne giovani e carine come una merce, gli organi di polizia come camerieri al proprio servizio, mezzo Parlamento come una dependance del proprio consiglio di amministrazione va bene solo perché chi lo fa dice di essere contro i comunisti e la magistratura? Che c’entra il Partito socialista con uno come Berlusconi?

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