lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Da anni i settori finanziario
e assicurativo vanno a gonfie vele
Pubblicato il 03-03-2015


Poveri ex comunisti pensano di essere ancora militanti a servizio di una ideologia, e non hanno ancora capito che al posto del Capitale di Marx, dei Quaderni di Gramsci, delle Tribune elettorali di Togliatti e dei discorsi francescani di Don Enrico, c’è il capitale della Finanza e delle Assicurazioni (MPS, UnipolSai, ecc). Faccio due esempi, con la speranza che quelli, che hanno l’amabilità di leggermi, si renderanno conto che bisogna analizzare i fatti per esprimere un giudizio sulla maggioranza di governo attuale, e per evitare di essere presi in giro da chi gioca a scacchi con le parole.

Ho sempre saputo che compito delle forze politiche e, in particolare, di quelle che hanno la maggioranza, fosse quello di far tenere viva la fiducia nell’avvenire. Ho notato che, invece di alimentare la speranza e la fiducia nel futuro, forze politiche e giornali (es. “Il sole 24 ore”), da anni, vanno alimentando l’incubo di scarse o inesistenti pensioni per i giovani attuali. La palese contraddizione tra ciò che bisognerebbe  dire e quello che si dice, trova la giustificazione nella volontà di spingere il risparmio verso i fondi pensione, assecondando il volere dei potenti PUPARI. Da alcuni anni, il settore finanziario-assicurativo va a gonfie vele. Il 2014, per le Società assicuratrici, è stato un anno d’oro, con un’esplosione della raccolta premi, che produce redditi all’atto della stipula dei contratti. Nella crescita di tutto il settore, i Fondi Pensione hanno surclassato le altre forme di investimento, come i prodotti finanziari  o assicurativi (polizze vita). Con la legge di Stabilità, Renzi e Padoan hanno aumentato la tassazione, sui redditi prodotti dai Fondi Pensione, dall’11 al 20 per cento (caso rarissimo tra i Paesi Ocse).

Inoltre, la tassazione sui Fondi Pensione, da finale è diventata annuale (sul rendimento), mentre sui prodotti finanziari e sulle polizze vita, della durata di 15 anni, l’imposta sul rendimento si pagherà solo quando saranno percepiti i soldi del riscatto finale. La tassazione annuale contiene anche un’insidia: in caso di rendimento negativo si dovrebbe avere un credito di imposta, di cui non è certo il recupero. Come è successo con i Fondi Comuni, quando venivano tassati annualmente. Come si può avere fiducia in un governo, che dimostra di essere esecutore di volontà contrarie agli interessi dei lavoratori? Ha ragione l’economista Alberto Brambilla, che ha affermato “Erodere le pensioni complementari, tassando i rendimenti al 20%, rende meno convenienti i fondi pensione”. Perché lo Stato, prima ti spinge ad entrare nel sistema della previdenza complementare e, poi, quando non puoi più uscire, ti aumenta la tassazione? Mi sento di poter dire, all’indirizzo di questo Governo, quello che Obama ha detto contro la Finanza “rapace”: Se il vostro “business model” è quello di approfittare dei risparmi che lavoratori mettono da parte per la loro pensione, è meglio che cambiate mestiere.

Aumentare la tassazione sulla previdenza integrativa fa aumentare la quantità di soldi da versare sul “fondo pensione”, per ottenere la pensione desiderata. Ciò, oltre a togliere ossigeno ai consumi con la conseguenza della diminuzione della spinta alla produzione, sta trasformando le “categorie merceologiche –settoriali” del lavoro, a favore di quelle finanziarie. Se osserviamo ciò che esiste intorno a noi, ci rendiamo conto della crescita dei promotori finanziari, delle offerte di prestiti e mutui e degli uffici di assicuratori. Tutti lavori precari, tipici di un’economia della povertà.  Senza contare gli sfruttati dai call center e i procacciatori di contratti di fornitura dell’energia. Se si vuole trovare un periodo simile a quello che stiamo vivendo, dobbiamo tornare all’epoca degli scugnuzzi, cioè al dopoguerra. Allora, però, si era all’inizio della rinascita, oggi stiamo su una discesa paurosa.

Luigi Mainolfi

Avellino, 03.03. 2015

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento