lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tennis, Indian Wells: super Flavia Pennetta
Pubblicato il 19-03-2015


Pennetta“È stata una battaglia all’ultimo punto”. È riuscita a dire solamente queste parole Flavia Pennetta per commentare la sua strabiliante vittoria su Maria Sharapova. Affrontare la numero due del mondo sul cemento rovente di Indian Wells non è certo impresa facile. Ma la brindisina ha vinto di carattere. Una vittoria ottenuta con la Tenacia (che rima con la “t” di tennis”) di chi ha avuto il coraggio e la forza di non mollare. Un trionfo soprattutto mentale, ed è per questo che riportiamo la notizia: per invitare a lottare sempre, sino “all’ultimo punto” appunto come ha detto Flavia, anche quando di fronte si ha un’avversaria più forte e più favorita. Nonostante l’impresa possa sembrarci impossibile, occorre dare il massimo per arrivare poi anche al risultato più improbabile: la rimonta di un match che sembrava a senso unico. La 33enne tennista italiana vince sulla russa in tre set, sotto di un set e in difficoltà, in ben oltre due ore di gioco. 3/6 6/3 6/2 il risultato finale.

E la siberiana non le regala nulla, anzi concede pochissimo. La testa di serie numero 15 va subito sotto nel punteggio: 3-1 per Masha. Poi, improvvisamente, scoppia in lacrime. Tutti non capiscono il motivo, ma già le era capitato in passato. La tensione, si sa, è difficile da controllare, ma Pennetta ha sempre dimostrato una forte personalità, un carattere carismatico e deciso che l’ha aiutata a risollevarsi anche quando tutto sembrava perduto (infortuni compresi). Serve bene, ottime prime che mettono un po’ in crisi Maria che stenta ad indovinare le traiettorie in risposta. Non demorde e sposta l’avversaria, facendo molte smorzate a rete, che costringono la numero due al mondo ad avanzare, a sprecare energie. La brindisina stanca la russa, che si lascia sorprendere dalla rimonta dell’azzurra nel secondo set. Flavia si incita e al terzo il risultato è ribaltato: è lei ad andare subito sul 3-1. E da quel momento nessuno può più fermarla, neppure il talento della siberiana che gioca il suo miglior tennis; ma l’italiana può competere alla pari, scambiando sia di dritto che di rovescio colpi in top spin che viaggiano ad elevata velocità e potenza: c’è chi parla di un braccio di ferro degno dei migliori tennisti maschili e la precisione è massima.

Davvero un ottimo tennis messo in campo dalle due campionesse, che dimostrano una volta di più l’alta qualità del loro gioco. Nonostante le lacrime, dunque, tutto si conclude per il meglio per l’italiana, che già aveva dovuto sconfiggere un’altra avversaria molto temibile: Samantha Stosur, battuta per 64 62. Maria Sharapova, invece, aveva eliminato la Azarenka con il punteggio netto di 6-4 6-3. Dopo gli ottavi vinti egregiamente sulla russa, per la brindisina c’è ad attenderla Sabine Lisicki nei quarti. Per il resto, tutto come da pronostico nel torneo con le vittorie di Serena Williams e Simona Halep. Ma ci tenevamo a sottolineare questa vittoria di Flavia Pennetta: non tanto per il risultato in sé, ma in quanto è stata di carattere, di personalità, di forza mentale, prima ancora che tecnica e tattica o fisica. Perché il tennis è anche capacità di resistere, è passione, è mettere il cuore e il mordente nell’ottenere il traguardo. Quelle lacrime di Flavia stanno a ricordare e dimostrare anche questo. Questo il messaggio che vogliamo diffondere tramite questo sport eccezionale, soprattutto rivolgendoci ai giovani: siano nuove promesse del tennis o non. Questo atteggiamento vale sempre ed è sempre vincente, anche nella vita.

Anche se avesse perso Flavia, sarebbe stata comunque una sconfitta di dignità. Come lo è stata quella di Fabio Fognini nella Coppa Davis. Il tennista era sugli spalti e ci ha ricordato il match giocato contro il Kazakistan, che ha visto l’eliminazione della nazionale azzurra. Fabio Fognini, schierato al posto di Simone Bolelli, nell’incontro di singolare aveva ceduto ad Aleksandr Nedovyesov per 7-6(5) 3-6 4-6 6-3 7-5, in tre ore e 41 minuti. Dando il massimo appunto. Perdendo con dignità e coraggio dunque. Questo conta: sia che si vinca o che si perda, l’importante è non mollare, lottare sempre su ogni singolo punto, cercando di fare tutto il possibile. Si può vincere con orgoglio, come Flavia Pennetta, o uscire sconfitti, ma con onestà; però giocando sempre con la voglia di fare bene e dare tutto in campo. Anche questo è il tennis italiano. E questo deve essere il Tennis in assoluto.

Quello dei grandi campioni. Certo la vittoria di Flavia Pennetta risolleva l’umore patriottico del tennis italiano appunto, dopo l’amara sconfitta contro il Kazakistan, ma soprattutto lascia l’importante insegnamento che vale molto di più una vittoria di coraggio, o una sconfitta con dignità, di una vittoria che non si è guadagnata. Lo spettacolo per il pubblico è dato anche da questo, poiché gli spettatori sanno cogliere l’amore che ogni atleta mette durante una partita. E questo gli azzurri sanno donarlo. Oltre agli esempi di Flavia e di Fabio, anche quello di Sara Errani, ad esempio, ci viene in mente: non si è ritirata nella finale contro Serena Williams agli internazionali BNL d’Italia di Roma.

Anche lei una tennista (ma molti altri esempi potremmo portare, di tennisti/e italiani/e e non) che abbiamo visto piangere in campo: la sensibilità di un’atleta, non solo sulle corde e sulla racchetta, ma anche nel cuore, quello con cui scende in campo; un’atleta che sa emozionarsi e sa emozionare quando gioca, che mette passione nei colpi e nel suo tennis, che non è fatto solo di esecuzione perfetta di fondamentali o altro, ma anche di testa, di intelligenza tattica e di cuore appunto. Questo fa di un atleta un grande campione e questo porta a vittorie straordinarie come quella di Flavia. Perché prima di essere grandi tennisti e tenniste si è grandi uomini e grandi donne, di grande umanità. Questo è il tennis che ci piace vedere e di cui ci piace parlare. Per offrire un esempio diverso dalla violenza negli spalti che circonda lo sport troppo spesso di recente. La sana competitività e il sano sport sono soprattutto questo. E contrastano anche con il doping che troppe volte opprime le discipline sportive a livello mondiale.

Barbara Conti 

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