mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Nicola Olanda:
A sostegno del Socialismo
cristiano di Adalberto Andreani
Pubblicato il 23-03-2015


Carissimo Adalberto, carissimi compagni e lettori dell’Avanti!

Attualmente noi Socialisti continuiamo a subire l’ostracismo ereditato dalla Prima Repubblica. A nostra volta come Socialisti continuiamo a tenere un atteggiamento anticlericale verso la Chiesa cattolica ereditato dai tempi del potere temporale del Papato che cercammo di rovesciare con la Repubblica romana di Garibaldi. Da allora, tramite la DC, il ruolo d’ingerenza della Chiesa nella politica italiana non si è fermato e ha cominciato ad attenuarsi leggermente solo da Papa Roncalli in avanti.

Ora è lo stesso Papa Francesco ad essere il principale artefice nel combattere i poteri, i vizi e le ingerenze della Curia romana e la volontà di fare luce sui canali delle finanze vaticane per renderli più trasparenti. Non a caso ha affermato che la Curia romana è l’unica vera Corte rimasta in Europa.

Le sue nette posizioni sulle tematiche economiche e sociali, sui diritti umani, sull’ambiente, sulla pace e la fratellanza dei popoli aldilà delle divisioni ideologiche e religiose si possono tranquillamente identificare con le rivendicazioni storiche della Sinistra. La RAI e la maggioranza degli Editori dei mezzi d’informazione sono per tradizione e opportunismo servili megafoni del Papato e il centro destra di agevolazioni fiscali ed elargizioni di vario tipo a favore delle strutture della Chiesa cattolica. In questo momento sarebbe invece opportuno che questo Papa potesse svolgere il suo ruolo senza che la sua azione fosse caricata dall’enfasi cortigiana di tanti editorialisti.

Il Papa è anche lui un uomo, e le lusinghe della popolarità artificiosa potrebbero nuocere alla sua spontaneità e umanità e conseguentemente al suo operato. È sui nemici al nuovo corso che vuole imprimere alla Chiesa, che i Media devono sostenerlo. Noi Socialisti faremmo un grave errore a rimanere estranei a questo corso e insensibili al suo apostolato. Ciò non significa privarci di portare avanti la nostra linea sui diritti civili, avendo però presente che su alcuni aspetti dobbiamo accettare la libertà di coscienza anche di qualche socialista. Come può sfuggirci il richiamo esercitato da Wojtyla in avanti su milioni di giovani di tutto il mondo nei raduni organizzati dagli ultimi Pontefici? Sono i messaggi della speranza a cui le masse bisognose si aggrappano per aspirare a un futuro migliore. Il Socialismo non e nato per ridare speranza a milioni di proletari? Al messaggio della speranza i Socialisti hanno fatto seguire la concretizzazione dei bisogni che da quelle speranze traevano origine.  Oggi si sono forse esauriti i bisogni? E non c’è la necessità di riaccendere la speranza per poterli appagare? Questi sono i campi in cui si è affievolita la spinta propulsiva e propositiva del Socialismo.

Prampolini, uno dei più amati socialisti della nostra Storia era un fervente cristiano che andava a predicare l’Umanesimo cristiano-socialista sul sagrato delle chiese. Io sono un cristiano e un laico e mi sento ben rappresentato nei principi della laicità dal Cristo che ha dato origine alla mia Fede. Ai Farisei che lo volevano mettere in difficoltà nella scelta tra il suo popolo e il potere di Roma rispose: “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. È la più chiara definizione e interpretazione della laicità sui ruoli che devono intercorrere tra lo Stato e la Chiesa.

Spesso si confonde la laicità con il laicismo, dove la prima rappresenta il valore della libertà interpretata nel rispetto delle opinioni e della fede altrui, mentre la seconda rappresenta una forma d’intolleranza come lo è ogni forma di fondamentalismo. Se come Socialisti siamo contro il pensiero unico non possiamo pensare o giustificare che la scelta giusta sia solo la nostra. Esistono opinioni,visioni della società e fedi religiose diverse e la nostra concezione di laicità c’impone di confrontarci con tutti, e, in coerenza con i nostri valori, avere la capacità di riuscire a riscuotere il maggior consenso da parte dei cittadini. Se siamo contro ogni discriminazione e poi riteniamo che i cattolici non possono conciliarsi con il nostro spirito libertario non possiamo definirci socialisti.

Nella Chiesa come nei Partiti ci sono le mele sane e le mele marce, come nello stesso campo cresce il grano buono e la gramigna. Spetta al bravo agricoltore evitare che la seconda soffochi il primo.

Se i socialisti imparassero a conoscere Cristo scoprirebbero come si è impersonato integralmente con i bisogni del popolo e come ha indicato la via per la messa in pratica di certi principi e valori.

Il venire meno a questi principi da parte della Chiesa ha dato origine ad una serie di scismi tra cui il Protestantesimo di Lutero e Calvino. Sul messaggio di Cristo oggi ci sono diverse Chiese ad esprimerlo.

Del resto in nome del Socialismo non ci sono tante espressioni e forme di Partiti socialisti?

Noi socialisti abbiamo avversato il Comunismo, eppure la Russia era definita l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e quello raggiunto fu definito il Socialismo reale. Come non esiste una sola definizione e interpretazione del Socialismo altrettanto si verifica nella galassia cristiana e anche in quella mussulmana.

Come la Burocrazia soffoca e ostacola la libera iniziativa, lo stesso accade quando della Fede e degli Ideali s’impossessano gli apparati ecclesiastici e partitici. Proudhon, uno dei teorici del Socialismo dell’800, per l’affermazione della libertà aspirava all’anarchia intesa come la gestione sociale affidata ai cittadini come singoli o in cooperazione e  senza i vincoli e gli orpelli degli apparati dello Stato.

Bobbio ha definito la Sinistra come la rappresentanza politica che lotta contro le disuguaglianze. È lo stesso concetto che è a fondamento del messaggio del Cristo. È questa la nostra missione, ed è sui contenuti di un Nuovo Modello di sviluppo che dobbiamo riprendere a scrivere e realizzare le nuove tappe del Socialismo.

Mitterand in Francia non avrebbe potuto portare i Socialisti al potere senza avere dalla sua parte i voti di tutti i socialisti cattolici. Il socialista Jaques Delors era il Presidente dell’Azione cattolica francese e ha rappresentato  uno dei pilastri nella definizione del Modello economico e sociale a cui dovrebbe ispirarsi l’Unione europea di cui è stato un prestigioso esponente.

Un Partito socialista per affermarsi deve essere un Partito popolare e di “massa”. Il Socialismo è rimasto l’unica Organizzazione politica con una struttura e una vocazione internazionalista.

Ha pertanto ragione Adalberto Andreani a rammaricarsi nel vedere continuare a regalare al Centro destra e a Renzi l’elettorato cattolico. Ciò significa resuscitare la DC e condannarci a volere esprimere solo una rappresentanza elitaria dell’Area laica-socialista.  Questo errore, nella Prima Repubblica,  non l’ha fatto il PCI.  Lo stesso discorso vale per il PSE che non può regalare il voto dei cattolici ai Partiti di Centro destra in Europa.

Prima di diventare socialista ho imparato i valori della Fede cristiana. Crescendo ho scoperto che coincidevano con quelli socialisti. Con questi valori  desidero giungere al termine del mio cammino.

Un fraterno saluto ad Adalberto e a Voi tutti.

Je suis socialiste.

Nicola Olanda

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Commenti all'articolo
  1. Mi sono sempre ritrovato negli scritti di Andreani (sono, come si dice, un cattolico praticante e un socialista piuttosto di sinistra… visto che ce ne sono di “liberali”), come non condividere lo scritto di Olanda? Io la penso esattamente così quando dice che i valori della fede cristiana coincidono con quelli del socialismo. Con Papa Francesco tutto questo prende vigore e un grande laico (socialista molto a sinistra) non cattolico come Tamburrano scrive, nel blog della sua Fondazione Nenni, che Bergoglio è l’unico che gli fa battere forte il cuore…. Saluti socialisti!…. e cristiani!

    • Carissimi Adalberto e Alessandro
      Mi fa piacere che abbiate apprezzato il mio contributo sul Socialismo Cristiano.
      Sono tane le strade che indicano la direzione per condurre l’uomo verso il bene; poi ognuno sceglie quelle in cui si trovano le proprie radici e quelle dell’Europa sono cristiane. Per noi Socialisti la Libertà è un bene primario e forse è l’unico dogma. Ma anche il cristiano gode della massima libertà nei confronti della propria Fede, in quanto è libero di scegliere tra il bene e il male. In soccorso delle nostre debolezze Dio ci riserva la Sua Misericordia che è il segno della massima solidarietà nei confronti dell’uomo quando si trova nel bisogno di un sostegno al suo spirito in crisi. Libertà, solidarietà e uguaglianza sono i grandi valori del Socialismo, ed è per questo che non è difficile essere Socialisti e Cristiani.
      Speriamo che le attuali difficoltà e incomprensioni siano superate da molti socialisti.
      Un saluto fraterno da Nicola Olanda
      Je suis socialiste

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