martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tunisi. L’Italia pronta anche a intervenire
Pubblicato il 19-03-2015


Tunisi-Isis-attentatoLa strage di Tunisi ha sconvolto e tenuto con il fiato sospeso mezza Europa, ma a 24 ore dall’assalto al Museo del Bardo, ad opera di terroristi Isis, l’ansia rimane. Risulta, infatti, ancora incerto il numero delle vittime dell’attentato. Poche ore fa i corpi delle due donne italiane disperse, Antonella Sesino, 54 anni dipendente del Comune di Torino, e Giuseppina Biella, 70enne di Monza, sono stati ritrovati.
A turbare inoltre è sapere che un piccolo gruppo di terroristi (appena cinque) è riuscito a tenere sotto scacco le forze di sicurezza tunisine, i terroristi, inoltre, erano “muniti di cinture esplosive” e di armi “molto avanzate”. A dirlo è stato il ministro degli Interni tunisini, Najem Gharsalli, avvertendo che il numero delle vittime sarebbe potuto essere più alto.

Non solo, ma questo gruppo di giovanissimi (uno dei terroristi uccisi aveva appena 21anni), è riuscito a penetrare in un Paese laico e democratico, l’unico, nel medioriente, dando così ragione a quanti sostengono che la crisi libica alla fine sia contagiosa e pericolosa. L’Italia, geograficamente e culturalmente, vede sempre più vicino il pericolo della Jihad. Ad inquietare ancora di più è anche la notizia che sta facendo il giro del web: un account Twitter legato all’Isis ha pubblicato la foto di una delle vittime italiane che mostra l’uomo con una croce rossa tracciata sopra e la scritta in arabo, “Questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo”.

Mentre Lady Pesc, Federica Mogherini, continua ad auspicare una soluzione compatta e di tipo comunitario in soccorso della Tunisia e anche per il destino della Libia, sostenendo: “Il fenomeno del terrorismo non si risolve solo nell’immediato, ma anche investendo nelle aspettative delle generazioni future”, Il ministro Pinotti inizia a rimboccarsi le maniche. “A seguito dell’aggravarsi della minaccia terroristica, resa di drammatica evidenza anche dagli eventi di ieri in Tunisia, si è reso necessario un potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale”, ha detto il ministro della Difesa, alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Resta il dubbio su come affrontare e su come realmente risulti preparata l’Italia a una minaccia come quella dell’isis. Oggi la Sap (Sindacato autonomo polizia) ha organizzato una manifestazione contro il governo Renzi, per denunciare la mancanza di fondi a disposizione della Polizia. Sono stati distribuiti volantini con la ormai celebre immagine dell’Isis che conquista Roma con il Colosseo in fiamme e una scritta parecchio emblematica che recita: “La Camera dei Deputati spende 7 milioni all’anno per le pulizie e non si trovano 6 milioni per un corso anti terrorismo con il quale formare gli agenti che svolgono servizio di controllo del territorio?”.

Da parte tunisina, nonostante lo shock, le idee sono chiare e compatte. Subito dopo il blitz di ieri al Museo, il Presidente tunisina Habib Essid, ha chiamato la nazionea restare unita: “Questa sarà una guerra lunga – ha affermato – dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo”.
In serata infatti avenue Bourghiba, il luogo simbolo delle manifestazioni della rivoluzione dei Gelsomini, si è riempita di tunisini con bandiere al vento scesi in strada contro il terrore: “La Tunisia è libera, fuori il terrorismo”, hanno urlato i manifestanti.

Maria Teresa Olivieri

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