martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
La diffusione dei nazionalismi
e dei regionalismi
Pubblicato il 11-03-2015


Certamente nell’oggi vi è una sorta di ritorno in auge, di momenti che dovrebbero definitivamente appartenere al passato, come i nazionalismi, i regionalismi esasperati, figli del concetto vetusto, vintage, del campanile.

Proprio ora che la globalizzazione planetaria abbatte finalmente le vecchie frontiere, queste linee geometriche immaginarie che tante guerre e tante vittime hanno generato nel corso della storia.

La globalizzazione oggi reticolare, a mò di sciame, può far scaturire un nuovo modello di umanità, un mondo nuovo, ma reale, antiutopistico, anti-ideologico, laico e libero-socialista, con meno Stato e più individuo, più libertà, più vitalità delle idee, desideri che possono, tramite anche la rete internet, circolare, diffondersi molecolarmente a modello rizoma e non più gerarchico.

Ma al contempo va segnalata l’apparente contraddizione, ovvero proprio ora che finalmente il mondo diviene più unito, ci sono forze politiche reazionarie che vorrebbero il mondo dei campanili, dei dialetti, dell’incomunicabilità, delle differenze esasperate, delle tradizioni, delle consuetudini.

Ebbene queste visioni reazionarie vorrebbero che il mondo, l’Europa, l’Italia rimanessero cristallizzate in un limbo pre-moderno, dove tutto è più lento, più povero, meno comunicativo, un mondo francescanamente povero.

Sono gli esaltatori delle urla, populisti vari, eco fascisti e radicalcomunisti, vetero gramsciani, che vogliono la DECRESCITA.

Le forze reazionarie riconoscono solo la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio, sono contro l’aborto, contro la libera determinazione delle individualità (uomini-donne), e non comprendono la bellezza devastante del movimento reticolare di tutte le persone, che naturalmente tendono verso lo spostamento, il continuo movimento, quale anelito di libertà, che poi è la essenza stessa dell’idea socialista.

Noi socialisti siamo con il nuovo, siamo il nuovo da almeno 123 anni, con le belle idee d’eresia di libertà inscritte nel nostro dna, e alle forze politiche anti euro, no euro, ed ai vari indignati, rispondiamo con la forza della democrazia pluralista, libertaria, liberal-socialista, internazionalista.

Noi socialisti siamo da sempre per il molteplice, per il pluralismo, ove ognuno deve avere la possibilità di realizzarsi liberamente e liberamente deve poter decidere.

Le forze reazionarie amano invece un’utopica unità autoreferenziale nel dialetto, nel campanile, nelle buie tradizioni, nelle gerarchie, nelle piccole patrie, nella unità familiare tradizionale (vorrebbero ancora la famiglia-clan).

Noi socialisti italiani amiamo le libertà, tutte.

Siamo Avanti!

Alessio Andrej Caperna                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. è vero, noi socialisti siamo sempre avanti e i primi a difendere la libertà e il progresso ma è anche vero che nonostante il mondo sia globalizzato e apparentemente abbastanza libero, c’è un tipo di libertà distorta, che ha preso una brutta piega. Non c’è l’uomo al centro ma il business, la corsa all’affare e al risparmio sulla manodopera, a chi produce di più e a basso costo, a scapito dei deboli. Ora io mi chiedo ci può essere vera libertà senza benessere diffuso e giustizia sociale?

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