lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

‘Pacchetto scuola’, con ‘regalino’ alle private
Pubblicato il 02-03-2015


Scuola-riforma

Dovrebbe essere un fiore all’occhiello del Governo il ‘pacchetto scuola’ che arriva domani in Consiglio dei ministri non solo perché affronta l’annosa questione, un vero e proprio groviglio, dei precari da assumere, ma anche perché senza dubbio una buona scuola costituisce il pilastro fondamentale per far crescere il Paese.

Col “pacchetto” secondo il ministro Giannini, alla fine le saranno circa 180 mila le assunzioni, sommando le stabilizzazioni di precari a settembre e gli ingressi di nuovi docenti (presumibilmente 60.000) frutto dell’annunciato concorso. Una soluzione che piacerà ai sindacati, ma che presenta comunque punti oscuri anche perché inevitabilmente le assunzioni non saranno il frutto di un’effettiva richiesta di insegnanti per le singole materie, ma piuttosto il risultato di una sanatoria.

Altro punto caro al governo riguarderà la formazione del personale Ata, mentre si metterà mano anche agli scatti di stipendio per i quali la componente del merito sarà decisamente prevalente rispetto all’anzianità.

Nel ‘pacchetto’ c’è però forse anche un bel regalino alla CEI con delle misure di sostegno economico, sotto forma di bonus, ai genitori che mandano i figli alle scuole private paritarie (in gran parte religiose). Difatti un appello a un ‘aiutino’ è arrivato da 44 deputati di partiti diversi della maggioranza a sostegno del “pluralismo e della libertà di educazione” ed è stato pubblicato dal quotidiano dei vescovi Avvenire. Così tra i provvedimenti da inserire è spuntata anche l’ipotesti di una detrazione fiscale delle rette per i genitori che scelgono per i loro figli una scuola non pubblica. Per gli incapienti, coloro che non hanno redditi sufficienti per usufruire delle detrazioni, la strada sarebbe quella del voucher.

Altri fanno però notare che non si capisce perché chi decide liberamente di non usare la scuola pubblica, che è gratuita, ma decide di mandare i propri figli in una scuola privata a pagamento debba poi essere rimborsato dallo Stato con i soldi di tutti i cittadini che così si troverebbero a pagare due volte per la scuola pubblica e per quella privata. Oltretutto una scelta ideologica che va contro la scuola pubblica e che oltretutto è esplicitamente vietata dalla Costituzione.

Commenta il segretario del PSI, Riccardo Nencini: “Ha un senso valorizzare le scuole paritarie quando colmano il vuoto lasciato dalla scuola pubblica. Senza le materne paritarie, il 30% dei bambini non avrebbe accesso alla scuola. Altra cosa è metterle sullo stesso piano. La Costituzione lo vieta. È la scuola pubblica che lo Stato deve sostenere. Con decisione”.

Protesta l’Unione degli Studenti: “La lettera dei parlamentari è vergognosa e siamo pronti a dar battaglia qualora le loro idee venissero prese realmente in considerazione”.

In un articolo del Corriere della Sera di oggi, “spiega il sottosegretario Gabriele Toccafondi (Ncd), pedina importante in questa partita che si gioca anche sul piano dei rapporti con il partito di Angelino Alfano: «Il nostro vuole essere un aiuto alle famiglie in difficoltà: un po’ come già si fa per le rette dei nidi». Con la differenza che in quel caso il massimale è fissato a 650 euro, equivalenti a uno sconto fiscale di 120-150 euro, qui è molto di più. «Scrivere 4.000 euro è un esercizio di stile – minimizza Toccafondi -. Se e solo se il premier ci darà l’ok, la parola poi passerà al Mef che dovrà trovare le coperture (per il mancato gettito, ndr ). Mettiamo che metta a disposizione un fondo da 10, 20 o 30 milioni. In base a quello verrà ritarato il massimale che alla fine potrebbe non discostarsi molto da quelli dei nidi»”.

Comunque, ovviamente, il primo problema da sciogliere è quello delle coperture.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Noi socialisti come ci muoveremo se verrà confermato il regalino alle scuole private, voteremo a favore per non disturbare l’operato del governo? La scuola e la cultura devono essere tra i nostri cavalli di battaglia facciamoci sentire, cercando di difendere la scuola pubblica e gli istituti tecnici magari promuovendo sinergie con le imprese per migliorare l’offerta formativa, prevedere tirocini formativi negli ultimi 2 anni di istituto tecnico e fare si che possano uscire dalla scuola tecnici preparati pronti per proporsi sul mercato del lavoro con le competenze di cui le imprese hanno bisogno

Lascia un commento