martedì, 12 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ulivi e xylella, ora ci si mette anche il TAR
Pubblicato il 26-03-2015


ulivi secchi“Un disastro epocale. Non solo economico, ma anche sociale e dai danni inestimabili.” Non usa mezzi termini Pantaleo Piccinno, vicepresidente Unaprol (il maggiore consorzio olivicolo italiano, ndr) – nonché presidente della Coldiretti di Lecce – in merito a quanto sta accadendo nel Salento, dove un batterio killer sta falcidiando gli ulivi, compromettendo pesantemente l’olivocoltura della zona. Nel frattempo due avvocati, Giovanni e Guido Pesce – proprietari di un uliveto con un centinaio di piante a Oria (Brindisi) – hanno depositato un ricorso d’urgenza con cui si chiede al Tribunale amministrativo regionale della Puglia di fermare l’avvio dell’abbattimento degli ulivi affetti da Xylella, previsto per lunedì prossimo, 30 marzo. Se il ricorso venisse accolto, ma le ragioni fossero scientificamente infondate, non solo non si salverebbero gli ulivi difesi dai due avvocati, ma la malattia potrebbe espandersi ulteriormente condannano a morte altre centinaia, migliaia, decine di migliaia di piante.

LA MALATTIA – “La prima cosa da affrontare – spiega all’Avanti! Piccinno – è la trasformazione dello stato attuale di emergenza in stato di calamità naturale, come previsto dalla normativa europea – e non ancora in quella italiana – in caso di fitopatia”. L’esperto ricorda poi che che da un punto di vista scientifico si è venuti a conoscenza – nell’ottobre 2013 – che a far ammalare gli ulivi era, ed è a tutt’oggi la cosiddetta Xylella Fastidiosa, batterio che – inoculato da un semplice insetto – agisce sull’albero, bloccandone il passaggio della linfa che lo alimenta, arrestandone la nutrizione che conduce al disseccamento che, a sua volta, ne provoca la morte. “Ad oggi sono stati effettuati tre dei quattro postulati di Koch – illustra Piccinno – che hanno dimostrato che tutti gli alberi dissecati hanno contratto il batterio. A ulteriore conferma scientifica – a breve – avremo anche le prove di patogenicità”. L’esperto poi ricorda che in Salento “il batterio è arrivato nelle e con le piante ornamentali del Costarica – via Rotterdam – porta d’Europa che non ha disposizioni di controllo. Le piante malate hanno trovato un clima adatto e un vettore: un piccolo insetto – di per sé innocuo – che punge le piante malate e infetta quelle sane. Se non ci fossero state piante malate gli insetti non si sarebbero ammalati” ammonisce l’esperto che ritiene “l’Europa responsabile di questa tragedia, non avendo vietato l’importazione di piante infette. Intima a noi determinati comportamenti, ma prima dovrebbe assumersi la sua responsabilità”. Piccinno auspica infine che l’epidemia non si espanda anche altrove, motivo per il quale si dovrà procedere inevitabilmente con l’eradicazione degli alberi situati sui confini – ma poi dovranno essere attivate politiche di contenimento della malattia. “In questo dramma l’unica certezza è rappresentata da un gruppo di ricercatori salentini che sta affrontando il problema, ricercandone la soluzione”.

Sulla situazione emergenziale Avanti! ne ha parlato anche con Donato Boscia, ricercatore dell’Istituto per la protezione delle piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) secondo cui gli unici strumenti a disposizione sono “il contenimento del vettore cioè dell’insetto – che presuppone l’inevitabile utilizzo di insetticidi – e la limitazione del blocco delle piante infette, ossia l’abbattimento di queste ultime per evitare che venga infettata l’intera olivocoltura mediterranea”.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento