lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi.
terreni sequestrati
e intimidazioni
Pubblicato il 06-03-2015


Terra dei fuochiLe forze dell’ordine continuano le indagini relative all’illegale sotterramento di immondizia. Nei pressi di Giuliano (Na) la polizia ha sequestrato tre vaste aree dove nei mesi precedenti sono stati appiccati incendi, sprigionando fumi nocivi e carichi di diossina. I danni alla salute sono sotto gli occhi di tutti, ma né il governo né la politica locale se ne interessano.

L’operazione a Giuliano è stata coordinata dal locale commissariato guidato da Pasquale Trocino. La prima area è quella in via Santa Caterina da Siena, la più pericolosa perché situata a ridosso del centro abitato. La seconda è localizzata lungo la strada Giuliano-Parete, in prossimità di alcune abitazioni. Infine, la terza area è sulla strada Domiziana. L’Esercito Italiano aiuta la locale polizia a controllare e presidiare le aree della Terra dei Fuochi con risultati altalenanti. A Giuliano un team di esperti classifica e cataloga i diversi tipi di rifiuti scaricati abusivamente. Le sostanze nocive che provocano tumori sono i metalli pesanti, tra cui cadmio, piombo e mercurio.

I residenti della Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta, negli ultimi anni sono stati sempre più spesso ricoverati per dolori allo stomaco, vomito, fratture ossee causate da osteoporosi (in soggetti giovani tra i 25 e i 40 anni), danni nefrologici e problemi connessi al sistema nervoso. Non solo devastazioni e tentativi di insabbiamento. A Casalnuovo (Na), un giovane attivista quindicenne, che si batte per la tutela della Terra dei Fuochi, ha ricevuto una “telefonata intimidatoria” dal senatore ex M5S Bartolomeo Pepe. Pepe, componente della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse ai rifiuti, era un ex dipendente della Ramoil. Tale azienda, specializzata in prodotti petroliferi, è nell’elenco delle imprese che hanno avuto rapporti con le ecomafie.

In particolare, l’ex M5S, ha minacciato di denunciare per diffamazione il giovane attivista alla luce della manifestazione dello scorso 13 febbraio. Il senatore  ha annunciato querele anche ad alcuni esponenti del Coordinamento Comitato Fuochi e di una “mamma coraggio”. Accanto alle intimidazioni di Pepe si sono aggiunte quelle dell’impianto Camosa. Bartolomeo Pepe ha ammesso di aver chiamato quel ragazzo per conto della Camosa, l’inceneritore di biomasse.

Il futuro non lascia ben sperare. Infatti con le elezioni regionali in Campania alle porte, e la nebulosa situazione dell’eventuale ineleggibilità di Vincenzo De Luca (Pd), la questione Terra dei Fuochi vede sempre più allontanarsi la possibilità di essere risolta, o comunque di venir messa al centro dell’agenda politica come problema nazionale.

Manuele Franzoso

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