martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Usa, pena di morte. Nello
Utah torna la fucilazione
Pubblicato il 24-03-2015


Il governatore dello Utah Gary Herbert

Il governatore dello Utah Gary Herbert

I condannati a morte nello stato dello Utah potranno essere fucilati, nel caso in cui l’iniezione letale non dovesse essere possibile. La legge è stata firmata dal governatore repubblicano Gary Herbert, e prevede il ritorno del plotone di esecuzione, dopo circa dieci anni dalla sua sospensione. Le ragioni di questa decisione sono riconducibili probabilmente alla carente disponibilità dei farmaci che servono per l’iniezione letale.

L’ultima volta che lo stato americano dello Utah ha somministrato le sostanze chimiche mortali a un detenuto è stato nel 1999. Attualmente sono otto gli uomini nel braccio della morte e la difficoltà nel reperire quei farmaci da iniettare avrebbe spinto il governatore a firmare la legge e a spingere lo Utah a diventare il primo stato degli USA ad aver ripristinato la fucilazione.

Negli Stati Uniti oggi sono in tutto 32 su 50 gli stati in cui è attuata la pena di morte. Il numero delle condanne inflitte ogni anno è inferiore solo a quello della Cina. L’iniezione letale è il metodo di esecuzione più utilizzato, nell’80% dei casi, anche se ne esistono altri che impiegano l’impiccagione, camere a gas e sedia elettrica.

La difficoltà a reperire il ‘Penthothal’, il barbiturico che serve a sedare i condannati prima dell’iniezione letale, avrebbe spinto il governatore a firmare la legge. La società che lo produceva, l’unica negli Stati Uniti, ha cessato infatti la sua produzione dopo le pressioni delle campagne contro la pena di morte. Attualmente viene prodotto in India e Gran Bretagna, anche se di recente Londra avrebbe deciso di bloccare le esportazioni in alcuni stati americani.

Stefano Lanzano

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