lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tar. Prefetti censurati, nozze gay valide
Pubblicato il 10-03-2015


nozze gayI matrimoni resteranno trascritti nel Registro dello stato civile del Comune di Roma fino a quando qualcuno – eventualmente – chiederà al giudice civile di pronunciarsi: la legge sullo stato civile stabilisce che l’unico che può farlo è il Procuratore della Repubblica, dunque la magistratura amministrativa, e non i prefetti. Questo l’effetto della decisione del Tar del Lazio dopo aver accolto i ricorsi presentati da due delle sedici coppie che lo scorso ottobre ottennero la trascrizione della loro unione all’anagrafe capitolina, eseguita dal sindaco della Capitale, Ignazio Marino. Oltre a Marino anche i sindaci di Milano, Livorno, Udine e Bologna procedettero alla trascrizione. In particolare, al primo cittadino del capoluogo emiliano, Virginio Merola venne contestato il reato di abuso d’ufficio, a seguito di un esposto da parte di un cittadino. Oggi la Procura di Bologna ha inoltrato al Giudice per le indagini preliminari (Gip) la richiesta di archiviazione per il sindaco di Bologna che – oltre alla soddisfazione per la decisione – ha sollecitato le forze politiche affinché “approvino una legge sulle unioni civili”. 

IL RICORSO AL TAR – Al Tar del Lazio si sono rivolte due coppie e lo stesso Comune di Roma, con tre distinti ricorsi amministrativi che chiedevano l’annullamento dei provvedimenti con cui il Prefetto di Roma ha annullato la trascrizione nel registro delle Unioni Civili in seguito alla circolare del ministro degli Interni. In particolare il tribunale amministrativo laziale del Lazio confuta – dichiarandolo nullo – il provvedimento con il quale il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, lo scorso 31 ottobre scorso chiedeva l’annullamento delle trascrizioni ai sindaci e prefetti.

ALFANO: LA SOSTANZA RIMANE – I matrimoni all’estero tra persone dello stesso sesso “non si possono trascrivere: questo dice il Tar del Lazio, secondo cui l’atto di cancellazione non lo devono fare prefetti, ma i giudici, ma la sostanza rimane. La pronuncia ha dato ragione a noi dal punto di vista giuridico”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ricordando il divieto – nel nostro ordinamento – che persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio. “Se si vanno a sposare all’estero e pretendono di trascrivere l’atto in Italia fanno una cosa che è contraria alla legge. Non esiste il turismo nuziale o il federalismo matrimoniale”. Ora, ha aggiunto Alfano “ci saranno altri gradi di giudizio e vedremo se è lo Stato o un magistrato a dover cancellare l’atto, Secondo il Tar è il magistrato, secondo noi no”.

BISCARDINI (PSI): RENZI METTA TURBO SU RIFORME DIRITTI CIVILI  “Pur partendo da una questione specifica – come quella del riconoscimento delle unioni contratte all’estero – la decisione del Tar del Lazio ha una valenza più ampia. E una rilevanza da un punto di visto politico”. Così commenta Roberto Biscardini, consigliere Psi al Comune di Milano, definendo l’àmbito “una terra di nessuno”. “Il Parlamento italiano è rimasto tra i pochi in Europa a non aver ancora legiferato su questa vecchia questione delle unioni di fatto” continua Biscardini. “Sono anni che ci battiamo. Il governo dovrebbe prendere atto della decisione del tribunale amministrativo, e imprimere un’accelerazione. Renzi che usa l’espressione ‘mettere il turbo’, lo faccia anche sulle riforme dei diritti civili”.

Silvia Sequi

 

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