giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Un grande compito
per il Psi e la sinistra
Pubblicato il 16-03-2015


Dobbiamo riprendere il discorso sulla durata della giornata lavorativa, sul tempo di lavoro, che nell’attuale assetto capitalistico supera di gran lunga le otto ore (se otto ore vi sembran poche).Certamente sì al lavoro lavoro lavoro, ma nel 2015, con la evoluzione delle tecniche di produzione, continuare a mantenere il regime delle 40 ore settimanali (che sovente si allungano a dismisura tramite il prosieguo del lavoro pure per via telematica-informatica e telefonica), come il capitale era aduso cent’anni addietro, non è più né logico, né rispondente a razionalità organizzative, difatti, più aumentano le ore lavorate, più aumenta la stanchezza del lavoratore, più diminuisce la produttività e più aumenta il rischio di infortunio sul lavoro. Quindi sì al lavoro (il pane), ma anche sì alle rose, sì al tempo libero, l’otium, inteso però, non di certo nell’accezione negativa di ozio, ma come era da intendersi l’otium romanistico, tempo da poter dedicare allo studio, al leggere libri, al visitare musei, ad un arricchimento-accrescimento personale, culturale, affettivo(l’attuale struttura sociale ha portato le individualità in uno stato altamente anaffettivo-egoistico), eccetera. Il Psi è la sinistra italiana, la sinistra del fare, dell’agire, del saper governare il cambiamento, governare l’economia, riportare la politica al centro dell’agire. Il Psi quale sinistra libertaria-liberale-plurale, per un superamento del lottaclassismo di certo sindacato italiano, affetto, ahimè, ancora oggi dal gramscismo radical-chic della Lotta di Classe di tipo neo luddista, sterilmente contestataria e non costruttiva. La necessità di portare pure in Italia la cogestione operaia delle imprese, mutuando gli aspetti positivi presenti in Germania, in Olanda, in Svezia, procedendo pure ad una giusta ripartizione degli utili ai lavoratori, per delineare un modello originale italiano di cogestione dell’impresa. Queste dovrebbero essere e certamente sono le nostre priorità di Partito Socialista Italiano, i socialisti son presenti nel futuro, presenti nelle elaborazioni ideali pragmatiche, ideali non idealistiche-gentiliane, non utopistici, noi socialisti siamo concreti, siamo per il pane(lavoro) e per le rose(35 ore lavorative), per le libertà, per i meriti e i bisogni, vogliamo-dobbiamo comunicare con i movimenti(plurali e liberi-democratico-liberali-laici-radicali) del cambiamento, non di certo con Landini, non di certo con le sinistre estreme, non di certo con i massimalisti e neppure con i giustizialisti-forcaioli e neppure con i dogmatici di ogni risma, Feuerbach ci spiegava che “Il dogma è nient’altro che un esplicito divieto di pensare”, ecco, a noi socialisti piace molto pensare. Siamo per la ricostruzione di una vision di società più giusta, più equa, più bella, più colta, più aperta, più solidale, più molteplice e che non lasci nessuno indietro, meno campanilista, meno egoista, meno regionalista, meno dialettale. Abbiamo grandi e radiosi obiettivi avanti a noi, che sono tutti alla nostra portata, evitiamo di consegnare la nostra amata Italia nelle mani delle forze reazionarie di destra e di sinistra e ai populismi vari. Ancora un piccolo sforzo e poi mille anni di gioia e di felicità.

Avanti siam ribelli, libertari, liberali-socialisti, più per l’individuo che per lo Stato.
Alessio Andrej Caperna

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