martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sardegna, nessuna
risposta a 17 mila
lavoratori in mobilità
Pubblicato il 27-03-2015


lavoratori sardi-mobilitaNella giornata del 25 marzo si è tenuto a Roma l’incontro con il ministro Poletti per discutere della questione ammortizzatori sociali. Il CLAS (Comitato Lavoratori Attivi Sardegna) alla luce delle dichiarazioni a caldo rilasciate dell’Assessore Mura, si dichiara del tutto insoddisfatto del parziale, ininfluente, esito al contrario dell’assessore Virginia Mura. Afferma infatti l’assessore al termine dell’incontro, svoltosi nella sede del Ministero: “Siamo soddisfatti si tratta di un primo risultato importante ottenuto anche grazie alla sensibilità delle altre Regioni che non si sono opposte alla decisione di assegnare alla Sardegna una quota parte più che doppia rispetto a quanto ci spettava. Il decreto ci consentirà di avviare quanto prima il pagamento di almeno 4 mensilità”.

L’ennesima presa in giro, un tentativo maldestro di provare a rassicurare l’ormai crescente rabbia dei 17 mila lavoratori che attendono da oltre 15 mesi il saldo delle competenze spettanti per il 2014. Le stesse precise dichiarazioni fatte passare per previsioni negli incontri del 9 febbraio scorso in assessorato al lavoro con i signori Vacca e Mereu del Gabinetto dell’Assessore Mura, e in quello del 19 marzo in giunta regionale, con il Presidente Pigliaru che non cambiano di una virgola.
Un viaggio a Roma che possiamo definire “inutile” anche in virtù del fatto che il decreto, come si evince sempre dalla nota stampa della RAS – “Il Ministro ha fatto sapere che entro la fine di marzo, al più tardi agli inizi di aprile, sarà emanato il decreto con il quale saranno ripartite le risorse.” – non è stato ancora firmato. Ed in considerazione di questo, e delle esperienze passate, possiamo senza indugi affermare che bene che vada per i primi pagamenti di queste ipotetiche “almeno quattro mensilità per tutti”, non ci saranno prima del mese di giugno.

E il resto, quando avremo modo di vedercelo “accordato” come fosse una cortesia? Per tutte queste ragioni questa mattina una delegazione CLAS si è recata presso la sede dell’ Assessorato al lavoro per chiedere un incontro con lo staff dell’ Assessore Mura.

Dopo due ore di attesa in androne, la notizia: “Sono ancora in riunione, non si sa quando terminano. Lasciate un recapito per esser contattati per un appuntamento”.

Esasperata, la delegazione si è recata presso la sede della Prefettura di Cagliari nella speranza di poter prendere un appuntamento quanto prima col il Prefetto perché convochi nel più breve tempo possibile un tavolo di emergenza sociale. Con grande sorpresa della delegazione non è stato possibile nemmeno accedere all’ufficio di segreteria; si deve chiamare il centralino e farsi mettere in comunicazione con la stessa, la quale prende nota del recapito telefonico da richiamare e il motivo della richiesta. Infine, nel primo pomeriggio, finalmente una chiamata da parte dell’assessorato al lavoro.

Il dottor Vacca fa sapere che può concedere udienza il giorno 8 aprile. Ma a fare che l’8 aprile? Questo è il livello di disponibilità al dialogo e al confronto da parte delle istituzioni le quali non sembrano accorgersi che sono scaduti i limiti di umana sopportazione. Non si può accettare – dicono i portavoce del CLAS – che un assessore al lavoro si dichiari soddisfatta del fatto che altri assessori di altre regioni abbiano acconsentito di elargire alla Sardegna somme maggiori rispetto a quelle spettanti. Basta ! Se questo non è assistenzialismo, proprio quello che dicono di voler contrastare, diteci cos’è.

Occorre pretendere di avere le somme corrispondenti al reale fabbisogno per soddisfare la celere chiusura dei pagamenti arretrati del 2014 e mettere subito in campo ogni iniziativa mirata a garantire i pagamenti per il 2015/2016, perché, ricordiamo, dal 1 gennaio 2017 entrerà a pieno regime il nuovo sistema degli ammortizzatori sociali.

Come fa notare anche Davide Fois, lavoratore ex Ila Portovesme , da ormai 20 giorni in presidio permanente davanti alla sede della Giunta Regionale Sarda in viale Trento – “ Premesso che l’entità dell’importo è direttamente proporzionale al numero delle domande e che pertanto giocare su questi numeri non è certo una nota di merito ma solo un tentativo di raggiro. Nessun delegato delle Regioni si sarebbe dovuto alzare da quel tavolo ministeriale senza un completo piano dei pagamenti a copertura dell’ intero 2014 e aprire un confronto per gestire senza difficoltà l’ultimo biennio di mobilità in deroga 2015-2016.”

Antonella Soddu

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Commenti all'articolo
  1. cosa devono fare ancora x farci capire che loro non sono in grado di risolvere nulla? in primis la MURA che dovrebbe trovare la dignita’ di dimettersi. noi dovremmo trovare il coraggio di andare in regione senza preavvisi e’ farli fisicamente uscire dal palazzo, sia maggioranza che opposizione (che non c’e’).anche a rischio di farci menare (non credo che ci spareranno addosso) questo e’ l’unico modo x far sapere a tutta italia che in sardegna c’e’ gente che sta’ letteralmente muorendo di fame ( e di vergogna)gentori che non possono +
    mandare i figli a scuola perche’ sul pulmann o sul tram non ti fanno salire senza biglietto.( dove’ finito il diritto allo studio?)
    Perche’ il presidente non parla alla gente umiliata x dare un segnale di speranza? sta forse aspettando che i disperati scielgano la galera o la morte?se lei conoscesse i sardi dovrebbe sapere che sopportano tanto ma quando la rabbia esplode potrebbe essere terribile x tutti.un consiglio, mandi a casa al piu’ presto i vecchi pensionandi, e metta dei giovani che portino nuove idee e che abbiano anche il coraggio di rischiare.
    nelle sue ultime apparizioni in tv si e’ notata una certa stanchezza, una sorta di insofferenza x qualcosa. se questo fosse dovuto a scelte sbagliate fatte a suo tempo abbia il coraggiodi riconoscierlo e’ rimediare. senza paura, parta dal basso, da chi non ha piu niente, la parola d’ordine deve essere
    lavoro,lavoro,lavoro. e finito il tempo delle promesse , delle teorie, e della burocrazia.il risultato c’e’ quando gli operai mettono la sveglia alle 6 x essere in cantiere alle 7.allora si che la gente si toglie i brutti pensieri dalla testa. niente e’ piu politicamente corretto di questo.

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