martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ATTACCO ISIS A TUNISI
Pubblicato il 18-03-2015


Tunisia-attacco-museo

L’obiettivo forse era il Parlamento, ma l’attacco alla fine è stato al cuore culturale di Tunisi. Un commando di tre terroristi dell’Isis armati di kalashnikov, stamattina ha bloccato e sequestrato un pulman turistico nei pressi del museo del Bardo e poi si è rifugiato con gli ostaggi all’interno dell’edificio. È possibile anche che l’isis volesse attaccare proprio l’Assemblea nazionale, dove era in corso l’audizione delle Forze armate in tema di leggi antiterrorismo, ma la risposta delle forze di sicurezza ha fatto ripiegare i mujhaeddin del Califfo sull’attiguo Museo del Bardo. L’attacco si è concluso comunque con un bagno di sangue: 24 persone hanno perso la vita e decine sono state ferite, ma il bilancio non è ancora definitivo. Nella prima fase dell’assalto i tre terroristi si sono asserragliati nel museo, tenendo in ostaggio decine di persone.Tunisia_cartina_Museo_Parlamento Secondo una delle ricostruzioni, quindi, i terroristi hanno tentato inizialmente di fare irruzione nella sede del Parlamento, ma non riuscendo nel’impresa avrebbero finito con l’attaccare il vicino Museo dove si trovavano circa 200 turisti. Le notizie sull’assalto continuano ad arrivare in maniera confusa e la città di Tunisi è ancora sotto shock.

Tre italiani sarebbero morti e sei feriti secondo il dato ufficiale della Farnesina, mentre un centinaio di connazionali sono stati portati al sicuro dalle forze dell’ordine tunisine, ha fatto sapere la Farnesina, precisando che sono ancora in corso verifiche con l’Unità di crisi. Tra gli italiani potrebbero esserci dei passeggeri della nave da crociera Costa Fascinosa, che sta facendo scalo in Tunisia.

La Costa ha infatti confermato che “alcuni ospiti” della nave Fascinosa “hanno fatto un tour” a Tunisi e la compagnia “sta monitorando attentamente la situazione, dopo le notizie riportate dai media su un attacco terroristico”. I turisti italiani sbarcati a Tunisi sarebbero quasi 6mila, di cui più della metà della nave da crociera della Compagnia Costa. Nel messaggio pubblicato su Facebook la Costa Crociere ha messo a disposizione un numero verde per i familiari degli ospiti sulla nave (800916060).

L’agguato, rivendicato dall’organizzazione terroristica dello Stato islamico della Siria e dell’Iraq (Isis), riflette bene la linea seguita dal gruppo terroristico negli ultimi tempi, ovvero attaccare le Istituzioni al cuore e quando possibile distruggere i simboli della cultura non conformi al delirio islamico di questo gruppo minoritario sunnita: in Iraq sono stati distrutte tre gioielli dell’antica civiltà assira e statue dalla valle di Ninive nel museo di Mosul. Il Bardo di Tunisi è un museo archeologico che contiene la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione, del II-IV secolo. Il museo archeologico contiene anche reperti punici e opere del periodo cristiano della Tunisia.

Nel Museo del Bardo, inoltre, il più famoso di Tunisi, si trovavano duecento turisti di nazionalità francese, spagnola, inglese e italiana. L’edificio accoglie ogni anno milioni di turisti stranieri e nel 2014 è stato visitato da 252 mila italiani.

Anche il giorno della strage è stato scelto con attenzione dai terroristi, tutto ciò è successo mentre era in corso l’audizione delle forze armate sulla legge antiterrorismo.
Gli agenti della sicurezza hanno impedito a giornalisti e deputati di lasciare l’aula del Parlamento. Appena qualche ora fa, il ministero dell’Interno tunisino aveva annunciato con grande enfasi di aver sgominato una cellula jihadista nella periferia nord di Tunisi. La polizia della sezione anti-terrorismo di Tunisi aveva scoperto la cellula jihadista attiva e arrestato tutti i suoi componenti: sette persone, alcune delle quali note alle forze dell’ordine per aver partecipato a combattimenti armati in Siria. Il gruppo era in contatto con terroristi tunisini ancora attivi in Siria ed aveva anche il compito di reclutare giovani da mandare nelle zone di combattimento.

Il sedicente gruppo islamico spaventa ancora di più, soprattutto perché è riuscito a infiltrarsi in uno Stato laico come quello tunisino, dove appena tre mesi fa è stato eletto come presidente, Beji Caid Essebsi, esponente di spicco del Partito laico.
Maria Teresa Olivieri

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Non Lasciamo sola la Tunisia
di Bobo Craxi

Era nell’aria da mesi che i nuclei sparsi del jihadismo islamico avrebbero colpito anche nel cuore della capitale tunisina. Da mesi, dopo il varo del Governo battezzato dal nuovo Presidente Essebsi che aveva rovesciato il quadro politico dominato dal partito dei Fratelli musulmani. L’acquiescenza e la connivenza di questi ultimi con grandi frange più estreme e l’abbassamento del livello di guardia, mentre contestualmente aumentavano i rischi provenienti dalla vicina Libia, hanno determinato le condizioni più favorevoli per il blitz clamoroso di oggi.

C’è stato un salto di qualità nella capacità offensiva dei gruppi terroristici, gran parte dei quali composti da giovani tunisini addestratisi per il jihad in Siria e recentemente ritornati in patria. Il vicino ‘Far west libico’ ha assicurato da tempo a questi gruppi, braccati dal nuovo Governo, arsenali di armi automatiche e di missili-terra-aria in quantità. Tuttavia questo non ha impedito il gesto odierno, da un lato politicamente disperato perché totalmente isolato dalla stragrande maggioranza della popolazione civile, dall’altro militarmente efficace perché ha dimostrato la forza di penetrazione di un piccolo commando nel cuore della capitale contro due istituzioni-simbolo della nazione come il Parlamento ed il prospiciente Museo del Bardo dove sono ospitate le vestigia artistiche più rilevanti della civiltà romana e fenicia.

Sono state colpite le istituzioni, violentato il cuore dell’economia e della cultura tunisina. In questa azione, le vittime presenti tra quei turisti, fra cui i nostri connazionali, rappresentano in sintesi ciò che la Tunisia esattamente è: una piccola nazione mediterranea ospitale, accogliente e vicina a tutti i popoli del Mediterraneo. “La guerra sarà lunga e noi siamo pronti a combatterla contro i terroristi”, ha detto con orgoglio il primo ministro Essid. Ma la piccola Tunisia non può certo da sola venire a capo di un problema che oramai riguarda tutto il Mediterraneo; i gruppi armati infatti torneranno a colpire. La violenza e il terrore possono essere l’arma con la quale si tengono in scacco tutti coloro che si oppongono a un disegno paranoico qual è quello di una società totalmente islamizzata che spezzi gli Stati-Nazione e riedifichi il Califfato.

Noi dovremo essere impegnati, e lo saremo, per impedire un’escalation della guerra a bassa intensità. Se siamo in presenza di una capacità offensiva, continuativa ed organica delle reti del terrorismo islamico l’intervento e il sostegno non potrà che essere internazionale, in particolare europeo ed italiano. Dobbiamo impedire che anche la giovane democrazia tunisina piombi nel caos e nella paura e garantire al vicino Mediterraneo la normalità: una sicurezza, una convivenza pacifica e il prosieguo dei rapporti secolari con l’Europa.

Bobo Craxi

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