martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tra Tangentopoli di ieri e bufale di oggi
Pubblicato il 25-03-2015


Ad un certo momento mi sono addormentato. Il film televisivo sul 1992 è noioso. Anche incomprensibile. Parla di personaggi inesistenti, di sesso sfrenato, di ballerine da “Domenica in”. È anche anticipato da una precisazione. I personaggi della vicenda sono immaginari e non corrispondono a nessuno dei protagonisti di quella stagione. Fanno eccezione, naturalmente, i socialisti, Craxi, il cinghiale che Di Pietro vuole catturare, lo stesso piemme milanese, Bossi e i leghisti, che eleggono un delinquente, mezzo drogato e ubriaco. Ma il vero protagonista della melensa storia è Stefano Accorsi, la sua aria da pesce lesso, pubblicitario senza scrupoli, divoratore di ragazze in carriera, padre disgraziato, ex sessantottino ribelle e poi integrato nel regno di Berlusconi.

Anche se non appare, se non con la voce in toilette, massimo sfregio, eccolo il vero imputato del film di Sky e cioè il capo di Fininvest. Il che appare anche un po’ stonato essendo il film prodotto dal suo maggiore competitor, proprio Murdoch. Come si possa produrre un film contro un antagonista è piuttosto discutibile. Sarebbe come se la Fiat pagasse un film per parlare male della Citroen. Diventa davvero poco credibile. E poi racconta una verità molto parziale, perché se ci fu qualcuno che se ne avvantaggiò, dalle indagini del Pool mani pulite, fu proprio Berlusconi. Si candidò e vinse le elezioni. Divenne presidente del Consiglio e propose a Di Pietro di fare il ministro degli Interni.

Da quel che accadde ieri alla continua bufala di oggi. Non sono affatto stupito che una mia telefonata con Burchi, ma se non ricordo male fu lui a telefonare a me, in cui io gli parlo di due o tre socialisti da sistemare (non da lui) negli enti, continui a girare per i giornali come capo d’accusa contro Nencini. Tanto che Il Fatto quotidiano ne chiede addirittura la rimozione. E oggi si riprende con un’intervista a Nencini sul Corriere. Siamo alle comiche. Ma non se ne rendono conto? Io avrei chiesto a Burchi, un amico che conosco da anni, ma che non riusciva a parlare con il vice ministro, addirittura di “nominare” due o tre socialisti negli enti, la cui competenza non era di Burchi ma dello stesso Nencini? Ma mi prendono per un dissennato?

Gli avrò accennato amichevolmente alla cosa, anche se della telefonata (ma con Burchi di telefonate ce ne sono state tante, scherzose e goliardiche) ho un vago ricordo. Forse distorta dall’intervista l’idea contenuta in una frase di Nencini (che ha già smentito) secondo la quale io avrei chiesto di “assumere” due o tre socialisti. Quando mai? E dove, visto che Burchi è un libero professionista? Dicevano: dammi un parola e ti impiccherò un uomo. Ma anche “una telefonata ti cambia la vita”. La mia no di certo. Non ho incarichi pubblici da difendere e quei due o tre posti per i socialisti negli enti sarebbero stati a disposizione della nostra piccola comunità. Certo non ho messo in bilico la poltrona di Nencini, che deve sentirsi anzi protetto da chi, pur non avendo ottenuto nulla e dirigendo gratuitamente l’Avanti, continua a dare un contributo di passione e di lavoro al suo partito. Non c’è bisogno di giocare in difesa quando si ha la coscienza pulita, caro Riccardo. Secondo me conviene andare all’attacco.

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Commenti all'articolo
  1. Credo, che l’effetto che faceva agli uomini della 5a armata americana la sola vista dell’abbazia di Montecassino, li faceva uscire fuori di senno, dalchè il bombardamento, non tanto per fini strategici ma psicologici, stesso effetto fa la sigla del nostro partito PSI, ci bombardano mediaticamente, ma non per la nostra forza ma per gli scheletri che in loro evoca il nostro partito..

  2. Caro Mauro
    Ho già espresso la mia solidarietà al segretario , ora la esprimo a te.
    L’Italia è molto spesso più madrina alla cenerentola che madre generosa , già nei Promessi Sposi il Manzoni descrive il vecchietto che anziché essere saggio voleva inchiodare alla porta il reo incolpevole per la mancanza di pane.
    L’Italia è un così ama dissacrare e farsi del male , cercare contemporaneamente l’uomo della provvidenza e il capro espiatorio per tutti i suoi mali.
    Noi invece dobbiamo pensare al nostro partito a svolgere il nostro ruolo, coscienti essere la sola forza ora in Italia capace , volendolo, di un serio progetto per far uscire in paese dal ” Cul de sac” in cui è finito, con serietà con la massima attenzione a chi e con chi .
    Tornando ai Promessi Sposi il nostro motto potrebbe essere come quanto disse il cancelliere Ferrer al suo cocchiere “Adelante Pedro con Juicio “ avanti compagni con giudizio.
    Fraterni Saluti Compagno Maurizio Molinari

  3. Non vorrei che scoppiasse una polemica tra Del Bue e Nencini polemica che rafforza chi vuole buttar fuori i socialisti dal governo… quindi parlatevi direttamente e non tramite articoli, nell’interesse di tutti.

  4. Qui c’è ancora qualcuno che si preoccupa della fuoriuscita del PSI dal Governo? Ma possibile che non si capisca che ci stiamo condannando da soli ad una sudditanza materiale e psicologica? Ci sono certamente compagni che non condividono la politica del PD, basti pensare alla barbarie di cui sono stati capaci sulla scuola. Anzi, a proposito, i compagni parlamentari, se ci sono, battano un colpo! La nostra unica possibilità di risorgere politicamente è di ridare dignità al mondo del lavoro, della cultura e, soprattutto, di operare perché l’Italia torni ad essere un Paese forte e non una colonia. Possibile che non vedete che si sta svendendo l’Italia agli stranieri? Possibile che non vedete che ci sono milioni di italiani senza diritti e senza futuro? Aprite gli occhi, una volta per tutte! I socialisti devono essere liberi e forti. Fuori dal Governo, lontani dal PD. Forza compagni, insieme siamo più forti.

  5. Evitiamo in tutti i modi che il venticello della calunnia diventi un uragano. Si prendano le posizioni chiare e forti. Il PSI non ha certo bisogno di altre plate di fango.
    Certo è che le intercettazioni private, che non hanno alcuna valenza nelle indagini fatte, vengano diffuse e pubblicate sui giornali, dimostrano quanto la classe politica attuale sia incapace e indegna di ricoprire il ruolo che le compete. L’incapacità di bloccare questa vergogna varando le norme necessarie dimostra la sudditanza della politica verso la magistratura e verso una stampa fatta di scribacchini anzichè da giornalisti. Si eviti, per favore, di invocare la necessità di informare e l’indipendenza della magistratura. Queste due caste, oggi, non se lo meritano.

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