martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna. Vola il Psoe
guidato da Susana Díaz
Pubblicato il 05-03-2015


Susana Diaz-Presidente Psoe Andalusia

Susana Diaz-Presidente Psoe Andalusia

Vola il PSOE, ma è quello di Susana Díaz, verso la vittoria alle elezioni anticipate del 22 marzo, portando a casa 44 seggi, 10 in più dell’opposizione del Partito Popolare che passerebbe da 50 a 34 deputati mentre Podemos, al suo esordio otterrebbe fra 21 e 22 deputati e Ciudadanos, il partito costituzionalista catalano, otterrebbe 5 scranni.
Sarebbe un ottimo risultato anche se per la maggioranza assoluta mancherebbero ancora 11 seggi, questo quanto emerge dai dati del CIS Centro de Investigaciones Sociológicas realizzato tra il 30 gennaio e il 17 febbraio.

I numeri sono tutti per la onnipotente Presidente Diaz, che riporterebbe il PSOE con 34,7% dei voti primo partito in Andalusia in tutte le province, mettendo in fila PP (25,7%), Podemos (19,2%), IU (6,6%) e Ciudadanos (6,4%), un grande risultato politico e personale che a Madrid sta preoccupando non poco il segretario Pedro Sanchez già pre­co­ce­mente avviato sul viale del tra­monto affossato da uno stile e da una gestione del partito lontana anni luce da quella dimostrata nelle fasi precongressuali, che vede in Diaz e nell’apparato locale il pericolo numero uno alla tenuta della sua segreteria e leadership del partito.

Psoe sondaggi

La mossa della Díaz di convocare elezioni anticipate è parte di una strategia che dovrebbe portarla a Madrid come candidata segretaria nel prossimo futuro o come si legge sulla stampa spagnola, spianarle la strada alle primarie di luglio per scegliere il prossimo candidato socialista alla presidenza del governo, ma per ora avendo ancora una buona rendita di posizione tra l’elettorato si è disfatta del suo alleato scomodo con cui governava la regione, ovvero Izquierda unida, e ha preso in contropiede Podemos che nella regione più popolosa della Spagna non può godere di una struttura forte e consolidata.

Un solo problema per quello che si avvia a diventare il secondo governo regionale targato Diaz, le alleanze, ma a togliere dai guai la Diaz ci ha pensato Pedro Sanchez che si è detto aperto ad accordi con i partiti emergenti come Podemos o Ciudadanos su “politiche e progetti nei quali ci siano punti in comune”, così intervenendo oggi al Foro Leader a Barcellona, Sanchez ha ripetuto che il Psoe sarà “il protagonista del cambiamento sicuro” di cui ha bisogno la Spagna, rispetto “alla svolta a sinistra” dei cittadini registrata dai sondaggi.

Una tornata elettorale quella andalusa che sarà anche il primo banco di prova per Podemos in una dimen­sione non facile della poli­tica, il confronto con i voti locali, dove con­tano di più radi­ca­mento sociale e legami per­so­nali, piuttosto che il traino mediatico del quale hanno beneficiato prima del trionfo alle elezioni europee dello scorso anno. Dopo l’Andalusia, il 24 mag­gio sarà il turno di molti comuni della Spagna e di 13 regioni su 17: pra­ti­ca­mente le prove gene­rali delle elezioni politiche di fine anno.

Sara Pasquot 

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Commenti all'articolo
  1. Come appare evidente il tanto vituperato PSOE dimostra una vitalità ed un radicamento che sono il miglior antidoto democratico alle due tendenze più nefaste del decennio: il nuovismo giovanilista e il mercatismo radicale.
    Ovviamente e paradossalmente è proprio a casa nostra il nido più prolifico di gufi anti-socialisti, nonostante l’adesione mercantile del PD al PSE. Non passa anno che l’intelligencija italica non sforni un vate che sentenzi la fine del socialismo democratico.
    Certo, noi abbiamo anche un altro problemuccio non di poco conto, un unico e microscopico Psi, vassallo del PD che non è di alcuna utilità politica rispetto alla latitanza del socialismo al di sotto delle Alpi.
    Male non sarebbe se qualche giovane Susana Diaz italiana si preparasse a sostituire le cariatidi grondanti asservimento che si sono installate a tappo del Psi.

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