lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Emanuele Pecheux:
Un’opposizione poco credibile
Pubblicato il 16-03-2015


Mi spiace che il direttore dell’Avanti! Mauro Del Bue nel suo resoconto racconti l’epilogo del CN del Psi di sabato scorso con una lettura che a me pare fin troppo edulcorata.

Mi sarebbe piaciuto leggere maggiore chiarezza sugli esiti del CN e non accomodanti narrazioni sugli sconcertanti comportamenti della minoranza che, vista la mala parata del voto sulla relazione del segretario, 11 voti contrari (per essere precisi ai tre dei cosiddetti leader, se ne sono aggiunti ben 8!) e 2 astenuti, ha cercato di buttarla in caciara, non riuscendoci peraltro, perché l’unico teppista loro supporter, ben noto per le sue scorribande su Fb, è stato prontamente isolato. Io comprendo la posizione di Mauro, per sua formazione e profilo politico uomo di pace ed infaticabile pontiere ma, per una volta valeva la pena mutuare Bobo Craxi che in una dichiarazione ha parlato senza mezzi termini, cito, di: “inevitabile divisione nel Psi”. È così: non so come abbia votato Bobo ma non c’è dubbio che la riunione di ieri ha sanzionato ciò che per i frequentatori della rete era già noto. Con una differenza sostanziale: che le pietose dichiarazioni della vigilia di Bartolomei che scriveva di cento (!) firme apposte al documento della minoranza (firme che nessuno ha mai visto) sono state clamorosamente smentite da un risultato che anziché provocare l’irrisione su Fb di chi al Cn non c’era e ha maldestramente impastrocchiato spiegazioni geopolitiche per giustificare una disfatta, dovrebbe indurre lui e i suoi sodali ad una vera riflessione. Non succederà: presto ci toccherà rivedere su Fb qualche malinconica fotografia che lo ritrae insieme al suo inner circle di poche unità appresso al prossimo corteo della sinistra radicale (ora, passato Tsipras, è a la page Landini). Ma si sa: Franco Bartolomei ha fatto della vocazione minoritaria una ragione di vita.

A differenza di chi invece, avendo negli anni passati ricoperto ruoli apicali nel partito, non si rassegna all’idea di essere divenuto ormai neppure più residuale.

Uno, Biscardini, quello che per chi se lo fosse scordato, quattro anni fa ha aperto la strada alle candidature socialiste nel Pd candidandosi motu proprio al Consiglio comunale di Milano, oggi tenta maldestramente di affabulare la platea di dirigenti di partito i quali hanno capito da un pezzo di che pasta è fatto, l’altro, il buon Sollazzo, che da anni da ogni tribuna che gli capita di occupare ripete, come un disco rotto, i soliti basici slogan che nascondono (male) l’assoluta mancanza di un’idea che sia una.

L’ unico collante che li tiene uniti è il risentimento che nutrono verso chi ritengono colpevole di non aver favorito il loro ritorno nelle aule parlamentari.

Perché, sia detto a beneficio di chi ancora non l’ha capito, a loro solo questo interessa(va).

Del partito, del suo stato di salute, delle prospettive future non gli ne può importare di meno.

Il loro strumentale e velleitario agitare la bandiera dell’autonomia scalda il cuore a sempre meno compagni. La stragrande maggioranza degli iscritti del Psi, che tutto sono meno che aspiranti kamikaze, ha mangiato la foglia.

L’esito clamoroso ed inequivoco della votazione del CN di sabato ne è l’ennesima dimostrazione.

Sabato si sarebbe potuto e dovuto parlare e (perché no?) compiacersi degli importanti obiettivi raggiunti dal Psi nel primo scorcio di legislatura. Purtroppo il 50% dello spazio è stato concesso ai surreali e provocatori interventi dei rappresentati di 11 membri del CN. Un po’ troppo presidente Vizzini, considerato il fatto che, vista l’ora, hanno dovuto rinunciare ad intervenire, ad esempio, parlamentari come Pastorelli e Buemi, lo stesso presidente e compagni che avrebbero portato un ben diverso (e utile) contributo al dibattito.

Mi permetto di suggerire, per la prossima riunione, l’applicazione di un rigido timing per ciascun intervento e un diverso equilibrio nell’attribuzione della facoltà di parola.

In altri termini, riservando alla cosiddetta minoranza interna la possibilità di esprimere le proprie opinioni in tempi contingentati in rapporto al reale all’interno del partito.

Avviene così in tutte le assemblee democratiche del mondo.

Emanuele Pecheux
Direzione Psi – Responsabile nazionale web e comunicazione

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Commenti all'articolo
  1. Ora capisco perché siete così innamorati di Renzi. Anche voi, come lui, non amate il dissenso. Ebbene prima o poi tanti compagni capiranno che questo abbraccio col PD è l’ennesimo errore. Anch’io, dopo aver molto riflettuto, non suggerisco più di andare con Vendola o Landini, non perché siano troppo di sinistra, ma perché non mi fido della loro reale opposizione al PD. Vendola, in particolare, ci ha abituato a critiche feroci che poi, guarda caso, sfociano miracolosamente in alleanze con i vecchi compagni di merende. Perciò avrei voluto prospettare ai compagni la soluzione opposta, ma, guarda caso, il mio scritto non è stato pubblicato. E poi ci lamentiamo della minoranza PSI… Comunque rendiamoci conto che di queste dinamiche agli italiani non frega nulla, loro vogliono sapere cosa propone la politica per difendere il loro diritto al lavoro, all’istruzione, alla casa, alla salute. Vediamo di finirla, altrimenti non ci schiodiamo dall’1%.

  2. COME DICI TU “rendiamoci conto che di queste dinamiche agli italiani non frega nulla, loro vogliono sapere cosa propone la politica per difendere il loro diritto al lavoro, all’istruzione, alla casa, alla salute” ma sempre tu cosa proponi, per difendere il loro diritto al lavoro, all’istruzione, alla casa, alla salute? Vorrei leggere non i titoli dei temi ma lo svolgimento. Grazie

  3. Carissimo Emanuele
    Attualmente nella vita interna del nostro Partito, oltre alle frizioni interne derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza, i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve interpretare i rapporti con il PD e con il Sindacato e sulle sue scelte e strategie future nel quadro politico. Anche fra noi lettori dell’Avanti il dibattito è molto acceso e le divisioni affiorano frequentemente.
    Mi rivolgo a te come esponente della Direzione e Responsabile nazionale Web e comunicazione per rinnovare una proposta di “Un Referendum tra gli iscritti al PSI” che avevo lanciato mesi fa sull’Avanti.
    I quesiti a cui rispondere nel Referendum sono rivolti:
    • sul come e dove vogliamo collocare il PSI nelle competizioni elettorali sia a livello nazionale che locale
    • se con l’utilizzo o senza il nostro simbolo
    • sui criteri di scelta dei nostri candidati
    • sul come vogliamo esercitare la nostra funzione nel quadro politico e nell’esercizio della nostra rappresentanza nelle Sedi elettive
    La finalità del Referendum sarebbe di affidare le scelte future alla diretta espressione di come la maggioranza degli iscritti desideri che si sviluppi l’azione del PSI.
    La responsabilità dell’indirizzo scelto diventerebbe collettiva mentre alle Mozioni verrebbe affidata l’elaborazione dei contenuti programmatici, le strategie e le iniziative politiche da sviluppare per l’ampliamento del consenso della base elettorale e delle adesioni al PSI, i rapporti con il Sindacato, le proposte per il finanziamento delle attività politiche, per i metodi di gestione della vita interna del Partito e delle garanzie per la minoranza, per la Riforma dello Statuto, l’istituzione di una Fondazione culturale socialista e Altre proposte.
    In questo modo è auspicabile che le Mozioni si caratterizzino come correnti di pensiero e non con prevalenti aspirazioni di “ potere ”.
    Il Referendum dovrà essere svolto prima della fase congressuale. Se le elezioni politiche dovessero precederla anche il Congresso dovrà essere anticipato.
    La presentazione delle Mozioni congressuali dovrà essere presentata dopo l’esito del Referendum e le indicazioni risultanti dal Referendum dovranno essere comuni e vincolanti per tutte le Mozioni.
    Se le difficoltà o le resistenze che si dovessero riscontrare nelle Federazioni rendessero improponibile il Referendum, potremmo utilizzare la sinergia che può offrire l’Avanti come un sondaggio alla pari di quelli che su alcune tematiche sviluppano quasi tutti i Quotidiani.
    Potresti valutarne con il Direttore la fattibilità. A titolo di contributo invio alla tua attenzione alla Redazione dell’Avanti una bozza di Questionario che potrai rielaborare con Mauro in base alla Vostra esperienza. Gradirei un tuo commento in proposito. Grazie per i tuoi contributi al nostro Giornale.
    Je suis socialiste

  4. Forse non ci saranno state le 101 firme però che il dissenso esiste è fuor di dubbio. Vogliamo porci la domanda se in questi frangenti è opportuno sfasciare la Democrazia come sta facendo renzi e co.o forse non sarebbe meglio portare il PSI fuori dalla palude catto-fascio-comunista non per andare dietro a Landini e Vendola, come fa comodo per denigrare chi dissente , ma per creare un’embrione di vera opposizione per la salvaguardia della Democrazia Costituzionale e del futuro di questo paese.
    P.S.: e se qualche compagno ci criticherà perché per andare da soli si prenderebbe lo 0.03%, ribadisco meglio lo 0,03% che il nulla dietro renzi.

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